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Wi-Fi lento in casa e le soluzioni per coprire ogni stanza

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Il segnale sparisce tra una stanza e l'altra? Scopriamo come sconfiggere i muri spessi, ottimizzare i canali e portare internet veloce in ogni angolo
amplifica wifi video È una situazione classica. Paghiamo la fibra, facciamo lo speedtest proprio davanti al router e i numeri sono altissimi, quasi a farci sentire dei fortunati. Poi però ci spostiamo in camera da letto o in cucina per guardare un video e, improvvisamente, compare quel cerchietto che gira all'infinito. Prima di impazzire con i cavi, però, conviene fare un passo indietro e capire cosa rallenta effettivamente la velocità di rete, perché il colpevole potrebbe essere il fornitore, il router vecchio o semplicemente un muro troppo spesso.

Il problema non è quasi mai la linea che arriva da fuori (anche se fare una verifica della copertura internet aiuta a escludere problemi di zona), ma il fatto che il segnale deve fare un percorso a ostacoli. I modem che ci danno gli operatori sono spesso dei prodotti economici, con antenne che fanno fatica a spingere il segnale oltre il primo muro serio. Se la casa ha una pianta strana o muri spessi, è normale che ci siano zone dove internet semplicemente non arriva.

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Perché il segnale sparisce tra una stanza e l'altra

Possiamo immaginare il Wi-Fi come una voce che grida in una stanza. Se la porta è aperta, sentiamo tutto. Se chiudiamo una porta di legno, sentiamo ancora, ma meno forte. Se però mettiamo di mezzo un muro di cemento armato, è come se qualcuno avesse messo un tappo di gomma alle nostre orecchie. I muri portanti sono i nemici numero uno, ma ci sono insidie meno ovvie. Gli specchi grandi riflettono le onde radio rimandandole indietro, mentre i mobili in metallo fanno da scudo. Persino un acquario può bloccare il segnale, perché l'acqua assorbe le frequenze wireless molto più di quanto faccia l'aria.

Mettere il router nel posto giusto cambia tutto. Se è chiuso in un mobile, nascosto dietro la TV o appoggiato a terra, stiamo praticamente chiedendo al segnale di suicidarsi. Il punto migliore è un ripiano alto e centrale. Un piccolo trucco per chi ha antenne esterne è orientarne una in verticale e una in orizzontale: questo aiuta il segnale a diffondersi meglio, specialmente se l'abitazione è su più piani.

Le due strade del Wi-Fi e la guerra dei canali

Quasi tutti i router moderni usano due frequenze diverse. La prima è quella a 2.4 GHz. Immaginiamola come un vecchio trattore: è lenta, ma ha molta forza e riesce a superare meglio i muri. Il problema è che è affollatissima. Se viviamo in un condominio, i router dei vicini si sovrappongono al nostro, creando interferenze che fanno cadere la linea. Per risolvere, possiamo entrare nel pannello di controllo del router (di solito all'indirizzo 192.168.1.1) e forzare un canale meno usato, come l'1, il 6 o l'11. Per capire meglio come fare, suggeriamo di leggere la guida su come evitare le interferenze dalle reti dei vicini.

La seconda è la frequenza a 5 GHz. Questa è una Ferrari: velocissima, ideale per il gaming o per i film in 4K, ma si ferma davanti al primo ostacolo serio. Appena c'è un muro di mezzo, la velocità crolla. Per chi vuole mappare esattamente dove il segnale muore, strumenti come NetSpot permettono di creare delle vere e proprie mappe di calore della casa.

Il dilemma del modem: tenerlo o cambiarlo?

Molti si chiedono se convenga tenere il modem dell'operatore o sostituirlo. La risposta breve è: se avete una casa grande o molti dispositivi, l'apparecchio standard spesso non basta. Scegliere un router di ultima generazione e collegarlo al modem principale può svoltare la situazione. In questo caso, bisogna configurare correttamente la cosiddetta "cascata", come spiegato nelle nostre guide su come collegare un router nuovo senza cambiare rete o su come usare un FRITZ!Box su fibra FTTH.

Un dettaglio spesso dimenticato è il firmware, ovvero il "cervello" del router. Un software vecchio può rendere la connessione instabile. Verificare periodicamente se ci sono aggiornamenti sul sito del produttore è un'operazione semplice che può migliorare sensibilmente le prestazioni e la sicurezza.

Come portare internet dove non arriva

Quando spostare il router non basta, dobbiamo aggiungere hardware. Ma attenzione a non sbagliare acquisto.

I ripetitori Wi-Fi sono l'opzione più economica, ma spesso la peggiore. Funzionano come una persona che ascolta un messaggio e lo ripete a voce alta: nel farlo, ci perde tempo e dimezza la velocità. Inoltre, spesso creano una seconda rete con un nome diverso, costringendo il telefono a restare agganciato al segnale debole del salotto anche quando siamo vicini al ripetitore. Per approfondire, vediamo come funziona esattamente un Range Extender.

Per chi vuole una soluzione definitiva, la rotta di Navigaweb suggerisce di ignorare il wireless tra i dispositivi e passare ai cavi. Far scorrere un cavo Ethernet (di categoria Cat6 o Cat7 per supportare velocità fino a 10 Gbps) nelle canaline dei muri è l'unico modo per avere la velocità della fibra piena in ogni stanza. Se i muri sono impossibili da forare, la soluzione sono le Powerline, che trasportano i dati attraverso i cavi della luce. I kit di Devolo Magic sono tra i più solidi per superare muri spessi, come descritto nella nostra guida sui segreti degli adattatori Powerline.

Infine ci sono i sistemi Mesh. Non sono semplici ripetitori, ma una squadra di router che creano un'unica rete intelligente. Se camminiamo per casa, il sistema ci "passa" da un nodo all'altro senza interrompere la navigazione. Per chi cerca semplicità, gli Amazon Eero o i Google Nest Wifi sono ottimi. Se invece serve una potenza estrema per flussi video pesanti, i sistemi Netgear Orbi usano una corsia radio dedicata solo per far parlare i nodi tra loro. Per i dettagli, leggiamo come aumentare la copertura con il Wi-Fi Mesh.

Trucchi avanzati per spremere la connessione

Oltre all'hardware, ci sono alcune regolazioni software che possono aiutare. Una di queste è l'ottimizzazione dei DNS. I DNS sono come l'elenco telefonico di internet; usare quelli dell'operatore spesso è lento. Impostare Cloudflare 1.1.1.1 o OpenDNS può velocizzare l'apertura delle pagine.

Se in casa ci sono troppi dispositivi (smartphone, tablet, lampadine smart, console), la banda si satura. In questo caso, utile è la funzione QoS (Quality of Service) del router: permette di dare la priorità a certe attività. Ad esempio, possiamo decidere che il traffico della console da gaming abbia la precedenza rispetto al download di un aggiornamento di Windows, evitando i fastidiosi lag durante le partite.

Per capire se tutto questo sta funzionando, possiamo usare degli strumenti di diagnosi. App come WiFiman o Fing aiutano a vedere chi è connesso e dove il segnale cala. Per chi invece vuole un'analisi quasi chirurgica dei pacchetti dati, c'è Wireshark. Troviamo inoltre una lista di programmi per diagnosticare la rete su PC.

Sguardo al futuro: Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7

I vecchi standard (802.11n o ac) fanno fatica a gestire molti dispositivi. Il Wi-Fi 6 introduce la tecnologia MU-MIMO, che permette al router di parlare con più dispositivi contemporaneamente senza metterli in coda. Il Wi-Fi 7, che sta arrivando ora, fa un passo ulteriore con la Multi-Link Operation (MLO), ovvero la capacità di usare più bande contemporaneamente per una stabilità mai vista prima. Se oggi dobbiamo comprare un router, puntare su un modello Wi-Fi 6 o 6E è la scelta più sensata per non trovarsi con un pezzo di ferro obsoleto tra due anni.

Diario di bordo di Navigaweb

Se devo darvi un consiglio spassionato, smettete di comprare i ripetitori da 20 euro che promettono miracoli. Sono quasi sempre soldi buttati perché creano più problemi di quanti ne risolvano, specialmente con i dispositivi che non vogliono cambiare rete automaticamente. Se avete la possibilità, fate passare un cavo di rete: è brutto da vedere se non è nascosto, ma è l'unica cosa che non vi farà impazzire tra sei mesi. Se invece volete l'estetica e la comodità, investite in un sistema Mesh di qualità. Costa di più, ma la differenza di stabilità è abissale.

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