Aggiornare Firmware UEFI e BIOS, con Instant Flash e Flashback
Hai appena acquistato un processore di ultima generazione, premi il tasto di accensione e le ventole girano, ma lo schermo resta inesorabilmente nero. O forse hai notato che le tue nuove memorie RAM non riescono a mantenere la frequenza dichiarata sulla scatola, causando crash improvvisi mentre lavori. In molti casi, il colpevole non è un componente difettoso, ma un software invisibile e fondamentale che risiede nella scheda madre: il BIOS (o UEFI, nei sistemi moderni).
Aggiornare questo firmware è un'operazione delicata. A differenza di un driver video che, se installato male, si risolve con un riavvio in modalità provvisoria, un errore durante la scrittura del BIOS può rendere il computer inutilizzabile. Tuttavia, seguendo i passaggi corretti e prendendo le giuste precauzioni, è un intervento di routine che prolunga la vita del PC e ne migliora la sicurezza.
LEGGI ANCHE: Ridurre tempo BIOS e di avvio del PC
Cosa è il BIOS/UEFI
Il BIOS o l'UEFI (la sua versione più recente) sono componenti fondamentali in un computer per poter iniziare le procedure di avviamento del sistema operativo. Di fatto permette alla scheda madre di avviarsi, di eseguire i controlli preliminari su tutte le componenti presenti su di essa e di avviare correttamente CPU, RAM e disco di sistema, così da poter passare alla fase successiva dell'avvio (il bootloader, che avvierà il sistema operativo vero e proprio).
Esso può essere personalizzato accedendo ad un menu segreto non appena si avvia il computer, da cui è possibile modificare alcune impostazioni sulle componenti hardware (overclock, underclock, memoria di sistema riservata, temperature, velocità ventole etc.).
Per la sua particolare e delicata funzione, già toccare il BIOS o l'UEFI è sconsigliato ai meno esperti, figuriamoci aggiornarlo ad una nuova versione. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita nella nostra guida per capire a cosa serve il BIOS del computer e quali funzioni ha.
Quando è davvero necessario intervenire
Vige una regola non scritta tra i tecnici hardware: se il sistema è stabile e performante, meglio non toccare nulla. L'aggiornamento non serve per avere l'interfaccia più bella o funzionalità estetiche. Si procede solo in casi concreti:
- Nuove CPU su vecchie schede: I socket (l'alloggiamento del processore) spesso durano per più generazioni (come AM4 e AM5 di AMD o LGA 1700 di Intel). Per far riconoscere un processore uscito nel 2024 su una scheda del 2022, il codice interno deve essere aggiornato.
- Compatibilità RAM e SSD: Moduli di memoria ad alta velocità o SSD NVMe recenti potrebbero non essere letti correttamente dalle prime versioni del firmware.
- Patch di Sicurezza: A volte vengono scoperte falle a livello hardware (come le vulnerabilità Spectre o LogoFAIL) che nessun antivirus può bloccare; solo un nuovo BIOS può chiudere la porta.
Fase 1: Identificazione del modello e della Revisione (REV)
Qui è dove la maggior parte degli utenti commette l'errore fatale. Non basta sapere di avere una scheda madre "Gigabyte B650 Gaming X". I produttori rilasciano lo stesso modello con piccole variazioni hardware chiamate "Revisioni" (es. Rev 1.0, 1.1, 1.2) che richiedono file BIOS completamente diversi. Se si forza il file della Rev 1.0 su una Rev 1.2, il PC potrebbe non ripartire.
Controllo software
Usiamo un metodo infallibile integrato in Windows per il primo controllo:
- Premere Windows + R sulla tastiera.
- Scrivere msinfo32 e dare Invio.
- Leggere le righe Produttore scheda di base, Prodotto scheda di base e Versione/data BIOS (quello attuale).
Controllo visivo (Obbligatorio per Gigabyte e ASRock)
Il software a volte non riporta la revisione corretta. Per essere sicuri al 100%, bisogna aprire il case del PC e guardare direttamente sulla scheda madre. La scritta "REV: 1.0" o "REV: 2.0" è solitamente stampata in piccolo nell'angolo in basso a sinistra o vicino al logo del produttore.
Per chi possiede un laptop, il riferimento è il numero di modello esatto (es. HP Pavilion 15-cw1000nl) che si trova sull'etichetta sotto la scocca. Mai usare un BIOS di un modello "simile" solo perché ha lo stesso processore.
In alternativa possiamo utilizzare il programma gratuito CPU-Z, in grado di mostrare lo stesso tipo di informazioni. A tal proposito possiamo leggere la nostra guida su come Conoscere l'hardware del computer ed i singoli pezzi del PC Windows.
Fase 2: Trovare e scaricare il file giusto
Non usate mai software automatici di ricerca driver ("Driver Booster" e simili) per il BIOS. È troppo rischioso. Bisogna agire manualmente. Andiamo su Google e cerchiamo: [Modello esatto scheda madre] support.
Una volta sulla pagina ufficiale del produttore (assicuratevi sia il dominio vero, es. asus.com o msi.com), cliccate su Supporto > Driver & Utility > BIOS & Firmware.
Come scegliere la versione corretta
Davanti alla lista dei download, non bisogna cliccare automaticamente sul primo in alto. Ecco come interpretare l'elenco seguendo la rotta di Navigaweb per evitare acque agitate:
- Evitare le BETA: Spesso l'ultima versione ha una lettera alla fine del nome (es. F62a o 1.20 Beta). A meno che non serva per un problema specifico e urgente, scaricate sempre l'ultima versione "Stabile" (quella senza lettere o diciture Beta), che è quella immediatamente precedente.
- Leggere la "Description": Ogni download ha una nota. Se c'è scritto "Improve system stability", è un buon aggiornamento. Se c'è scritto "Update for new CPU", fatelo solo se dovete cambiare processore.
- Versioni intermedie: Attenzione alle note scritte in rosso. Se state passando dalla versione 1.0 alla 10.0, a volte c'è l'obbligo di installare prima una versione "ponte" (es. la 5.0). Se richiesto, non saltate questo passaggio.
Fase 3: Preparazione della chiavetta USB
Scaricato il file ZIP, bisogna preparare il supporto. Non usate hard disk esterni o chiavette da 64GB piene di dati. Serve una pendrive piccola, possibilmente da 8GB o 16GB, vuota.
La chiavetta deve essere formattata in FAT32. Il file system NTFS, usato da Windows, spesso non è leggibile dagli strumenti di flash del BIOS. Estraete il file del firmware dallo ZIP (avrà estensione .CAP, .ROM, .Fxx o numeri vari) e copiatelo nella directory principale della chiavetta, fuori da ogni cartella.
Nota importante per chi usa BitLocker: Se avete Windows Pro o Enterprise con la crittografia attiva, dovete sospendere BitLocker dal Pannello di Controllo prima di riavviare. Se non lo fate, al riavvio il TPM rileverà il cambiamento hardware e bloccherà l'accesso ai dati.
Fase 4: L'aggiornamento tramite Instant Flash (Consigliato)
Evitate di usare i programmi che aggiornano il BIOS da dentro Windows. Basta un antivirus troppo zelante o un blocco momentaneo del sistema per corrompere il chip. La strada maestra è operare direttamente dall'interfaccia UEFI.
Riavviate il PC, entrate nel BIOS (tasto Canc o F2) e cercate lo strumento di aggiornamento:
- ASUS: "ASUS EZ Flash 3 Utility" nel tab Tool.
- MSI: Bottone "M-FLASH" (il PC si riavvierà in modalità flash).
- Gigabyte: "Q-Flash", spesso attivabile premendo F8.
- ASRock: "Instant Flash" nel menu tool.
Selezionate la chiavetta, poi il file. Confermate e non toccate nulla. Se avete un gruppo di continuità (UPS), usatelo: è l'assicurazione migliore contro i blackout durante i 3-5 minuti di scrittura.
Procedura d'emergenza: BIOS Flashback
Se il PC non si avvia (ad esempio perché la CPU è troppo nuova per il BIOS attuale), le schede madri moderne offrono il tasto "BIOS Flashback". Permette di aggiornare usando solo l'alimentatore, senza CPU né RAM.
Richiede di rinominare il file esattamente come scritto nel manuale (es. MSI.ROM), inserire la chiavetta nella porta USB dedicata sul retro e tenere premuto il tastino per 3 secondi finché un LED non inizia a lampeggiare. Quando la luce si spegne, l'update è completo.
Dettagli post-installazione
Al termine, il PC si riavvierà. Il primo avvio sarà molto lungo per via del Memory Training (ricalibrazione RAM). Ecco cosa controllare dopo:
- Reset delle impostazioni: Il nuovo BIOS riporta tutto ai valori di fabbrica. Dovrete rientrare e riattivare il profilo XMP/EXPO per la RAM, altrimenti le memorie gireranno alla velocità base (molto più lenta).
- Aggiornamenti "Ponte": Su schede madri molto vecchie, a volte non si può passare dalla versione 1.0 alla 10.0 direttamente. Il sito del produttore indicherà se serve installare prima una versione intermedia (es. la 5.0) per preparare il sistema.
- Il mito della batteria: Rimuovere la batteria a bottone (CMOS) serve a resettare le impostazioni, non a ripristinare un BIOS corrotto da un aggiornamento fallito. In quel caso serve il Flashback o un programmatore hardware esterno.
- Secure Boot e fTPM: Spesso vengono riabilitati di default. Se usate sistemi operativi diversi da Windows (come alcune distro Linux) o dual boot, potreste dover riconfigurare queste voci.
- Verifica finale: Usate un tool leggero come CPU-Z (scheda Mainboard) per confermare che la versione letta sia quella nuova.
Sempre a tema BIOS possiamo leggere la nostra guida su come Passare da BIOS a UEFI e convertire disco in GPT (Windows 10).
Posta un commento