Avviare il PC da USB e la procedura corretta per il boot
Inseriamo la pen drive, premiamo il tasto di accensione e, invece di farci installare un nuovo sistema o un programma di ripristino, il computer carica Windows come se nulla fosse. Il blocco dell'avvio da un dispositivo esterno capita di continuo. Molti pensano subito a un guasto della porta hardware, ma la realtà è legata a una sorta di incomprensione tra il software e le misure di sicurezza della scheda madre.
I computer moderni sono programmati per difendersi. Hanno serrature digitali create per evitare che un malintenzionato inserisca un dispositivo e prenda il controllo della macchina di nascosto. Queste protezioni, pur essendo ottime per la sicurezza quotidiana, diventano un muro di gomma quando siamo noi a voler fare manutenzione. Per prendere i comandi bisogna conoscere i passaggi esatti per farsi riconoscere dal sistema.
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Programmi per preparare la chiavetta in modo corretto
Un errore classico consiste nel prendere un file ISO scaricato da internet e trascinarlo dentro la chiavetta come si fa con le fotografie. Questa operazione non serve a nulla. Una pen drive, per essere riconosciuta all'accensione, deve essere "resa avviabile", ovvero deve contenere un settore di avvio speciale che dialoga con la scheda madre.
Per preparare il dispositivo servono programmi specifici.
- Rufus rimane il programma di riferimento assoluto per chi usa Windows. Riesce a superare i blocchi dei sistemi moderni creando partizioni compatibili sia con i vecchi computer che con le macchine attuali basate su UEFI.
- Etcher è la scelta perfetta per gli utenti Mac o per chi vuole provare Linux. Ha un'interfaccia con soli tre pulsanti e riduce a zero il rischio di cancellare per sbaglio il disco principale del computer.
- Ventoy rappresenta il metodo definitivo. Invece di dover formattare l'unità ogni volta che si cambia sistema operativo, questo programma crea uno spazio in cui basta buttare dentro i file ISO. All'accensione apparirà un menu da cui scegliere quale sistema lanciare, proprio come se fosse un juke-box.
Sfruttare il menu rapido senza entrare nel BIOS
Sulla maggior parte dei computer prodotti nell'ultimo decennio, non serve mettere le mani nelle impostazioni profonde della scheda madre. I produttori hanno inserito una scorciatoia chiamata Boot Menu.
A computer completamente spento, bisogna inserire l'unità in una porta libera. Accendendo la macchina, si deve premere ripetutamente e velocemente un tasto specifico sulla tastiera. Nella maggior parte dei casi i tasti da usare sono F8, F11 o F12. Se la combinazione è esatta, il normale caricamento si ferma e appare una lista su sfondo nero o blu con tutti i dischi collegati. Basterà selezionare il nome della marca della chiavetta per procedere.
Modificare l'ordine di partenza alla radice
Se la scorciatoia non funziona o il tasto è rotto, l'alternativa impone di cambiare le priorità di caricamento del PC. La procedura richiede di accedere al BIOS del computer. Anche in questo caso bisogna premere un tasto in modo ripetitivo subito dopo l'accensione, di solito CANC oppure F2.
Una volta dentro questa schermata di controllo, bisogna muoversi con le frecce della tastiera fino a trovare la scheda chiamata Boot oppure Avvio. All'interno si trova la lista di priorità, ovvero l'ordine con cui il computer cerca un sistema operativo. Selezionando la voce USB Devices o Removable Devices e spostandola al primo posto in cima alla lista, la macchina proverà sempre a leggere le porte esterne prima di caricare il disco fisso interno. Si preme F10 per salvare e uscire.
Se ci si trova davanti a un pannello bloccato da una password dimenticata da anni, bisogna agire fisicamente aprendo il pannello laterale del case per fare un reset del BIOS togliendo la batteria tampone per un paio di minuti.
I blocchi nascosti di Windows Fast Boot e Secure Boot
Esistono due impostazioni molto comuni che rendono la chiavetta del tutto invisibile, anche se abbiamo fatto tutto in modo impeccabile.
La prima è l'avvio rapido di Windows. Questa funzione non spegne mai il computer per davvero, ma lo mette in una sorta di ibernazione profonda. Al risveglio, il sistema salta completamente i controlli sulle porte esterne per risparmiare tempo. Disattivando l'avvio rapido dalle opzioni di risparmio energia nel pannello di controllo, il computer tornerà a spegnersi completamente, accorgendosi della presenza di una memoria collegata alla successiva accensione.
La seconda funzione è il Secure Boot. Si comporta come un buttafuori all'ingresso di un locale chiuso che fa entrare solo chi ha un biglietto firmato da Microsoft. Se proviamo a lanciare una versione di Linux o un disco di recupero non certificato, l'accesso viene negato e il caricamento salta direttamente al disco fisso. Per risolvere, si deve entrare nel BIOS, cercare la voce Secure Boot e impostarla su Disabled.
Le procedure dedicate per il mondo Mac
Sui computer Apple la gestione è diversa e meno spigolosa. Sui modelli più vecchi dotati di processore Intel, la chiavetta si avvia tenendo premuto il tasto Option (Alt) subito dopo il suono di accensione. Appariranno le icone dei dischi disponibili e basterà cliccare su quella esterna gialla indicata come EFI Boot.
Sui modelli più moderni con chip Apple Silicon, come la serie M1, M2, M3 o M4, il processo cambia. Si deve tenere premuto il pulsante fisico di accensione per diversi secondi a computer spento, rilasciandolo solo quando sullo schermo compare la scritta relativa al caricamento delle opzioni di avvio.
Il sistema estremo per i computer fuori produzione
Esiste un limite insormontabile sui computer fissi e portatili prodotti nei primi anni duemila. Molte di quelle schede madri non possiedono proprio le istruzioni fisiche per far partire un sistema operativo tramite la porta universale. Nessuna modifica al menu potrà mai forzare il caricamento.
Per aggirare questo muro hardware, la rotta di Navigaweb consiste nell'usare un piccolo software chiamato Plop Boot Manager. Poiché le macchine d'epoca riescono a leggere senza sforzo i vecchi lettori ottici, si masterizza l'immagine di Plop su un dischetto. Mettendo il CD nel lettore all'accensione, il programma si carica e attiva forzatamente le porte USB, creando un ponte virtuale per far partire la chiavetta che altrimenti verrebbe ignorata.
Dettagli tecnici che fanno la differenza in caso di errore
Quando tutto sembra bloccato e lo schermo rimane inspiegabilmente nero, l'attenzione va spostata su alcuni particolari strutturali dell'hardware.
- La scelta della porta: sui computer fissi assemblati, le fessure presenti sul pannello frontale sono spesso collegate alla scheda madre con cavi sottili che perdono potenza. Inserire la pen drive direttamente nelle prese posteriori elimina il 90% degli errori di lettura.
- Formato incompatibile: i computer, per poter leggere un dispositivo di boot, preferiscono formati di base. Il sistema FAT32 è una lingua universale che ogni processore comprende al volo. Altri formati come NTFS o exFAT creano confusione nelle vecchie macchine.
- Affiancare sistemi operativi: se si desidera creare un menu di avvio fisso dentro Windows per gestire un doppio sistema installato stabilmente, l'uso di un programma come EasyBCD permette di configurare le regole di avvio senza mai toccare il BIOS.
diario di bordo di Navigaweb
Ho perso il conto delle volte in cui sono impazzito davanti a un computer che si rifiutava categoricamente di leggere un disco di recupero che avevo preparato. La scoperta di Ventoy ha davvero ribaltato la situazione, liberandomi dall'obbligo di formattare e rifare la stessa procedura ogni volta che dovevo testare una distribuzione diversa. Il mio consiglio spassionato è di tenere sempre nel cassetto una vecchia chiavetta da 8 GB formattata in FAT32 con Ventoy a bordo. E se lo schermo resta nero, non date la colpa al file danneggiato, ma andate dritti a disattivare il Secure Boot, il colpevole silenzioso di quasi tutte le mancate accensioni dell'ultimo decennio.
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