Sfruttare Google Foto tra ricerca intelligente e fotoritocco
Scorrere la galleria all'infinito cercando la foto di uno scontrino da rimborsare o la targa di un'auto scattata due anni fa è una perdita di tempo snervante. Da quando il servizio ha eliminato lo spazio illimitato gratuito, costringendo molti a pagare l'abbonamento, usare questo archivio solo come un cassetto disordinato ha poco senso. L'intelligenza artificiale integrata permette di fare richieste complesse e trasformare scatti mediocri in immagini definite, basta smettere di scorrere manualmente e iniziare a interrogare l'algoritmo nel modo corretto.
Chi si limita a guardare le cartelle mensili si perde la vera natura del sistema. Google Foto analizza costantemente il contenuto visivo di ogni singolo elemento caricato nel cloud, catalogando oggetti, testi stampati e condizioni atmosferiche senza che l'utente debba fare nulla.
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Interrogare l'archivio con la ricerca intelligente
Capita spesso di fotografare un cartello, un documento o l'etichetta di un elettrodomestico per ricordarsi un dettaglio. La normale ricerca per data fallisce se non si ricorda il mese esatto dello scatto. Il motore di ricerca interno possiede un sistema di riconoscimento ottico dei caratteri che analizza le scritte presenti nelle immagini.
Per recuperare la password del Wi-Fi fotografata dietro il router mesi fa, basta digitare la parola WPA o password nella barra superiore. Questa è la rotta di Navigaweb per chi vuole smettere di creare tag manuali o album infiniti: affidare tutto all'indicizzazione automatica dei testi. Il sistema funziona in modo eccellente con le ricevute fiscali, cercando l'importo o il nome del negozio, oppure per ritrovare la foto di un libro cercando una parola stampata in copertina.
Possiamo incrociare più termini per restringere il campo. Inserire cane neve oppure Roma notte filtra immediatamente i risultati combinando l'analisi degli elementi visivi con i metadati GPS e l'orario di acquisizione. È possibile cercare anche per categorie generiche come screenshot, selfie o video per pulire la vista dai contenuti meno interessanti.
Per la ricerca di volti è necessario prima attivare il riconoscimento dei volti in Google Foto e solo successivamente iniziare a cercare le foto o le immagini in base al soggetto o al luogo.
Salvare scatti rovinati con il fotoritocco
Una foto scattata in controluce, con il cielo perfetto ma i volti dei soggetti completamente neri, finisce quasi sempre nel cestino. L'abitudine comune è applicare un filtro preimpostato, sperando che migliori la situazione, ottenendo spesso colori innaturali e immagini sgranate.
Gli strumenti di fotoritocco nascosti nel pannello di modifica lavorano invece in modo selettivo sulle singole aree luminose. Per salvare un'immagine sottoesposta, il metodo migliore richiede di lavorare manualmente sulle barre di scorrimento.
- Toccare l'icona delle regolazioni ignorando i suggerimenti automatici.
- Individuare la voce relativa alle ombre e aumentarla gradualmente: questo passaggio illumina i soggetti scuri senza bruciare il resto dell'immagine.
- Spostarsi sui punti luce e abbassarli per far riemergere i dettagli delle nuvole in un cielo troppo bianco.
- Aumentare leggermente il contrasto per eliminare l'effetto sbiadito generato dalle modifiche precedenti.
L'intelligenza artificiale ora per tutti
Per molto tempo, strumenti come la Gomma magica, utile per rimuovere persone o oggetti indesiderati dallo sfondo, sono stati un'esclusiva dei telefoni Pixel o degli abbonati a pagamento. Recentemente, Google ha aperto queste funzioni a quasi tutti gli utenti, a patto di avere un dispositivo con una certa quantità di RAM.
Oltre alla rimozione di oggetti, l'Editor Magico permette di spostare il soggetto della foto o cambiare il colore del cielo. Sebbene i risultati siano spesso sorprendenti, l'abuso di queste funzioni può rendere l'immagine artificiale. Il consiglio è di usare queste opzioni solo per correzioni minime, mantenendo l'integrità della foto originale.
Se vogliamo modificare i video possiamo sempre leggere la nostra guida su come modificare i video con Google Foto
Gestione dello spazio e pulizia intelligente
Con il limite dei 15 GB condivisi tra posta elettronica e documenti, conservare meme, screenshot inutili o foto sfuocate rischia di bloccare la ricezione delle email. Google avvisa l'utente quando lo spazio sta per esaurirsi, spingendo verso l'acquisto di pacchetti di memoria aggiuntiva.
Prima di pagare, è possibile usare la sezione dedicata alla gestione dell'archiviazione. L'algoritmo isola automaticamente le foto sfocate, i video troppo pesanti e le schermate catturate dal telefono. Cancellare massivamente questi elementi libera interi gigabyte in pochi secondi, evitando di saturare l'account gratuitamente.
Come già spiegato in un altro articolo possiamo usare l'opzione Libera spazio su Google Foto per cancellare le foto automaticamente dalla memoria del telefono le fotografie ed i video già salvati nel backup online (ma se non hai abbonamento meglio lasciar perdere).
Altre funzioni
- I file eliminati restano nel cestino per 60 giorni, permettendo il recupero in caso di errori.
- Impostare il caricamento in risparmio spazio riduce le dimensioni dei file senza perdite visibili sui display degli smartphone.
- Disattivare il backup automatico tramite rete dati evita di consumare il traffico mensile del proprio operatore e di occupare spazio nell'account Google.
- La Cartella privata permette di nascondere foto sensibili dietro un codice PIN o l'impronta digitale, rimuovendole dalla vista della galleria principale.
- Gli album condivisi sono l'unico modo per scambiarsi foto ad alta risoluzione con gli amici senza che vengano compresse dalle app di messaggistica.
diario di bordo di Navigaweb
Dopo anni di test tra diversi cloud, trovo che Google Foto sia imbattibile per la ricerca, ma terribile per l'organizzazione. Mi è capitato di ritrovare un documento di cinque anni fa semplicemente scrivendo una parola che ricordavo fosse scritta in un angolo della pagina, cosa che su iCloud o OneDrive è quasi impossibile. Tuttavia, trovo irritante il modo in cui Google spinge l'utente verso l'abbonamento ogni volta che si avvicina al limite di spazio. Il mio consiglio è di non usarlo più per i backup, ma lasciarlo per fare modifiche rapide e sfruttare l'IA.
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