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Come trovare le foto di una persona nella tua galleria (PC e Smartphone)

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Servizi con riconoscimento delle persone nelle foto come Google Foto, per cercarle e ordinarle in base al volto, che mantengano la privacy
Riconoscimento volti La tecnologia del riconoscimento facciale, unita all'intelligenza artificiale, ha compiuto passi da gigante fino ad arrivare a poter riconoscere e raggruppare le foto in base alle persone che ci sono. In questo modo diventa comodo fare ricerche per trovare tutte le foto dove è presente il viso di qualcuno, un vecchio amico, la fidanzata o un figlio, senza dover scorrere l'intero rullino fotografico.
L'unico problema è che questo tipo di servizio può essere servito soltanto da app che sfruttano tecnologie cloud in grado di elaborare le immagini sui loro server. Questo significa che bisogna pagare ed anche fidarsi della poitica di privacy dell'azienda che elabora le nostre foto.

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App con riconoscimento Facciale Cloud

Mentre questa tipologia di funzione viene oggi fornita da molte applicazioni di conservazione delle foto, bisogna però fare riferimento a quelle più usate, Google, Apple e Amazon, perchè affidabili dal punto di vista della conservazione (nel senso che non chiuderanno mai). Per fortuna ho anche trovato una delle migliori alternative a Google Foto, l'app Ente Photos, che offre funzionalità avanzate come il riconoscimento dei volti unendole ad una garantita e unica sicurezza dei dati. Comprendere le differenze tra queste piattaforme, soprattutto in termini di privacy, è essenziale per una scelta consapevole.

Google Foto: Potenza e completezza

Google Foto, per chi paga l'abbonamento, si distingue per l'efficacia del suo algoritmo. Una volta caricata la propria raccolta, il sistema procede in tre passaggi chiave: prima rileva se in una foto è presente un volto; poi, ne crea un modello numerico (il "faceprint" o impronta facciale); infine, raggruppa le immagini con modelli molto simili, presumibilmente appartenenti alla stessa persona. Questo processo è così affinato da riconoscere la stessa persona anche in età diverse o in condizioni di luce non ottimali.

Come attivare il raggruppamento: La funzione dovrebbe attiva di default, ma se non si visualizza la sezione "Persone" (o "Persone e animali domestici") nell'app, è necessario accedere alle Impostazioni e cercare l'opzione "Raggruppa volti simili" (o simile, a seconda della regione).

Per quanto riguarda la gestione della privacy in Google Foto bisogna notare che le impronte facciali, cioè i dati biometrici che identificano i volti, vengono elaborati e conservati sui server di Google. Questo permette un'accuratezza senza pari ma significa anche che si affida a Google la custodia di un dato estremamente sensibile. Google assicura che questi dati vengono utilizzati unicamente per scopi interni al servizio (come il raggruppamento) e che non sono condivisibili con terze parti, per scopi pubblicitari o per allenare la sua IA, ma bisogna fidarsi.

Amazon Photos

Amazon Photos è un'ottima alternativa a Google Foto, soprattutto perché offre ancora spazio illimitato nel cloud per conservare le foto a piena risoluzione come servizio incluso nell'abbonamento Prime. Anche questo servizio include un potente strumento di riconoscimento e raggruppamento dei volti, denominato "Persone" o "Visualizzazione Persone", che lavora per organizzare automaticamente la galleria.

Per quanto riguarda la privacy, la piattaforma di Amazon segue una via simile a Google: l'elaborazione dei dati biometrici e la creazione dei modelli di volto avvengono sui server cloud di Amazon. L'utente affida i propri dati a un server remoto senza crittografia end-to-end e niente, bisogna fidarsi. L'attivazione del riconoscimento dei volti è opzionale e richiede un consenso esplicito, ma è fondamentale leggere attentamente i termini di servizio per comprendere in che modo i dati raccolti, anche in forma anonima, vengono utilizzati per migliorare i servizi di intelligenza artificiale del colosso dell'e-commerce.

Apple Foto: buona per la privacy

La controparte di Google, l'app Foto integrata nei dispositivi Apple (iPhone, iPad, Mac), adotta una filosofia diversa: la scansione e il riconoscimento dei volti in Apple Foto avvengono interamente sul dispositivo. Questo significa che i dati biometrici non vengono inviati al cloud per l'analisi e rimangono privati sull'apparecchio dell'utente, un segnale di fiducia significativo per chi è preoccupato della centralizzazione dei dati. L'efficacia del riconoscimento è sicuramente inferiore rispetto a Google, ma il beneficio sulla privacy è indiscutibile.

Ente Photos: Riconoscimento e Crittografia End-to-End

Finalmente arriviamo al servizio online che sto consigliando a tutti quest'anno e che promette di essere davvero affidabile. Si tratta di Ente Photos, praticamente identico a Google Foto, con 15 GB di spazio gratuito, che include anche funzionalità avanzate come il backup automatico e il riconoscimento dei volti. Tutto questo con la garanzia di mantenere la privacy assoluta dei nostri ricordi e massima sicurezza per l'uso della crittografia end-to-end che protegge non solo le foto, ma anche i dati biometrici. L'elaborazione per il riconoscimento dei volti avviene, quindi, in un ambiente criptato che rende i dati illeggibili a chiunque non sia l'utente stesso.

Certamente la qualità del modello di intelligenza artificiale sviluppato da app come questa non potrà mai eguagliare la potenza di Google, ma direi che sia un ottimo compromesso e ci si possa accontentare per chi ci tiene alla privacy.

Gestione su PC Windows: Il caos e la soluzione Open Source

Su Windows la situazione è frammentata. L'app Foto di Microsoft integrata in Windows 10 e 11 ha subito vari restyling, perdendo e ritrovando funzioni nel tempo. Attualmente, la ricerca per volti è legata a doppio filo con l'utilizzo di OneDrive e, onestamente, non regge il confronto con le controparti mobili. L'app tende a essere lenta nell'indicizzazione di grandi archivi locali.

Per chi vuole gestire un archivio fotografico su PC (hard disk esterni o NAS) senza caricare tutto sul cloud, seguiamo la rotta di Navigaweb consigliando l'uso di DigiKam. Si tratta di un software open source, gratuito e potentissimo, usato dai professionisti. DigiKam ha un modulo di riconoscimento facciale che gira in locale sul computer:

  • Dopo aver installato il programma e importato le cartelle, andare nella barra laterale sinistra sulla scheda "Persone".
  • Avviare la scansione dei volti (può richiedere tempo e risorse CPU).
  • Il software raggrupperà i visi simili e chiederà di confermare l'identità.
  • Scrive i metadati direttamente nei file (se configurato), rendendo i tag leggibili anche da altri software in futuro.

È meno intuitivo di Google o Apple, ma offre un controllo totale sui dati e funziona offline, ideale per chi ha terabyte di foto storiche.

Opzioni Open Source senza Cloud

Se non ci fidiamo di nessun cloud e desideriamo massima privacy, la soluzione è tenere le foto sul proprio computer.

  • Immich: Spesso citato come una delle alternative open-source più promettenti a Google Foto. Supporta un'ottima funzione di riconoscimento dei volti e una ricerca semantica avanzata, ed è installabile su server e PC.
  • Nextcloud: Piattaforma cloud personale altamente personalizzabile. Offre una soluzione completa per la gestione dei file con un modulo fotografico che include il riconoscimento di oggetti e volti basato su AI, tutto gestito in locale.
  • PhotoPrism: Un'altra opzione self-hosted che mira a rendere l'archiviazione delle foto un'esperienza piacevole e sicura, con funzionalità di riconoscimento facciale incluse. Nonostante alcuni utenti segnalino una minore velocità di scansione rispetto ad altre soluzioni, la sua natura open-source la rende una scelta trasparente.
  • Tonfotos: Applicazione desktop per PC che utilizza reti neurali per l'identificazione, apprendendo dai tag inseriti e organizzando la collezione in base a persone, eventi e date, senza richiedere l'uso di un servizio cloud proprietario. La sua natura di software locale è un punto a favore per la privacy.

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