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Fasi di avvio del PC: cosa succede e perché si blocca

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Cosa succede quando si accende il computer e perchè può fallire, Diagnosi dei blocchi UEFI, POST e test componenti
cosa succede quando si accende il pc Anche se il processo è, generalmente, molto veloce, quando si accende un PC succedono moltissime cose al suo interno prima che sia pronto per l'uso. Tutte queste cose fanno parte del processo di avvio o Boot, abbreviazione di bootstrap.

Il silenzio di una ventola che non gira o lo sfarfallio di un cursore su sfondo nero generano un'ansia immediata, spesso legata al timore di perdere ore di lavoro o dati insostituibili. Premere il tasto di accensione appare come un gesto banale, quasi scontato, ma innesca in realtà una coreografia elettronica di precisione millimetrica. In pochi secondi, decine di componenti devono sincronizzarsi, scambiarsi segnali di consenso e passare il controllo l'uno all'altro in una catena di comando rigida. Comprendere cosa accade in quegli istanti invisibili, tra la pressione del dito e la comparsa del desktop, è l'unico metodo per affrontare un guasto con logica deduttiva, isolando il colpevole senza procedere per tentativi costosi e spesso inutili.

LEGGI ANCHE: Come ridurre tempo BIOS e di avvio del PC

cosa succede quando si accende il PC

L'avvio non è istantaneo. Nel momento esatto in cui si chiude il circuito col pulsante del case, l'alimentatore (PSU) si attiva ma non eroga subito tutta la potenza alle componenti sensibili. Per una frazione di secondo, esegue un test interno per stabilizzare le tensioni sulle linee da 3.3, 5 e 12 Volt. Se i valori oscillano fuori tolleranza, l'alimentatore blocca tutto per salvare l'hardware: il PC appare "morto".

Se le tensioni sono corrette, il PSU invia alla scheda madre e al processore un segnale vitale chiamato Power Good. Senza questo consenso elettrico, la CPU rimane in uno stato di reset perenne. Molti falsi positivi di "scheda madre rotta" sono in realtà imputabili a un alimentatore che, pur facendo girare le ventole, non riesce a generare un segnale Power Good stabile a causa di condensatori invecchiati.

L'inizializzazione: dal BIOS all'UEFI

Ricevuto il via libera elettrico, il processore si sveglia. La memoria RAM è volatile e quindi vuota, perciò la CPU esegue l'unica istruzione cablata nei suoi circuiti: leggere un indirizzo specifico della memoria ROM sulla scheda madre. Qui risiede il firmware, storicamente noto come BIOS, oggi evoluto in UEFI (Unified Extensible Firmware Interface). L'UEFI è un software complesso, capace di gestire mouse, grafica e rete ancora prima che Windows o Linux vengano caricati.

Di questo ho già parlato diffusamente spiegando a cosa serve il BIOS e cosa fa in un computer

In un altro articolo abbiamo spiegato tutti i modi per accedere al BIOS e per avviare il PC a UEFI.

In questa fase avviene il controllo cruciale, il POST (Power On Self Test). Il sistema interroga le periferiche:

  • Verifica l'integrità dei registri della CPU.
  • Inizializza il controller di memoria e testa i banchi RAM.
  • Cerca una scheda video per poter comunicare visivamente.

Sui sistemi moderni con memorie DDR5, questa fase può durare anche diversi minuti al primo avvio per il "Memory Training", un processo di calibrazione che molti utenti scambiano erroneamente per un blocco del sistema, portandoli a spegnere forzatamente il PC e corrompere il BIOS.

Abbiamo visto in un altro articolo come cambiare il disco di avvio del computer configurando il BIOS o interrompendo il processo di boot con una sequenza di tasti (spesso indicata sulle schermate di avvio).

Interpretare i segnali di errore

Quando il POST fallisce, la comunicazione del problema dipende dall'età e dalla fascia della scheda madre. I vecchi "beep code" (sequenze sonore) sono stati quasi ovunque sostituiti dai LED di debug (spesso quattro luci etichettate CPU, DRAM, VGA, BOOT) o, sulle schede di fascia alta, da display esadecimali a due cifre. Saper leggere che il sistema si ferma sul codice "55" (spesso legato alla RAM non rilevata) evita di smontare inutilmente la scheda video o l'alimentatore.

Il passaggio di consegne: Bootloader e OS

Superato il test hardware, l'UEFI cerca un dispositivo di avvio seguendo la priorità impostata dall'utente. Deve localizzare una partizione specifica (EFI System Partition) che contiene il Bootloader, un piccolo programma ponte come Windows Boot Manager o GRUB. È qui che spesso avvengono i problemi software: se il settore di avvio è corrotto o il disco ha cambiato lettera identificativa, il processo si arresta con messaggi tipo "No Bootable Device Found".

Il compito del Bootloader è caricare il Kernel del sistema operativo in RAM. Da questo momento, l'UEFI si fa da parte e il sistema operativo prende il controllo completo dell'hardware, caricando i driver e l'interfaccia grafica. Se il computer si blocca qui (schermata blu o rotellina che gira all'infinito), il problema non è più l'accensione fisica, ma la corruzione dei file di sistema o un conflitto di driver. In questi casi critici, seguire la rotta di Navigaweb verso l'utilizzo di una distro Linux live può permettere di accedere ai file e salvarli prima di tentare un ripristino distruttivo.

In caso di errori, si può ripristinare il bootloader per UEFI e MBR

Strumenti essenziali per la diagnostica indipendente

Per isolare il guasto è necessario escludere le variabili, utilizzando software che partono da chiavetta USB, bypassando il sistema operativo installato sul disco fisso che potrebbe essere la causa del problema.

MemTest86
Resta lo standard industriale per la verifica della memoria RAM. Si avvia autonomamente e scrive pattern di dati su ogni cella di memoria per poi rileggerli. Anche un singolo errore qui è inaccettabile e causa schermate blu casuali o riavvii improvvisi. È fondamentale lasciarlo lavorare per almeno un ciclo completo, che può richiedere ore.

Rufus
Piccolo, leggero e affidabile, è il tool necessario per creare le chiavette avviabili. La sua forza risiede nella gestione corretta delle partizioni GPT per i moderni sistemi UEFI, evitando l'errore comune di creare supporti leggibili solo dai vecchi BIOS Legacy.

Ventoy
Ha cambiato il modo di fare assistenza tecnica. Invece di formattare la chiavetta per ogni singolo strumento, Ventoy prepara il supporto una sola volta. Successivamente basta copiare i file ISO (Windows, Ubuntu, MemTest, Rescue Disk degli antivirus) nella chiavetta come fossero normali documenti. All'avvio, un menu testuale permetterà di scegliere quale strumento lanciare.

Elementi aggiuntivi e problematiche frequenti

  • Secure Boot e TPM: Con Windows 11, il modulo TPM è obbligatorio. Un reset del BIOS o un aggiornamento del firmware possono cancellare le chiavi crittografiche del TPM. Se si usa BitLocker, questo rende i dati inaccessibili senza la chiave di recupero numerica. Disabilitare il Secure Boot è spesso necessario per avviare vecchi tool di diagnostica, ma va riattivato per far partire Windows.
  • Fast Startup (Avvio Rapido): Questa funzione salva lo stato del Kernel su disco allo spegnimento per velocizzare l'avvio successivo. Se un driver va in crash, il Fast Startup ricaricherà l'errore al riavvio successivo creando un loop. Per risolvere, occorre eseguire un "Riavvio" completo dal menu Start (che ignora il Fast Startup) o disabilitare la funzione dal Pannello di Controllo.
  • Batteria tampone (CMOS): Una batteria CR2032 scarica non si limita a far perdere l'orario. Su molte schede madri moderne provoca il reset delle impostazioni XMP/EXPO della RAM o della modalità del controller disco (da AHCI a RAID o viceversa), impedendo l'avvio del sistema operativo fino alla riconfigurazione manuale.
  • Differenze NVMe e SATA: I moderni dischi NVMe richiedono driver specifici nell'ambiente di pre-installazione. Se l'installazione di Windows non vede il disco, spesso non è un guasto hardware ma la mancanza del driver "Intel RST" o equivalente AMD da caricare manualmente durante il setup.

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