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Allungare la vita dell'SSD e i software per gestirlo

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Programmi SSD migliori per ottimizzare l'unità a stato solido SSD per migliorare le prestazioni, visualizzare lo stato di salute, aggiornare il firmware
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Compriamo un computer, premiamo il tasto di accensione e in tre secondi appare il desktop. Tutto fila liscio per mesi. Poi, quasi senza accorgercene, i caricamenti diventano più lunghi e spostare file pesanti richiede più tempo. La colpa ricade spesso sul sistema operativo appesantito, ma la radice del rallentamento risiede quasi sempre nel modo in cui le memorie flash gestiscono i dati internamente.

A differenza dei vecchi dischi meccanici, che sovrascrivevano i dati vecchi come si faceva con i nastri delle cassette musicali, un'unità a stato solido funziona in modo diverso. Immaginatelo come una grande lavagna piena di scritte. Per appuntare un'informazione nuova, il sistema deve prima prendere il cancellino, pulire lo spazio e poi scrivere. Se riempiamo il disco fino all'orlo, il controller perde un sacco di tempo a cercare spazi vuoti, cancellarli e riscriverli al volo, frenando le prestazioni in modo drastico.

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Il disastro della deframmentazione e la pulizia invisibile del TRIM

Abbiamo visto già le differenze tra hard disk e SSD: Sui vecchi dischi a piatto magnetico si usava la deframmentazione per riordinare i frammenti di file sparsi in giro. Lanciare questa operazione su un SSD equivale a consumare inutilmente la memoria. Riscrivere e spostare dati per "metterli in ordine" logora le celle fisiche senza portare alcun beneficio in termini di velocità.

L'unico vero meccanismo di manutenzione vitale prende il nome di TRIM. Si tratta di un comando che dice al disco di cancellare in anticipo le celle che contengono dati eliminati. Quando salveremo un nuovo file, il disco troverà la lavagna già pulita e scriverà alla massima velocità. Windows esegue questa operazione da solo, ma possiamo sempre configurare Windows per tenere veloce un disco SSD disattivando quelle funzioni superflue che generano scritture continue e logoranti.

I software dei produttori per aggiornare e gestire lo spazio

Installare decine di programmi generici che promettono miracoli velocizzanti porta solo danni. Se avete acquistato un disco di marca, l'unico programma che vi serve è quello fornito dalla casa madre. I prodotti della linea EVO o PRO comunicano al meglio solo tramite Samsung Magician, un programma che verifica l'autenticità del pezzo e installa gli aggiornamenti del firmware, risolvendo difetti di fabbrica o instabilità energetiche.

Proprio all'interno di questi software ufficiali entra in gioco la rotta di Navigaweb per mantenere il disco scattante anche dopo anni di utilizzo intensivo. Consiste nell'attivare una funzione chiamata Over-Provisioning. Il programma nasconde a Windows una piccola fetta della memoria, circa il dieci percento, tenendola di riserva. Questo spazio viene usato dal chip di controllo come un magazzino segreto per spostare i dati comodamente, evitando gli ingorghi quando la memoria principale inizia a riempirsi.

Le altre marche offrono strumenti molto simili e altrettanto indispensabili per i rispettivi modelli.

  • Chi possiede memorie Crucial deve scaricare Crucial Storage Executive.
  • Per gli apparati a marchio Western Digital o SanDisk c'è il Western Digital Kitfox, ottimo per tenere d'occhio i picchi di temperatura.
  • Le varianti Kingston, Transcend o Corsair si gestiscono con i rispettivi SSD Manager o SSD Toolbox, gli unici in grado di formattare a basso livello l'unità in totale sicurezza.

Controllare i chilometri percorsi con CrystalDiskInfo

Se usate un portatile con un disco di marca sconosciuta o se preferite non installare pesanti suite di gestione, esiste un programma leggerissimo e gratuito. Si chiama CrystalDiskInfo e funziona esattamente come il contachilometri di un'automobile.

Non modifica nessuna impostazione del computer, si limita a leggere i parametri vitali stampati all'interno del disco per mostrare un valore percentuale di usura. Se il programma indica uno stato di salute del settanta percento, non c'è da farsi prendere dal panico, ma diventa un buon momento per impostare dei salvataggi regolari su un supporto esterno. Per misurare invece i numeri nudi e crudi in lettura e scrittura, i test di riferimento restano CrystalDiskMark e AS SSD Benchmark, utilissimi per confrontare le prestazioni reali con quelle stampate sulla scatola di vendita.

Le modifiche manuali per risparmiare cicli di scrittura

L'usura della memoria si contrasta anche con le abitudini di utilizzo e con un paio di regolazioni dirette nel sistema operativo, senza scaricare nulla.

  • Spegnere l'ibernazione di sistema. Questa funzione salva il contenuto della memoria RAM sul disco rigido prima di spegnere il computer. Significa scrivere svariati gigabyte ogni singolo giorno. Con le velocità attuali, il PC si accende da zero in pochi secondi, rendendo l'ibernazione uno spreco enorme di cicli di scrittura. Si disattiva aprendo il Prompt dei comandi come amministratore e digitando powercfg -h off.
  • Il mito dell'indicizzazione. Molte guide vecchie intimano di spegnere il servizio di ricerca interno di Windows per non affaticare l'hardware. Le memorie odierne sopportano carichi di lavoro enormi e spegnere questa funzione rende solo più frustrante cercare un documento. Lasciatela attiva.

Il calore estremo dei nuovi modelli NVMe

Guardando l'evoluzione dell'hardware, i modelli NVMe di quarta e quinta generazione hanno superato il problema dell'usura delle celle per scontrarsi con un nemico molto più fisico. Le velocità di trasferimento generano un calore paragonabile a quello di un piccolo fornello. Se l'elettronica supera i settanta gradi, scatta un meccanismo di autoprotezione che taglia drasticamente le velocità per evitare la fusione dei contatti.

Non esiste programma in grado di risolvere una cattiva dissipazione. I modelli ad alte prestazioni richiedono l'installazione di dissipatori in alluminio spessi, spesso integrati direttamente sulle schede madri di fascia alta, per mantenere la temperatura entro soglie sicure e garantire un trasferimento dati fluido anche durante i carichi prolungati.

I dettagli ignorati sulla salute delle memorie flash

Ci sono comportamenti e convinzioni sbagliate che portano a usurare precocemente l'hardware. Esaminiamo le situazioni più sottovalutate.

  • Lo spazio vitale da lasciare libero. Riempire una memoria a stato solido oltre l'ottanta percento causa un crollo verticale delle prestazioni in scrittura. Il controller fatica immensamente a spostare i blocchi di dati senza spazio di manovra.
  • L'usura causata dai backup ossessivi. Impostare salvataggi automatici ogni cinque minuti per file di testo o cartelle di sistema comporta un lavoro di sovrascrittura logorante. I backup vanno schedulati con intelligenza, magari a fine giornata lavorativa.
  • Il degrado dei dischi esterni USB. Molti box esterni non riescono a trasmettere il comando TRIM attraverso il cavo USB. Un SSD usato come memoria portatile si degrada molto più in fretta di uno montato all'interno del PC. Formattare l'unità esterna una o due volte l'anno aiuta a ripristinare i blocchi vuoti.

diario di bordo di Navigaweb

Passando le giornate a recuperare macchine bloccate, noto una tendenza diffusa. Gli utenti installano pulitori di registro, ottimizzatori della memoria e suite a pagamento convinti di fare del bene al proprio computer. Un disco a stato solido ama essere lasciato in pace. Meno file inutili scriviamo, più a lungo l'hardware vivrà. Avviare Samsung Magician per abilitare lo spazio di riserva e tenere d'occhio CrystalDiskInfo ogni sei mesi rappresenta l'unica vera manutenzione sensata. Tutto il resto consuma la lavagna per niente.

Abbiamo visto in altri articoli anche le guide per sostituire l'hard disk con una SSD e per aggiungere un SSD al portatile

LEGGI ANCHE: configurare Windows per tenere veloce un disco SSD e farlo durare di più.






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