AI Vocale su Android e iPhone, le App per sostituire gli assistenti classici
Chiedere al telefono di cercare una ricetta e sentirsi rispondere con un elenco di link da leggere sullo schermo è un'esperienza che appartiene al passato. La frustrazione di dover scandire comandi predefiniti come "accendi torcia" o "chiama mamma" sta lasciando spazio a una nuova era. Oggi, l'esigenza non è più avere un esecutore di compiti semplici, ma un'intelligenza capace di comprendere il contesto, gestire sfumature linguistiche e fornire risposte elaborate senza sembrare un robot rigido. Il salto tecnologico dai vecchi assistenti vocali ai nuovi Large Language Models (LLM) ha reso il dialogo con lo smartphone fluido, quasi umano.
I nuovi assistenti vocali sono sicuramente una grande novità, ma non sono ancora perfetti, con interfacce in continua evoluzione, limitazioni e risposte a volte ripetitive. La cosa buona è che funzionano in italiano benissimo,, ma bisogna sceglierne una sola, altrimenti si consuma molta batteria inutilmente. Per orientarsi in questo cambio tecnologico, tracciamo la rotta di Navigaweb verso le impostazioni ideali, distinguendo tra chi vuole solo comandi rapidi e chi cerca un vero assistente virtuale parlante.
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Android: Il passaggio da Assistant a Gemini
Su Android la rivoluzione è interna. Google sta progressivamente mettendo da parte il vecchio "Google Assistant" in favore di Gemini. La differenza è sostanziale: mentre Assistant era un mago dell'hardware (accendeva luci, impostava sveglie istantanee), Gemini è un analista dati.
Se chiediamo a Gemini di pianificare una cena per quattro persone con ingredienti che abbiamo nel frigo, lui non cerca solo ricette: crea un menu, scrive la lista della spesa mancante e può inviarla via mail. Il rovescio della medaglia è la velocità. Gemini deve "pensare" ed elaborare la risposta sui server, il che introduce un leggero ritardo rispetto al comando immediato del vecchio assistente. Inoltre, alcune funzioni domotiche specifiche potrebbero richiedere un passaggio in più, anche se gli aggiornamenti recenti stanno colmando il divario.
Come attivare la nuova AI su Android
La procedura è reversibile e permette di testare la novità senza rischi:
- Scaricare o aggiornare l'app Google Gemini dal Play Store.
- Alla prima apertura, accettare la richiesta di sostituzione dell'assistente principale.
- Da quel momento, il comando "Hey Google" o la pressione prolungata del tasto accensione attiverà l'intelligenza generativa.
Per chi usa molta domotica, il suggerimento è di mantenere i dispositivi Google Home (gli speaker fisici in casa) con il vecchio sistema per la velocità, e usare Gemini sullo smartphone per la gestione delle informazioni e la produttività in mobilità.
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iPhone e il problema "Apple Intelligence" in Europa
La situazione su iOS è più complessa. Mentre negli USA Apple sta integrando la sua intelligenza artificiale direttamente in Siri, in Italia e in Europa le normative (DMA) hanno rallentato il rilascio di queste funzioni. Di conseguenza, Siri rimane attualmente limitata ai vecchi comandi di sistema.
Non serve però attendere gli aggiornamenti ufficiali per avere un'AI potente su iPhone. La strategia vincente oggi è sfruttare il Tasto Azione (sui modelli iPhone 15 Pro e 16) o i widget della schermata di blocco per richiamare assistenti di terze parti.
Configurando l'app Comandi Rapidi (Shortcuts), è possibile impostare che alla pressione di un tasto si apra immediatamente la modalità vocale di ChatGPT, scavalcando di fatto Siri per tutte le richieste di conoscenza, traduzione o consiglio, lasciando all'assistente Apple solo i compiti di basso livello come attivare il Wi-Fi.
Certamente è anche possibile disattivare Siri del tutto e installare Google Gemini, o uno degli altri assistenti IA elencati qui, su iPhone
Le migliori App per il dialogo vocale
Non esiste un'unica app perfetta per tutti gli scopi. Ecco un'analisi delle migliori opzioni attuali, divise per tipologia di utilizzo.
ChatGPT: Il miglior conversatore puro
L'app ufficiale di ChatGPT offre quella che è, al momento, l'esperienza vocale più avanzata (insieme a Gemini). La "Modalità Vocale Avanzata" non si limita a leggere un testo, ma capisce l'intonazione, permette di interrompere l'AI mentre parla e risponde con modulazioni della voce incredibilmente umane. È perfetta per ripassare una lezione, fare brainstorming mentre si guida o avere un interprete simultaneo in viaggio. Non può interagire con le app del telefono (non può aprire WhatsApp per te), ma per il puro dialogo è imbattibile.
Microsoft Copilot: L'assistente per il lavoro
Se l'obiettivo è la produttività, Microsoft Copilot per smartphone è la scelta razionale, anche se molto criticato. Integrando GPT-4 gratuitamente, offre precisione e accesso al web con citazione delle fonti. La sua modalità vocale è più "asciutta" e formale rispetto a quella di OpenAI. È lo strumento giusto per farsi leggere e riassumere lunghi PDF, per cercare normative o dati tecnici mentre si hanno le mani impegnate. A differenza di altri, eccelle nella generazione di contenuti precisi piuttosto che nella conversazione creativa. Notare comunque che Copilot viene incluso nella suite Office gratuita per Android e iPhone.
Pi (Personal Intelligence): L'alternativa empatica
Meno nota ma degna di nota è Pi di Inflection AI. Questa app è progettata con uno scopo diverso: essere un compagno di supporto. La voce è calda, colloquiale, e l'algoritmo è addestrato per mostrare intelligenza emotiva. Se si cerca un'interazione meno robotica per sfogarsi dopo una giornata pesante o discutere di problemi personali senza giudizio, Pi offre un livello di "comprensione" simulata che i giganti tech non hanno ancora raggiunto. Ottima per conversazioni informali, meno per compiti tecnici.
Grok: L'assistente divertente
Se l'obiettivo è perdere un po' di tempo a chiacchierare con un'IA senza censure, allora ci vuole Grok AI. La sua modalità vocale è molto libera, un po' confusa, ma comunque davvero senza limitazioni e con possibilità di scegliere un'intelligenza artificale seria oppure divertente o anche "spicy" e informale.
Amazon Alexa: Ottima per la casa, meno per il dialogo
In questo scenario di rapida evoluzione, L'app Amazon Alexa per Android e iPhone vive una situazione paradossale. Sebbene gli speaker Echo dominino i salotti italiani grazie a un ecosistema domotico solido ed economico, l'esperienza su smartphone è rimasta indietro ed è ancora un vecchio risponditore con cui cui non si può parlare. L'app mobile soffre di una pesantezza strutturale e i tempi di caricamento la rendono scomoda per l'uso in mobilità.
Mentre Google e OpenAI hanno già integrato i modelli linguistici avanzati, Alexa è ancora ancorata al vecchio paradigma "comando-azione": è imbattibile nell'eseguire ordini secchi come "accendi le luci" o "imposta un timer", ma crolla se si tenta una conversazione che richieda memoria del contesto o ragionamento logico. Amazon ha annunciato lavori in corso per una rifondazione basata su AI generativa (spesso citata nei rumors come "Alexa Plus"), che però potrebbe arrivare con un costo di abbonamento mensile. Per il momento, il consiglio è di tenere l'app installata solo come "telecomando vocale" per la casa intelligente, affidando invece le richieste di informazioni e produttività agli altri assistenti analizzati.
Attenzione alla privacy e ai consumi
L'uso di queste tecnologie comporta due "costi" nascosti che è bene conoscere prima di attivare tutto.
Il primo è la Privacy. A differenza di Siri o del vecchio Google Assistant che elaboravano molte richieste "on-device" (sul telefono), le moderne AI inviano la voce ai server per l'elaborazione. Anche se i dati sono anonimizzati, è fondamentale entrare nelle impostazioni dell'account (sia Google che OpenAI) e negare il consenso all'utilizzo delle proprie conversazioni per l'addestramento dei modelli futuri. Questo evita che frammenti della propria voce o informazioni personali diventino parte del database globale.
Il secondo è la Batteria. Mantenere una conversazione fluida con ChatGPT o Gemini richiede una connessione dati costante e un uso intensivo del processore. Una sessione di 20 minuti di dialogo vocale può consumare quanto un'ora di riproduzione video. È consigliabile usare queste funzioni quando si ha una certezza di ricarica o per compiti specifici, evitando di lasciarle in ascolto passivo tutto il giorno.
Per completare il quadro, ecco le risposte rapide a dubbi comuni:
- Offline: Nessuna delle AI generative evolute funziona senza internet. In zone senza copertura, il telefono tornerà muto o userà i vecchi comandi base se disponibili.
- Latenza: Tra la nostra domanda e la risposta dell'AI passano dai 2 ai 5 secondi. Questo "tempo di riflessione" è normale e serve per elaborare risposte complesse.
- Integrazione Auto: Android Auto sta iniziando a usare l'AI per riassumere i messaggi WhatsApp in arrivo, evitando distrazioni. Apple CarPlay è ancora fermo alla lettura testuale classica in Italia.
- Costi: Le versioni base di Gemini, ChatGPT, Grok e Copilot sono gratuite e sufficienti per il 90% degli utenti. Gli abbonamenti "Plus" o "Advanced" servono solo per avere priorità nei server o limiti di utilizzo più alti.
Se vogliamo approfondire il discorso sui comandi vocali utilizzabili dal telefono, vi rimando alla lettura dei nostri articoli sui comandi vocali Android per telefonare, leggere SMS e notifiche a voce e su come Dettare a voce su Android e iPhone.
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