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Trucchi avanzati per modificare Android a fondo senza root

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Sbloccare opzioni segrete, automatizzare processi e pulire lo smartphone dalle app di fabbrica operando in totale sicurezza sul sistema operativo
Trucchi Android

Fino a qualche anno fa alterare il sistema operativo era il passaggio obbligato per avere il controllo totale del proprio telefono. I produttori di smartphone chiudono e limitano costantemente l'accesso alle funzioni più profonde dei dispositivi per evitare malfunzionamenti.

Oggi le rigorose misure di sicurezza imposte, che impediscono il corretto avvio delle applicazioni bancarie e dei pagamenti contactless sui terminali modificati, rendono la vecchia procedura di sblocco con root altamente sconsigliabile. D'altra parte, esistono metodi altrettanto potenti per agire sull'interfaccia, disinstallare i programmi imposti dalle aziende e automatizzare processi complessi, mantenendo intatta la garanzia e i protocolli di crittografia. Tutto questo grazie all'app Shizuku.

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Iniziamo dal debug USB

La base tecnica per superare le limitazioni di fabbrica sfrutta ADB, acronimo di Android Debug Bridge. Questo strumento ufficiale fornito agli sviluppatori permette di inviare comandi testuali diretti dal computer al dispositivo tramite un normale cavo USB. Attivare le opzioni sviluppatore dal menu delle impostazioni rappresenta il passaggio preliminare. Cliccando ripetutamente sul numero di build del sistema operativo si sblocca un menu segreto da cui autorizzare il collegamento con il PC.

Tramite un'interfaccia a riga di comando sul computer si ottiene il potere di rimuovere le applicazioni preinstallate dal produttore o dal gestore telefonico. Questo software, noto comunemente come bloatware, non presenta il tasto di disinstallazione tradizionale e occupa memoria inutilmente. Inviando il comando pm uninstall -k --user 0 seguito dal nome del pacchetto dell'applicazione, il telefono elimina il programma senza intaccare i file vitali di Android.

Abbiamo parlato di come installare ADB su PC in un altro articolo.

Per chi preferisce un'interfaccia grafica al posto del testo nudo e crudo, il progetto open source Universal Android Debloater automatizza la lettura dei pacchetti installati e fornisce elenchi sicuri di elementi rimovibili senza causare blocchi di sistema.

Concedere permessi elevati direttamente dal telefono: Shizuku

Il limite di ADB risiede nella necessità di avere sempre un computer a disposizione per impartire gli ordini. Per ottenere privilegi speciali operando unicamente in locale sullo smartphone, seguire la rotta di navigaweb porta inevitabilmente all'utilizzo di Shizuku. Questa applicazione geniale crea un server locale in background sfruttando la funzione di debug wireless, presente nativamente nelle versioni più recenti del sistema operativo. Il processo di avvio richiede l'inserimento di un codice di accoppiamento numerico generato dallo stesso menu sviluppatore.

Una volta attivato il servizio, l'app fa da ponte per autorizzare altri software a eseguire istruzioni di sistema critiche. Si elimina definitivamente il bisogno di collegamenti esterni o alterazioni pericolose della partizione di avvio. Il demone rimane attivo e funzionante in memoria fino al successivo riavvio fisico del terminale, garantendo permessi che normalmente richiederebbero l'invalidamento della garanzia.

Applicazioni potenziate da Shizuku

Con il servizio in esecuzione si aprono le porte a strumenti di gestione molto aggressivi. Il controllo granulare della privacy trova la sua massima espressione in App Ops, una utility programmata dallo stesso team di sviluppo. Il pannello mostra esattamente a quali dati ogni singola applicazione cerca di accedere, eludendo la gestione standard dei permessi fornita da Google. Si revocano gli accessi in background in modo totalmente silente. Le applicazioni a cui viene negato l'uso del microfono, degli appunti o della posizione riceveranno dati vuoti dal sistema, senza bloccarsi o generare errori all'avvio.

Per la gestione puramente estetica dell'interfaccia, SystemUI Tuner rappresenta un pilastro della personalizzazione. Diversi produttori rimuovono l'opzione nativa per nascondere le icone fisse presenti in alto sullo schermo. Tramite questa applicazione si agisce sui flag di sistema per rimuovere l'icona della sveglia, l'indicatore NFC o la percentuale della batteria, lasciando visibili soltanto le notifiche essenziali. L'intervento pulisce la barra di stato rendendola estremamente minimale ed elegante.

Automazione degli eventi senza limiti

Configurare comportamenti automatici basati sulle azioni dell'utente riduce drasticamente le interazioni ripetitive con lo schermo. Un tempo operazioni come l'attivazione del GPS all'apertura del navigatore richiedevano sblocchi profondi del kernel. Al posto di software storici ma complessi da padroneggiare a livello di codice, conviene adottare MacroDroid. L'impostazione visiva a blocchi colorati suddivide l'automazione in tre fasi distinte ed essenziali, ovvero l'evento scatenante, l'azione da compiere e le condizioni da rispettare.

Concedendo a questo strumento i privilegi estesi tramite i comandi ADB iniziali, le azioni eseguibili si moltiplicano a dismisura. Diventa realizzabile lo scambio automatico tra la rete dati e il Wi-Fi a seconda della cella telefonica agganciata. Si programma la disattivazione totale dei suoni di notifica esclusivamente durante l'uso di specifiche applicazioni per la lettura o la visione di film. La logica di programmazione risulta accessibile anche a chi non ha mai scritto una riga di codice in vita sua.

Bloccare la pubblicità a livello di rete

Intervenire sul file host di sistema per fermare il tracciamento pubblicitario era uno dei motivi principali per alterare il telefono. Attualmente l'impostazione più immediata risiede nelle opzioni di connettività di base, alla voce DNS Privato. Inserendo l'indirizzo dns.adguard.com nello spazio apposito, lo smartphone indirizza il traffico web attraverso server ottimizzati per filtrare e respingere i domini associati ai banner promozionali.

L'effetto di questa modifica si propaga a livello globale su tutto il dispositivo. Il filtro colpisce la normale navigazione sui browser e silenzia la stragrande maggioranza degli annunci presenti all'interno delle applicazioni gratuite. L'uso di un resolver DNS esterno blocca la richiesta alla fonte, impedendo fisicamente all'immagine pubblicitaria di scaricarsi sulla memoria, alleggerendo il carico del processore e risparmiando banda dati mensile.

Per un controllo ancora maggiore sui flussi di rete, RethinkDNS agisce creando una VPN locale direttamente sullo smartphone. Oltre a filtrare la pubblicità con liste personalizzabili, questa applicazione open source funge da vero e proprio firewall. Permette di bloccare l'accesso a internet a singole applicazioni, impedendo alle app offline di inviare dati telemetrici a server sconosciuti.

Altri dettagli importanti

Approfondiamo le questioni ricorrenti su operazioni spesso inibite dalle recenti versioni di Android.

  • Registrazione delle chiamate in entrata e uscita. Google inibisce severamente l'accesso al flusso audio telefonico per stringenti motivi di privacy. L'alternativa attuale consiste nell'utilizzare app di terze parti che sfruttano i servizi di accessibilità per catturare l'audio direttamente dal microfono interno durante la conversazione, con risultati e volumi altalenanti in base all'hardware specifico a disposizione.
  • Clonazione e account multipli per i social. Installare due versioni identiche di WhatsApp o Telegram sullo stesso dispositivo si gestisce creando un ambiente di lavoro isolato dal principale. Utilizzando Shelter si sfrutta la funzione dei profili di lavoro integrata nei servizi aziendali, clonando l'applicazione in uno spazio di memoria compartimentato con rubrica, galleria e file completamente separati.
  • Backup completo del dispositivo. Senza gli accessi massimi di sistema, scattare un'istantanea perfetta delle impostazioni e dei salvataggi di tutte le applicazioni installate non risulta fattibile tramite metodi tradizionali. Abbinando però le potenzialità di Shizuku all'applicazione Swift Backup, si riesce ad aggirare parzialmente il blocco, salvando in cloud archivi zip completi dei dati delle app, recuperando una funzione un tempo esclusiva dei telefoni sbloccati.
  • Lettura profonda dei file di sistema. Esplorare le directory radicali della memoria interna resta un'operazione vietata. I file di configurazione delle app di terze parti (nella cartella Android/data) sono protetti da rigide regole di lettura e scrittura introdotte nelle ultime iterazioni del sistema, impedendo lo spostamento manuale di dati critici tramite i normali file manager.





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