Navigaweb.net logo

Sblocco Root su Android con Magisk o Shizuku senza rischi

Aggiornato il:
Guida per sbloccare i permessi dello smartphone per usarlo senza limitazioni, con Root completo oppure con Shizuku, la procedura senza rischi
Android

Compriamo un telefono nuovo e, dopo pochi minuti, ci accorgiamo che una fetta di memoria è già mangiata da programmi che non abbiamo chiesto e che non useremo mai. Proviamo a cancellarli, ma il tasto Disinstalla è grigio, spento, inutile. I produttori li chiamano "servizi di sistema", ma per noi sono solo bloatware: spazzatura digitale che rallenta il dispositivo e consuma batteria in background. Per anni l'unico modo per liberarsene era fare il root, un'operazione che però rischiava di trasformare il telefono in un fermacarte o di bloccare l'app della banca.

Oggi le cose sono cambiate. Non serve più andare per forza "a testa bassa" modificando tutto il sistema. Esistono due strade: una leggera, che è come avere un pass per entrare nel backstage di un concerto senza cambiare la proprietà del locale, e una profonda, che è più simile a smontare l'intero motore per cambiare un pistone. Vediamo come muoverci senza fare danni.

LEGGI ANCHE: Come installare una ROM Custom Android su ogni smartphone

La via leggera con Shizuku e Canta

Se l'unico obiettivo è cancellare le app di sistema o cambiare qualche impostazione nascosta, fare il root è ormai un errore. Esiste uno strumento chiamato Shizuku. Invece di forzare la serratura del sistema, Shizuku usa un "buco" ufficiale di Android chiamato debug wireless. In pratica, convince il telefono che chi sta dando i comandi è un programmatore che sta testando l'app, ottenendo così permessi speciali senza però alterare i file originali.

Il vantaggio è enorme: le app della banca non si accorgono di nulla, i pagamenti contactless continuano a funzionare e la garanzia resta valida. Ecco i passaggi per metterlo in moto senza usare il PC:

  • Andate nelle impostazioni, cercate Informazioni sul telefono e picchiettate sette volte sul Numero build. Questo sblocca il menu Opzioni sviluppatore.
  • Entrate in quel menu e attivate la voce Debug wireless.
  • Aprite Shizuku, scegliete Accoppiamento e poi Opzioni sviluppatore.
  • Selezionate "Accoppia dispositivo con codice di accoppiamento" e inserite il codice di sei cifre che Android vi mostra nella notifica.
  • Tornate nella schermata principale di Shizuku e premete Avvia.

A questo punto Shizuku è attivo, ma è solo il motore. Per cancellare le app serve il volante. Installate Canta. Quest'app si collega a Shizuku e vi mostra l'elenco di tutto ciò che c'è nel telefono. Potete selezionare le app inutili e cancellarle con un click. Se invece avete paura di fare danni, usate Hail: non cancella nulla, ma "congela" le app. Spariscono dalla vista e smettono di consumare batteria, ma potete riattivarle in un istante se qualcosa smette di funzionare.

Il passaggio obbligato: Sblocco del Bootloader

Se Shizuku non basta e volete il controllo totale, dovete sbloccare il Bootloader di Android. Immaginatelo come il cancello d'ingresso del sistema: se è chiuso, il telefono accetta solo software firmato dal produttore. Aprirlo è l'unico modo per installare Magisk o KernelSU.

Attenzione però: questa operazione cancella ogni singolo dato presente sul telefono (reset di fabbrica) e spesso invalida la garanzia. I produttori rendono le cose diverse per ogni brand:

  • Google Pixel e Motorola: Sono i più semplici. Si usano i comandi Fastboot dopo aver abilitato lo sblocco OEM. Motorola, però, vi chiederà di richiedere un codice univoco sul loro sito.
  • Xiaomi e POCO: Qui è più complicato. Serve l'account Xiaomi e il software Mi Unlock Tool. Spesso bisogna aspettare una settimana intera (168 ore) prima che i server di Xiaomi vi diano il via libera.
  • Samsung: È il caso più rischioso. Lo sblocco fa scattare un fusibile digitale chiamato Knox. Una volta "bruciato", Samsung Pay e l'Area Personale smetteranno di funzionare per sempre, anche se decideste di tornare al software originale.

Per chi non ha mai usato il terminale del PC, consiglio di leggere la nostra guida su come scaricare e usare ADB e Fastboot.

Il root moderno tra Magisk e KernelSU

Lo strumento più famoso è Magisk, che lavora in modo systemless. Invece di riscrivere i file di sistema, ne crea una copia modificata in una zona separata. È come mettere un rivestimento sopra un muro invece di abbatterlo.

La procedura corretta oggi non passa più per le vecchie recovery (come TWRP), ma per il patching dell'immagine:

  1. Scaricate il firmware ufficiale identico a quello installato sul telefono.
  2. Estraete il file immagine di avvio. Nota tecnica: sui modelli nuovi (Pixel 7, 8 o 9) il file si chiama init_boot.img, mentre su quelli vecchi è il classico boot.img.
  3. Copiate il file sul telefono e usate l'app Magisk per "patcharlo", creando un file chiamato magisk_patched.img.
  4. Spostate il file patchato sul PC e, tramite terminale in modalità Fastboot, lanciate il comando fastboot flash init_boot magisk_patched.img (o flash boot).

Tuttavia, nel 2026, Magisk è diventato più facile da beccare per i sistemi di sicurezza. Per questo molti sono passati a KernelSU o APatch. Questi strumenti lavorano direttamente nel kernel (il cuore del sistema). È un approccio molto più invisibile: l'app della banca cerca segni di root nelle cartelle, ma KernelSU nasconde i permessi così bene che il controllo risulta negativo.

Ingannare i controlli di sicurezza e le banche

Se avete scelto la strada del root, vi scontrerete con il Play Integrity API di Google. È un buttafuori digitale che controlla se il vostro telefono è "integro". Se vede il bootloader sbloccato, vi nega l'accesso a Google Pay o a Netflix in HD.

La rotta di Navigaweb per superare questo blocco consiste nell'attivare Zygisk nelle impostazioni di Magisk e usare moduli di "spoofing" come Play Integrity Fix o l'avanzato TrickyStore. In pratica, questi plugin dicono a Google: "Ehi, io non sono un telefono sbloccato, sono un modello vecchio che non supporta questi controlli". È un gioco del gatto e del topo: Google aggiorna i controlli, noi aggiorniamo il modulo. Se l'app della banca smette di aprirsi, basta aggiornare il modulo per risolvere.

Dubbi comuni e trappole da evitare

Quando si inizia a smanettare con Android, ci sono alcuni punti dove quasi tutti inciampano. Ecco cosa tenere a mente per non fare errori.

  • Gli aggiornamenti automatici: Se avete il root, non aggiornate mai il telefono con il tasto "Aggiorna ora". L'aggiornamento ufficiale sovrascriverebbe Magisk o KernelSU, facendovi perdere i permessi o bloccando l'avvio. Bisogna aggiornare a mano o usare la funzione "Installa nello slot inattivo" di Magisk.
  • Qualità video (Widevine L1): Su alcuni brand, come OnePlus, sbloccare il bootloader degrada la certificazione DRM. Questo significa che Netflix e Disney+ si vedranno solo in bassa risoluzione (SD), una limitazione hardware spesso irreversibile.
  • Personalizzazione estrema: Se volete modificare il comportamento delle app senza toccare i file APK, il modulo indispensabile è LSPosed. È l'erede di Xposed e permette di fare magie con la privacy e l'estetica del sistema.
  • Il rischio brick: Un "brick" è quando il telefono diventa un mattone. Succede quasi sempre se installate un file di boot che appartiene a un'altra versione di Android o a un modello diverso. Se succede, basta rientrare in Fastboot e flashare il file boot.img originale per tornare in vita.

diario di bordo di Navigaweb

Ho passato anni a fare root a ogni singolo telefono che passava per le mie mani. Ricordo l'adrenalina di sbloccare un dispositivo, ma anche lo stress di dover lottare ogni settimana con le app bancarie che smettevano di funzionare proprio quando dovevo fare un bonifico urgente. Se oggi dovessi darvi un consiglio spassionato, vi direi: fermatevi a Shizuku. Non c'è più bisogno di rischiare il mattone per togliere due o tre app di fabbrica fastidiose. Il root oggi ha senso solo per chi programma o per chi vuole trasformare il telefono in un laboratorio di test. Per tutti gli altri, la via leggera è più che sufficiente, non vi toglie sonno la notte e vi regala un telefono pulito e veloce in dieci minuti.

LEGGI ORA: Migliori app per cellulari Android sbloccati con root






0%