Recupero file da un computer che non parte senza smontarlo
Premi il tasto di accensione, senti il rumore delle ventole, ma lo schermo resta nero o Windows si blocca in un caricamento infinito. È il momento in cui il panico sale, non per il computer in sé, ma per quella cartella di documenti urgenti o per le foto dell'ultimo viaggio rimaste sul desktop e mai salvate altrove.
Prima di portare il dispositivo in assistenza o formattare tutto, fermati. Nella stragrande maggioranza dei casi, il problema è il sistema operativo corrotto, ma i tuoi dati sono ancora lì, intatti, che aspettano solo di essere copiati. Seguendo la rotta di Navigaweb, aggireremo il blocco di Windows entrando "dalla porta di servizio", utilizzando metodi che vanno da un semplice trucco integrato fino all'uso di strumenti professionali gratuiti.
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Questo è il metodo più rapido, perfetto per le emergenze immediate. Sfrutta l'ambiente di ripristino già presente nel PC per trasformare il semplice Blocco Note in un gestore di file rudimentale ma efficace.
Se Windows fallisce l'avvio per due o tre volte consecutive, dovrebbe apparire automaticamente la schermata blu di "Riparazione Automatica". Se non succede, prova a spegnere forzatamente il PC tenendo premuto il tasto di accensione appena vedi il logo del produttore, ripetendo l'operazione 3 volte.
- Dalla schermata blu, seleziona Opzioni avanzate > Risoluzione dei problemi > Opzioni avanzate > Prompt dei comandi.
- Nella finestra nera che appare, scrivi
notepad.exee premi Invio. - Si aprirà il Blocco Note. Non scriverci nulla, ma vai su File in alto a sinistra e scegli Apri.
- Passaggio fondamentale: Nella finestra di esplorazione, in basso cambia l'opzione "Documenti di testo (*.txt)" selezionando invece Tutti i file (*.*).
- Ora vedrai tutte le cartelle del computer. Collega una chiavetta USB, individua i file da salvare, fai click destro su di essi e scegli Copia, poi vai sull'icona della tua chiavetta USB e fai Incolla.
Attenzione: Con questo metodo non vedrai una barra di avanzamento o una clessidra. Se stai copiando molti GB, il PC sembrerà bloccato (freeze). Non toccare nulla e aspetta qualche minuto finché il cursore del mouse non torna a muoversi fluido: significa che la copia è finita.
2. La "Chiavetta di Salvataggio" con Hiren’s BootCD
Se il metodo del Notepad non funziona o non riesci ad accedere alla recovery, serve un sistema operativo esterno che parta da chiavetta USB. La soluzione migliore per chi è abituato a Windows si chiama Hiren’s BootCD PE. È un ambiente Windows 10/11 "portatile" che non richiede installazione sul disco fisso.
NOTA: Si può anche riavviare il PC da una distro Lionux come Linux Mint per salvare tutto se Windows non parte e non si avvia.
Come prepararla (serve un secondo PC funzionante)
Invece del vecchio Rufus, per questi strumenti oggi è preferibile usare Ventoy, un software open source molto più flessibile:
- Scarica la ISO di Hiren’s BootCD (dal link sopra) e il file zip di Ventoy.
- Inserisci una chiavetta USB nel PC funzionante ed esegui Ventoy.
- Clicca su Install (la chiavetta verrà cancellata).
- Una volta finito, la chiavetta sarà vista come una normale memoria vuota. Trascina semplicemente il file ISO di Hiren's dentro la finestra della chiavetta, come fosse un file qualsiasi.
Come usarla sul PC bloccato
Inserisci la chiavetta nel computer guasto e accendilo premendo ripetutamente il tasto per il Boot Menu (solitamente F12, F9, ESC o CANC a seconda della marca, come HP, Dell, Lenovo o Asus). Seleziona la chiavetta USB dall'elenco.
Dopo il caricamento ti troverai davanti a un desktop familiare. Apri "This PC" (l'equivalente di Risorse del Computer) e vedrai il tuo disco rigido interno come se fosse un disco esterno. Da qui puoi copiare tutto comodamente. Hiren's include anche tool diagnostici come Lazesoft o Macrium Reflect se volessi tentare di riparare l'avvio o clonare l'intero disco.
Adattatori SATA vs NVMe
Se i metodi software falliscono, potrebbe esserci un danno alla scheda madre o all'alimentazione del PC. L'ultima spiaggia è estrarre fisicamente il disco e leggerlo altrove. Qui però bisogna fare una distinzione tecnica importante rispetto al passato.
Fino a qualche anno fa bastava un box per dischi SATA (quelli rettangolari grandi come un pacchetto di sigarette slim o un libro tascabile). I computer moderni (dal 2018 in poi circa) montano quasi sempre dischi M.2 NVMe, che assomigliano a barrette di RAM o gomme da masticare.
- Apri il PC (verifica se ci sono sigilli di garanzia da non rompere).
- Identifica il disco: se è collegato con un cavo è SATA; se è una scheda avvitata direttamente sulla scheda madre è M.2.
- Acquista l'adattatore corretto su Amazon o in negozio di elettronica: Case USB SATA per i vecchi dischi o Case USB NVMe M.2 per quelli nuovi.
Una volta inserito il disco nell'adattatore, collegalo a un altro PC funzionante tramite USB. Verrà letto come una qualsiasi memoria esterna.
Recupero file da console di ripristino
Con Windows è possibile utilizzare la console di ripristino per poter accedere al disco e salvare quindi i dati su un drive esterno o una chiavetta USB. Come già accennato sui moderni PC è necessario avere a portata di mano anche la chiave di crittografia di BitLocker se abbiamo cifrato il disco in precedenza.
Se il computer non parte (e non si riesce nemmeno ad entrare in modalità provvisoria) abbiamo visto in un altro articolo come entrare nella console di ripristino di Windows.
Dalla console di ripristino portiamoci in Risoluzione dei problemi, premiamo sul menu Opzioni Avanzate e poi su Altre opzioni per trovare il prompt dei comandi attraverso il quale è possibile lanciare i comandi di copia di file e cartelle.
Se non si può usare la console di ripristino in Windows, è possibile usare un altro computer per creare l'unità di ripristino oppure utilizzare un DVD o penna USB con i file di installazione di Windows per recuperare i dati dal computer.
Facendo avviare il PC dall'USB o dal DVD con i file d'installazione di Windows, è possibile, dopo la prima schermata di scelta della lingua, aprire la sezione di risoluzione dei problemi (senza quindi installare Windows) ed accedere ad una console di ripristino che permette di accedere al prompt dei comandi.
Dal Prompt dei comandi, l'unica difficoltà è capire quale sia la lettera che identifica il disco con documenti e file da salvare e conservare e per farlo dovremo usare il comando: cd X: (dove X è la lettera del disco) e poi, per ogni disco, digitare il comando dir per vedere le cartelle e riconoscere il disco con i documenti e le foto (o altri file importanti). Allo stesso modo, è necessario identificare la lettera che contraddistingue il drive esterno dove dobbiamo copiare i file (chiamiamolo adesso Z:).
Una volta che sappiamo quali sono le cartelle, il comando da usare per fare la copia è:
copy X:/Users/nomeutente/cartella-da-salvare Z:/cartella-dove-salvare
I percorsi delle cartelle devono essere scritti in modo preciso per funzionare. Se si hanno difficoltà , passiamo al punto successivo che è sicuramente più semplice.
Dettagli importanti e ostacoli comuni
Nel processo di recupero potresti incontrare alcune barriere che è bene conoscere:
- Il blocco BitLocker: Se entrando nel disco ti viene chiesta una chiave di sblocco lunghissima, significa che il disco è criptato (molto comune sui portatili moderni). Devi recuperare la chiave di ripristino di 48 cifre accedendo al tuo account Microsoft da un altro dispositivo (spesso salvata in automatico su account.microsoft.com/devices/recoverykey). Senza quella, i dati sono matematicamente irrecuperabili.
- Permessi negati: Quando apri la cartella del tuo utente (es. C:\Users\Mario) da un altro sistema, potresti ricevere un errore di accesso. Conferma di voler acquisire i permessi di amministratore e attendi che la barra verde di caricamento finisca l'indicizzazione.
- Il Cloud salvavita: Prima di smontare tutto, verifica da uno smartphone se i file che cerchi non siano già su OneDrive o Google Drive. Spesso Windows 10/11 imposta il backup automatico delle cartelle Desktop e Documenti senza che l'utente se ne accorga.
- Rumori meccanici: Se il disco rigido (solo quelli meccanici vecchi, non gli SSD) emette "ticchettii" ritmici, spegni tutto. È un guasto fisico grave e ogni tentativo software rischia di rigare i piatti magnetici rendendo i dati persi per sempre.
In un'altra guida vi abbiamo fornito i consigli da seguire quando un PC non si avvia più e se Windows non carica, in cui sono sviluppati molti dei concetti che abbiamo espresso anche qui e dove abbiamo diverse alternative e boot cd di emergenza da utilizzare.
Se invece del backup necessitiamo di un disco di Windows, possiamo leggere la nostra guida alla creazione preventiva di immagini disco di backup, con cui possiamo ripristinare Windows senza dover procedere alla formattazione totale (cosa comunque consigliabile in caso di blocco totale o virus).
Inoltre, in un altro articolo, abbiamo visto cosa fare se il disco del PC fosse rotto o danneggiato
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