Ascoltare musica in tutte le stanze con altoparlanti wifi Multiroom
Immaginate di preparare la cena ascoltando un disco in cucina e di spostarvi in salotto senza perdere nemmeno un accordo. Fino a qualche tempo fa, riempire gli ambienti di suoni richiedeva tracce nei muri e amplificatori ingombranti. Oggi basta la connessione domestica per collegare decine di altoparlanti e farli suonare all'unisono o in modo indipendente. Il sistema prende il nome di multiroom e supera di netto le vecchie trasmissioni limitate a pochi metri, garantendo una larghezza di banda superiore e l'assenza di interruzioni. Scopriamo le tecnologie attuali per portare il segnale in ogni spazio, dai dispositivi pronti all'uso ai server gratuiti per riciclare vecchi impianti.
I limiti superati dal segnale wireless
Affidarsi al vecchio standard Bluetooth per coprire un intero appartamento significa scontrarsi con disconnessioni, ritardi e una forte compressione del suono. La trasmissione tramite rete locale elimina questi ostacoli alla radice. I riproduttori si collegano direttamente al router e attingono ai flussi di rete in totale autonomia. Lo smartphone funziona esclusivamente da telecomando remoto. Uscendo di casa, rispondendo a una telefonata o spegnendo lo schermo, la riproduzione continua indisturbata in alta fedeltà.
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Ecosistemi chiusi e il caso Sonos
Il pioniere indiscusso dell'audio condiviso rimane Sonos. Hanno inventato il concetto di cassa di rete creando un'applicazione capace di raggruppare zone diverse con un tocco. Esiste un costo per tanta semplicità, slegato dal solo prezzo di listino. Scegliere questo marchio significa legarsi a filo doppio a un ecosistema bloccato, in cui i diffusori faticano a comunicare nativamente con elementi di altri produttori. Recenti e controversi aggiornamenti software imposti dall'azienda madre hanno reso l'applicazione ufficiale instabile per mesi, frustrando gli utenti storici. Rimane una soluzione di fascia altissima per la qualità dei driver, ma richiede un investimento iniziale massiccio e impone regole insindacabili per l'integrazione.
La via economica della domotica domestica
Chi possiede già assistenti vocali sparsi per le varie camere ha un impianto di filodiffusione nascosto e pronto per essere sfruttato. Basta raggrupparli dalle rispettive impostazioni.
- Amazon Echo e il protocollo Alexa Cast permettono di creare un gruppo unificato in pochi secondi. I cilindri e le sfere base bastano per un sottofondo, mentre le versioni Studio offrono bassi corposi e una presenza scenica maggiore.
- Google Nest unisce tramite l'app dedicata qualsiasi dispositivo compatibile con lo standard Chromecast. Risulta immediato accoppiare uno speaker in camera da letto con una soundbar posizionata in soggiorno.
- Apple HomePod sfrutta AirPlay 2 per diffondere le tracce simultaneamente. Il limite evidente riguarda la rigidità del sistema, che obbliga a usare iPhone o iPad e predilige i servizi interni rispetto alla concorrenza esterna.
Alta fedeltà accessibile a tutti con WiiM
Il mercato degli audiofili ha subito uno scossone con l'arrivo di WiiM, un marchio che ha dimostrato un concetto elementare, ovvero che l'alta risoluzione non deve costare uno stipendio intero. Invece di vendere grossi altoparlanti, propongono ricevitori compatti da collegare agli stereo già presenti in salotto.
I modelli base ricevono il segnale dalla rete e lo passano via cavo alle casse tradizionali. Quando serve potenza pura, dispositivi più evoluti come il modello Ultra integrano schermi touch, correzione ambientale avanzata e processori audio di livello superiore. L'applicazione dedicata risulta fulminea, elabora flussi in abbonamento senza perdite di qualità e unisce i vari ricevitori sparsi per casa in modo impeccabile.
Progetti aperti e recupero di vecchi stereo
Se l'idea di dipendere dai server di una multinazionale risulta inaccettabile, il mondo del software libero offre alternative potenti per creare reti musicali a latenza zero.
Per chi ama esplorare soluzioni indipendenti e possiede vecchie casse per PC o amplificatori impolverati in soffitta, la rotta di Navigaweb punta dritta su Lyrion Music Server. Nato per sostituire e mantenere in vita il defunto progetto Logitech Media Server, questo software autogestito trasforma qualsiasi computer, Raspberry Pi o smartphone obsoleto in un nodo audio perfettamente sincronizzato. Installando il programma principale su una macchina centrale e le app di ricezione sui vari dispositivi collegati agli amplificatori, si ottiene un flusso audio senza compressione. Azzera completamente i costi legati all'acquisto di streamer commerciali e supporta nativamente plugin per ogni piattaforma di streaming esistente.
Altri dettagli importanti
- Mischiare marche diverse risulta possibile solo se i dispositivi supportano uno standard comune di trasmissione, come AirPlay 2 o Chromecast. In assenza di questi protocolli condivisi, ogni applicazione vede e controlla unicamente i propri prodotti.
- Interruzioni e salti audio dipendono quasi sempre dal router. La diffusione di file pesanti richiede una connessione robusta. Dispositivi di rete vecchi o muri spessi causano fastidiose interruzioni del suono, risolvibili installando un sistema Mesh per coprire grandi metrature.
- Utilizzo di casse passive in legno con i classici morsetti a vite impone l'acquisto di un amplificatore di rete, poiché i normali ricevitori wireless non forniscono la corrente necessaria a muovere i coni degli altoparlanti.
- Ritardo del suono con la TV genera quasi sempre uno sfasamento percettibile tra le labbra degli attori e le voci se si usa un impianto domestico per ascoltare l'audio in un'altra stanza. Solo le centraline di fascia altissima riescono a compensare questo intervallo tramite calibrazioni millimetriche.
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Se invece volessimo collegare le casse ad una Smart TV, possiamo farlo leggendo il nostro approfondimento su Come collegare casse TV e impianti audio alla Smart TV.
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