Avviare o installare qualsiasi ISO Linux da USB
In passato per provare Linux era sufficiente masterizzare la ISO della distribuzione scelta su un CD o su un DVD ed inserire il disco ottico nell'apposito lettore, avendo cura di cambiare l'ordine di boot sul PC di prova. Purtroppo, questo approccio non porta a nulla: il computer, per avviarsi dalla pennetta, necessita di un settore di avvio (boot sector) specifico e di una struttura dei file che la scheda madre possa interpretare.
Non serve essere ingegneri informatici per riuscirci, ma è fondamentale utilizzare il software giusto che si occupi di "scrivere" l'immagine disco byte per byte o di creare un ambiente di pre-avvio. In questa guida seguiamo la rotta di Navigaweb per segnalare gli strumenti più efficaci e aggiornati, distinguendo tra soluzioni automatiche per chi inizia e comandi manuali per chi vuole il controllo totale.
LEGGI ANCHE -> Migliori Distribuzioni Linux per tutti i computer ed esigenze1. Ventoy (La soluzione definitiva per il Multiboot)
Se ti piace sperimentare diverse distribuzioni (il cosiddetto distro-hopping) o se sei il "tecnico" della famiglia che deve riparare vari PC, questo è lo strumento che cambia le regole del gioco. A differenza dei software tradizionali che richiedono di formattare la chiavetta ogni volta che cambi sistema operativo, Ventoy prepara l'unità una sola volta.
Il funzionamento è geniale nella sua semplicità: si installa il programma sulla chiavetta (che verrà formattata in questa fase) e si crea una partizione dati. Da quel momento in poi, basterà copiare e incollare i file ISO nella chiavetta come in una normale cartella. All'avvio del PC, un menu grafico permetterà di scegliere quale sistema lanciare tra quelli presenti.
Un aspetto critico da conoscere riguarda i PC moderni con Secure Boot attivo. Al primo avvio, Ventoy potrebbe mostrare un errore di sicurezza ("Verification failed"). Non è un malfunzionamento: bisogna selezionare Enroll Key, poi Enroll Key from Disk, navigare nella cartella VTOYEFI, selezionare il file con estensione .cer e confermare. Questa procedura va fatta una volta sola per autorizzare il software nel BIOS del computer.
2. Rufus (Lo standard per utenti Windows)
Quando l'obiettivo è creare una singola chiavetta avviabile da una macchina Windows in modo rapido, Rufus rimane il punto di riferimento indiscusso. È un programma leggerissimo, non richiede installazione e offre un controllo granulare che altri software nascondono.
Dopo aver selezionato la chiavetta e caricato la ISO, Rufus rileva automaticamente lo schema di partizione necessario, scegliendo tra MBR (per vecchi BIOS) o GPT (per i moderni sistemi UEFI). Una funzione eccellente, specifica per le distribuzioni basate su Debian o Ubuntu, è la barra scorrevole per la Persistenza (Persistent Storage). Attivandola, è possibile riservare una parte dello spazio della chiavetta per salvare file, documenti e impostazioni Wi-Fi che rimarranno memorizzati anche dopo il riavvio, trasformando la chiavetta in un vero PC portatile.
Se durante la scrittura Rufus chiede di scaricare file aggiuntivi (come ldlinux.sys o Syslinux), acconsentite senza timore: sta semplicemente recuperando le versioni più compatibili dei file di avvio per garantire che la chiavetta funzioni al primo colpo.
3. Raspberry Pi Imager (L'alternativa pulita a Etcher)
Per anni BalenaEtcher è stato il consiglio standard per chi usava macOS o cercava semplicità, ma è un software pesante (oltre 100MB) e talvolta invasivo. Oggi l'alternativa migliore e più leggera è Raspberry Pi Imager.
Non fatevi ingannare dal nome: sebbene sia nato per i mini-computer Raspberry, questo tool ha una voce "Use Custom" (Usa personalizzato) che permette di selezionare qualsiasi file ISO dal computer (Ubuntu, Fedora, Mint, ecc.) e scriverlo su qualsiasi chiavetta o scheda SD. L'interfaccia è minimale, priva di pubblicità e previene errori accidentali impedendo di selezionare i dischi rigidi di sistema. Funziona perfettamente su Windows, macOS e Linux.
4. Fedora Media Writer (Utile anche per il ripristino)
Sviluppato dal team di Fedora, Fedora Media Writer è un'ottima scelta anche se volete installare altre distribuzioni, grazie all'opzione per caricare immagini personalizzate. Tuttavia, il vero motivo per tenerlo nella propria cassetta degli attrezzi digitale è la sua funzione di pulizia.
Spesso, dopo aver usato una chiavetta come disco di avvio Linux, Windows non riesce più a leggerla correttamente o ne vede la capacità ridotta (ad esempio, una chiavetta da 16GB che viene vista come pochi MB). Questo software include un tasto "Restore" (Ripristina) che elimina le partizioni nascoste create dai sistemi Linux e riporta la chiavetta al suo stato di fabbrica con un solo clic.
Soluzione manuale: Il comando "dd" (Per esperti)
Su sistemi Linux e macOS non è strettamente necessario installare software di terze parti. Il terminale offre il comando dd, uno strumento potente che esegue una copia bit-a-bit. La sua efficacia è totale, ma richiede estrema attenzione: sbagliare la lettera dell'unità di destinazione significa sovrascrivere irrimediabilmente i dati di un altro disco.
La sintassi tipica è la seguente:
sudo dd if=/percorso/file.iso of=/dev/sdX bs=4M status=progress && sync
Analizziamo i parametri per capire cosa stiamo ordinando al PC:
- if: Input File, ovvero il percorso dove si trova la ISO scaricata.
- of: Output File, il dispositivo USB (ad esempio
/dev/sdbsu Linux o/dev/rdisk2su Mac). È qui che bisogna fare tripla verifica. - bs=4M: Indica di leggere e scrivere in blocchi da 4 Megabyte per velocizzare il processo.
- sync: Un comando fondamentale che obbliga il sistema a completare fisicamente la scrittura di tutti i dati prima di restituire il controllo al terminale, evitando di estrarre la chiavetta quando i dati sono ancora nella cache.
Dubbi e dettagli
- Qual è la dimensione minima per la chiavetta USB?
Sebbene alcune versioni "minimal" di Linux stiano in meno di 2GB, le distribuzioni moderne complete (come Ubuntu o Manjaro) superano spesso i 4GB. Una chiavetta da 8GB è il minimo consigliato oggi, ma per sfruttare bene Ventoy e metterci più sistemi, 32GB sono l'ideale. - USB 2.0 o 3.0?
Per la fase di installazione, una porta e una chiavetta USB 3.0 (o superiore) fanno una differenza enorme. L'installazione del sistema operativo può passare da 20-30 minuti a meno di 5 minuti. Assicuratevi di inserire la chiavetta nella porta blu (o rossa) del computer per avere la massima velocità. - Cos'è la modalità "DD Image" in Rufus?
Talvolta, dopo aver premuto Avvia, Rufus chiede se scrivere in modalità "ISO" (consigliata) o "DD". Se notate che la chiavetta creata in modalità ISO non si avvia o si blocca durante il caricamento, rifate la procedura selezionando DD Image. Questa modalità crea una copia grezza identica a quella del terminale, garantendo massima compatibilità, anche se renderà la chiavetta illeggibile da Esplora Risorse di Windows finché non verrà riformattata. - Posso tornare a usare la chiavetta per i dati?
Certamente. La chiavetta non viene "bruciata" permanentemente. Tuttavia, la semplice formattazione rapida di Windows potrebbe non bastare perché Linux crea partizioni multiple. Usate "Gestione Disco" su Windows per eliminare tutti i volumi presenti sulla chiavetta e ricrearne uno nuovo, oppure usate la funzione di ripristino di Rufus o Fedora Media Writer citata sopra.
Rufus è molto utilizzato anche per creare le chiavette USB con Windows 10 e Windows 11, così da non dover utilizzare ogni volta lo strumento Media Creation Tool fornito direttamente da Microsoft (anch'esso utile ma meno immediato).