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Con Opera si può attivare una VPN gratuita, illimitata e integrata

Pubblicato il: 26 aprile 2016 Aggiornato il:
Opera browser permette ora di attivare grati una VPN simulando la connessione ai siti web da USA, Germania o altri paesi
vpn gratis con Opera Opera è uno dei browser storici dei computer, da sempre grande alternativa a Firefox e Internet Explorer, caduto un po', in termini di reputazione e popolarità, negli ultimi anni a causa della scelta di basarsi anch'esso su Chromium, diventando troppo simile a Chrome.
Un recente cambiamento, rende ora Opera nuovamente un browser appetibile, da scaricare ed utilizzare, almeno in certe circostanze, quando si vogliono aprire siti magari oscurati o censurati in Italia oppure per camuffare la provenienza della connessione internet, senza farsi identificare e navigando più sicuri.
La nuova funzione è la possibilità di attivare in Opera una connessione dietro VPN, ossia un tunnel tra due connessioni internet che permette di coprire la reale provenienza del computer utilizzato e di criptare la trasmissione di dati rendendola non intercettabile.
In parole povere, è possibile fare in modo che i siti che visitiamo con Opera pensino che la nostra posizione sia, ad esempio, negli USA, rendendo disponibili quei servizi che sono solo negli USA.
Opera è il primo grande browser ad avere un simile servizio integrato al suo interno, che è gratuito e illimitato, mentre la maggior parte delle VPN è a pagamento o limitata nel traffico.

Per usare la VPN di Opera, è necessario scaricare e installare l'ultima versione Opera 40.
Dopo aver installato e aperto Opera si può attivare la VPN premendo sul pulsante del Menu in alto a sinistra.
Andare poi alle Impostazioni e poi sulla scheda Riservatezza e sicurezza dove si troverà l'opzione che attiva la VPN di Opera.
Mettere quindi la crocetta sull'opzione "Enable VPN", sotto la quale è scritto che si tratta di un servizio "Secure proxy provided by SurfEasy Inc., an Opera company based in Canada".

Dopo aver attivato l'opzione della VPN, provare ad aprire un sito come Navigaweb.net e notare in alto a sinistra, vicino l'indirizzo del sito, l'icona blu con scritto VPN.
Cliccandoci sopra si può attivare o disattivare la VPN con un interruttore e scegliere se fare in modo che la nostra connessione sia vista come proveniente dagli USA, dal Canada o dalla Germania.
A seconda dello stato scelto si potrà notare come i siti web cambino lingua oppure si possono leggere le pubblicità non più in italiano, perchè il sito pensa che siamo collegati dagli USA o dalla Germania.

Dal box che compare premendo sull'icona VPN, si può anche leggere il grafico del traffico mensile di dati usando il servizio, che come detto non ha al momento limiti.
La modalità VPN di Opera ha però un limite perchè non supporta il traffico WebRTC che permette ai siti di capire se stiamo usando una VPN o un proxy.
Per avere la massima copertura di identità sarebbe quindi necessario installare un'estensione su Opera chiamata webRTC Leak Prevent.
Nelle opzioni dell'estensione, attivare tutte le crocette e selezionare Disable non-proxied UDP (force proxy) nel menu a discesa.

La stessa VPN di Opera Browser è ora anche un'app Opera VPN per iPhone e iPad.

La VPN di Opera è una delle migliori in circolazione, veloce, affidabile, si naviga normalmente senza soffrire alcun rallentamento ed è completamente gratuita senza limitazioni tanto che la si potrebbe lasciare attiva tutto il tempo.
Il problema della VPN di Opera è che si tratta più che altro di un proxy, che non copre realmente l'identità del computer utilizzato e che la crittografia non riguarda tutto il traffico internet (il traffico generato dai plugin e da WebRTC non è filtrato).
In pratica non è, al momento, un servizio che rende anonimi come lo è invece TOR Browser anche se può darsi verrà migliorato prima che venga introdotto nella versione stabile del browser Opera.
La VPN resta comunque un'utilissimo servizio per collegarsi ai siti bloccati in modo da poter godere dei contenuti che in Italia non sarebbero permessi per motivi di copyright, permessi o censure.
E' anche un ottimo modo per provare nuove funzioni di siti come Google e Facebook che, spesso, lanciano servizi solo in USA per una prova iniziale.

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