Navigaweb.net

Migliori siti, programmi e applicazioni su Navigaweb.net

Programmi Guide PC Tecnologia Sicurezza Windows Rete iPhone Android Facebook Immagini Musica Giochi

Censura su internet: come i paesi bloccano l'acceso a certi siti

Pubblicato il: 24 marzo 2014 Aggiornato il:
Mappa mondiale della censura su internet: come fanno i paesi a bloccare siti web, quali metodi efficaci vengono usati e perchè
siti bloccati su internet Iran, Yemen, Cina, Corea del Nord e molti altri paesi del mondo tra cui si è aggiunta anche la Turchia (che ha bloccato l'accesso a Twitter), hanno messo a punto una protezione della rete internet nazionale in modo da censurare alcuni siti web.
Queste restrizioni servono soprattutto ad impedire il diritto di informazione libera e non manipolata e la possibilità di poter lasciar dire quello che si pensa ai cittadini.
Quindi, mentre in paesi come l'Italia, nonostante ci siano anche stati tentativi di creare restrizioni, si può ancora aprire un blog o un social network per dire quello che si vuole riguardo la politica o il governo, in altri paesi come la Turchia è stato impedito e bloccato un sito come Twitter, che vive di discussioni politiche ma non solo.
Senza mettersi qui a spiegare cose ovvie sul perchè la censura è sempre un atteggiamento da dittatura ed è, pertanto, un crimine contro l'umanità, in questo blog ci interessa capire come fanno i paesi a censurare internet, quali metodi efficaci vengono usati e perchè lo fanno.

Ci sono tanti motivi per un governo di impedire che la popolazione possa comunicare tramite internet liberamente e senza controlli.
Nei paesi più poveri con dittature più o meno velate, il governo teme che le persone possano organizzarsi in rivolte di piazza tramite internet come effettivamente è successo in Egitto e in Tunisia.
Internet è un mezzo efficace per organizzazione di eventi, flash mob e sommosse.
I governi allora bloccano i social network più usati nel paese, spesso Facebook e Twitter, ma anche le chat come Whatsapp e Skype, per impedire alle persone di diffondere messaggi e organizzare incontri.
In nazioni più ricche come la Turchia la ragione della censura su internet è dovuta alla volontà del capo del governo di rimanere al potere cercando di bloccare la diffusione di notizie e commenti contrari al suo governo.
In Cina questo è il motivo della censura di tutti i siti occidentali che il governo non può controllare, ma non è il solo.
Chi è al potere ha paura di rovinare la sua immagine all'esterno e vuole nascondere quello che succede dentro i confini.
In paesi come la Cina e, soprattutto, la Corea del Nord sono molto preoccupati di nascondere alla popolazione quello che pensano di loro all'esterno e, al contempo, ci tengono a mostrare solo cose positive alle altre nazioni di tutto il mondo.
In alcuni paesi come quelli arabi c'è anche una censura "sociale" su internet, per impedire alla popolazione di vedere siti che trattano argomenti come il sesso, il gioco d'azzardo, le droghe illegali, ecc.
Un altro tipo di censura è quello relativo ai metodi di superare questi blocchi.

In sostanza il motivo delle censure su internet sta nell'impedire che alcune notizie e informazioni diventino di dominio pubblico
I siti web più bloccati nel mondo sono Youtube, Twitter, Facebook, Wikipedia, il motore di Google, i blog liberi fatti con Blogger, Wordpress, Tumbrl e altri.

Come fanno i governi a bloccare internet in un paese?
Uno dei modi più efficaci e semplici per bloccare l'accesso a particolari siti internet all'interno di un paese è quello di chiedere ai provider di servizi Internet (come ad esempio Telecom e Fastweb in Italia) di oscurarli.
Questo metodo è usato anche in Italia per bloccare l'accesso a siti pirata (che risiedono su server esteri) oscurati dalla Guardia di Finanza.
I regimi più oppressivi possono rinforzare questo blocco se l'intera infrastruttura di Internet è di proprietà dello Stato.
In generale, un provider può impedire l'accesso a un sito web in questi modi:
- Blocco a livello di indirizzo IP del server:
- Filtro sul Domain name system (DNS) in modo che il nome di un sito non venga riconosciuto o venga associato a un indirizzo IP diverso da quello vero.
- Filtro a livello di trasmissione, che blocca ogni comunicazione contenente certe parole chiave.
- Usando programmi esterni.

Un metodo più cattivo di bloccare internet è quello del Autonomous System Number (ASN).
Spiegare cosa significa è difficile anche per me.
In parole molto povere si tratta di un numero identificativo di un range di indirizzi IP assegnati al provider di un paese.
Se un governo vuole bloccare un sito web, può "ingannare" la propria infrastruttura con un ASN più piccolo che esclude l'IP del sito da bloccare.
Il governo quindi obbliga i router a pensare che l'indirizzo IP di un sito come Youtube sia ospitato all'interno del paese, impedendone l'accesso.

Superare i blocchi è comunque possibile ed ho elencato in un altro articolo riguardo i modi migliori per aggirare censure e blocchi di internet
I governi fanno molto affidamento sull'ignoranza della popolazione (da loro stessi incentivata) che non dovrebbero conoscere questi metodi.

I paesi che censurano di più internet sono:
- In Corea del Nord l'uso di Internet è estremamente limitato.
Alcuni nordcoreani (il 4%) possono accedere a una Intranet interna che si collega ai giornali statali.
Solo agli stranieri in visita, in alcuni alberghi è consentito pieno accesso a Internet.
- In Iran la maggior parte dei siti occidentali e americani come Facebook e Twitter sono bloccati, così come i siti di opposizione politica e quelli sessualmente espliciti.
Funzionano comunque metodi per aggirare i blocchi come i server proxy e altri software VPN.
L'Iran ha annunciato da tempo l'intenzione di creare una propria rete Internet chiusa e completamente monitorata.
- La Cina è famosa per il suo "Great Fire Wall", che è un firewall che funzione come una barriera controllata per l'accesso a internet.
I cinesi possono quindi navigare liberamente nei siti consentiti.
Non esistono Facebook, Twitter, Youtube e Blogger, ma ci sono siti equivalenti per i cinesi.
Perfino Google non può fare nulla e viene usato da pochissime persone.
Le ricerche per argomenti controversi come gli scandali di corruzione di politici sono filtrate e impedite.
Gli utenti eludere i controlli utilizzando server proxy speciali.
- Cuba ha aperto internet da poco tempo quindi sono pochi i cubani a navigare.
L'accesso al Web avviene attraverso le strutture pubbliche dove le persone devono prima registrarsi identificandosi.
- Nei paesi Arabi i siti che parlano di politica sono monitorati o bloccati.
Dalla primavera araba, le autorità di tutto il Golfo hanno intensificato gli arresti di blogger oppositori e persone che hanno pubblicato notizie e contenuti ritenuti offensivi per i governanti.
- Internet è censurato in quasi tute le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale, con più forti restrizioni in paesi dittatoriali come Turkmenistan e Uzbekistan.
- L'Eritrea è uno dei paesi con meno libertà fondamentali del mondo, tanto che le autorità possono anche leggere le email senza chiedere permessi.
La stragrande maggioranza delle persone comunque non ha accesso a Internet e, probabilmente, nemmeno è il problema principale visto che è uno dei paesi più poveri del mondo.
- La Turchia ha bloccato l'accesso a Twitter in questi giorni e il capo del governo, ormai quasi un dittatore vero, ha anche annunciato di voler estirpare tutti i social network.

Sul sito Google della trasparenza su internet sono elencate le richieste di rimozione dei siti dall'indice di ricerca da parte delle autorità di ogni paese del mondo e la relativa motivazione.

Chi viaggia e chi è curioso può leggere questa infografica con la mappa mondiale della censura su internet presa dal sito Whoishostingthis
mappa mondiale censura internet

Scrivi un commento

Per commentare, si può usare un account Google / Gmail.
Se vi piace e volete ringraziare, condividete! (senza commento)
Un Commento
  • tompix
    24/3/14

    E pensare che la Turchia vuole entrare nella Unione Europea
    passando per paese democratico.
    Spero che l' Europa prenda provvedimenti in merito