Se il PC che si riavvia all'infinito, soluzioni per uscirne
Accendere il computer e trovarsi davanti a un logo che appare, scompare e riappare in un ciclo senza fine è una delle situazioni più frustranti per chi usa un PC. È successo recentemente su una macchina che sembrava perfetta, ma che dopo un aggiornamento di Windows interrotto ha smesso di caricare il sistema. Spesso la prima reazione è pensare che il disco sia bruciato o che serva una formattazione completa, ma quasi sempre il problema risiede in un conflitto di avvio o in un componente che non risponde correttamente ai test iniziali.
Per uscire da questo loop bisogna capire in quale esatto momento il computer decide di ripartire, perché questo dettaglio ci dice se il guasto è fisico o software.
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Quando il PC si riavvia prima ancora di mostrare il logo
Se la macchina si spegne e riparte in pochi secondi, senza nemmeno mostrare una scritta a video, il problema è quasi certamente legato all'alimentazione o a un corto circuito. L'alimentatore potrebbe non riuscire a mantenere la tensione stabile durante il picco di accensione. Un modo rapido per testarlo consiste nello scollegare ogni periferica non necessaria, come stampanti, webcam o hard disk esterni, e provare l'avvio. Se il ciclo continua, l'alimentatore va testato con un multimetro o sostituito.
Un'altra causa frequente riguarda la RAM. Polvere o ossidazione sui contatti possono causare errori di lettura che bloccano il boot. Rimuovere i banchi di memoria e pulire i pin dorati con una gomma per cancellare morbida risolve il problema in molti casi. Se si hanno più moduli, conviene provarli uno alla volta in slot diversi per individuare quello difettoso.
Rompere il loop di Windows tramite la console di ripristino
Se il PC arriva a mostrare il logo di Windows ma poi si riavvia, siamo di fronte a un errore del sistema operativo. Spesso il colpevole è un errore nel registro di sistema che impedisce il caricamento del desktop. Windows è progettato per riavviarsi automaticamente in questi casi, nascondendo la schermata blu (BSOD) che conterrebbe il codice del guasto.
Per fermare questo meccanismo e accedere alle opzioni di recupero, possiamo attendere che il sistema fallisca l'avvio per tre volte consecutive. Se non vogliamo aspettare, possiamo forzare l'operazione spegnendo il PC tenendo premuto il tasto di accensione non appena compare il logo di caricamento. Al quarto tentativo, Windows caricherà automaticamente la schermata azzurra di Riparazione Automatica.
Una volta entrati nel menu, bisogna navigare su Risoluzione dei problemi e valutare le diverse opzioni a disposizione:
- Ripristino del sistema: permette di riportare il PC a un momento precedente in cui funzionava correttamente. È l'opzione più rapida, ma richiede che i punti di ripristino fossero stati attivati in precedenza. Per capire meglio come gestirli, suggeriamo di consultare la nostra guida su come usare il ripristino di sistema.
- Ripristino immagine di sistema: utile se si possiede un backup completo del disco creato in precedenza. Questo metodo riporta il PC esattamente allo stato del backup senza toccare i file personali. Troviamo tutti i dettagli su come creare un'immagine di backup.
- Ripristino all'avvio: tenta di riparare automaticamente i file di boot danneggiati.
Gestire i conflitti di driver e aggiornamenti
Se il riavvio è iniziato dopo un aggiornamento di versione (Major Update), all'interno della console di ripristino è possibile selezionare la voce Torna alla build precedente. Questo comando annulla l'ultimo aggiornamento massivo e riporta il sistema alla versione precedente, solitamente stabile.
Se invece sospettiamo che il problema sia un driver malfunzionante, dobbiamo andare in Impostazioni di avvio e selezionare l'opzione Disabilita imposizione firma driver. Questo permette al sistema di caricare driver non certificati o problematici, consentendoci di entrare in Windows, disinstallare il componente colpevole e procedere con un backup dei driver per evitare che accada di nuovo.
Sempre in questo menu, premendo F9 possiamo disattivare il riavvio automatico dopo un errore. In questo modo, al prossimo crash, la schermata blu rimarrà visibile, permettendoci di leggere il codice errore per un'analisi più precisa, come spiegato nella nostra analisi sui crash schermo blu di Windows.
Intervenire con supporti di installazione esterni
Quando i file di ripristino interni al disco sono corrotti, la console di Microsoft non partirà mai. In questo caso serve un supporto esterno. Possiamo creare una chiavetta USB di installazione scaricando il tool ufficiale dal sito di Microsoft, selezionando l'opzione Crea un supporto di installazione per un altro PC.
Una volta inserita la chiavetta nel PC guasto e cambiato l'ordine di avvio (boot) nel BIOS, non dobbiamo procedere con l'installazione, ma cliccare in basso a sinistra su Ripristina il computer. Questo ci riporterà alla console di risoluzione problemi vista in precedenza, ma con la potenza di un supporto esterno.
Se anche questo fallisce, l'uso di un disco di ripristino dedicato permette di utilizzare l'opzione Reimposta il PC. Questa procedura reinstalla Windows mantenendo i file personali, ma rimuove tutte le app e le personalizzazioni. È l'ultima spiaggia prima della formattazione totale. Per i dettagli sulla creazione del disco, vediamo la guida per creare un disco di recupero Windows per riparare il sistema.
Per chi invece ha bisogno di riparare il boot manager in modo rapido senza usare i tool di Microsoft, l'utilizzo di Lazesoft Recovery Suite rappresenta la rotta di Navigaweb per salvare i dati e riparare l'avvio con un'interfaccia molto più intuitiva.
Riparazione avanzata via prompt dei comandi
Se nessuna delle opzioni automatiche funziona, possiamo provare a riparare il registro manualmente tramite il Prompt dei comandi. Questa procedura è rischiosa e va fatta con precisione. Prima di tutto, digitiamo i comandi seguendo questo ordine:
- Digitiamo C: e premiamo Invio.
- Scriviamo dir per assicurarci di essere nel disco di sistema.
- Digitiamo cd \windows\system32\config e premiamo Invio.
- Creiamo una cartella di backup con il comando md MyBackup e copiamo i file presenti con copy *.* mybackup.
- Entriamo nella cartella di backup automatico con cd RegBack e digitiamo dir.
Attenzione: a questo punto, se i file all'interno di RegBack sono da 0 byte o la cartella è vuota, significa che state usando una versione recente di Windows (post-2019) che non esegue più il backup automatico del registro. In questo caso, l'operazione è inutile e procedere causerebbe l'irrecuperabilità del sistema. Se invece i file sono presenti, possiamo copiarli nella cartella superiore con il comando copy *.* .. accettando la sovrascrittura.
Dubbi comuni e soluzioni rapide
- La batteria CMOS scarica può causare l'azzeramento dei parametri del BIOS, portando il PC a cercare di avviarsi da un disco sbagliato.
- Il surriscaldamento della CPU può causare spegnimenti istantanei e riavvii continui; controllare sempre la temperatura nel BIOS.
- Digitare sfc /scannow nel prompt dei comandi serve a rintracciare e sostituire i file di sistema corrotti.
- Scollegare ogni periferica USB non essenziale elimina possibili conflitti di indirizzamento che bloccano l'avvio.
diario di bordo di Navigaweb
Ho visto troppe persone portare il proprio PC in centri assistenza poco seri che, davanti a un riavvio continuo, propongono subito la formattazione completa o la sostituzione della scheda madre, chiedendo cifre esorbitanti. Spesso si tratta solo di un modulo RAM sporco o di un aggiornamento di Windows andato storto che si risolve in dieci minuti con una chiavetta di soccorso. Il mio consiglio è di non avere fretta di cancellare tutto: i dati sono la parte più preziosa del computer, e quasi ogni boot loop può essere risolto senza sacrificarli.
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