Riparare Bootloader Windows per UEFI e MBR coi comandi Diskpart e Bootrec
Premere il tasto di accensione e trovarsi davanti a una schermata nera con un cursore lampeggiante, oppure a un messaggio blu che indica "Recovery" o "Boot Device Not Found", è una delle situazioni più frustranti nell'uso del PC. I dati sono quasi sempre salvi sul disco, ma Windows ha perso la capacità di avviarsi. Questo accade spesso dopo un aggiornamento interrotto, una clonazione del disco mal riuscita o tentativi di dual-boot. Invece di procedere subito con una formattazione distruttiva, possiamo intervenire chirurgicamente sui file di avvio.
La riparazione manuale spaventa molti utenti per via dell'uso del prompt dei comandi, ma è l'unica strada quando gli strumenti di "Ripristino all'avvio" automatico di Microsoft falliscono. Per riuscirci, è essenziale capire se stiamo lavorando su un vecchio sistema BIOS (MBR) o su un moderno UEFI (GPT), poiché i comandi sono totalmente diversi e scambiarli non porterebbe a nulla.
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Verifica preliminare: MBR o GPT?
Prima di digitare comandi a caso, controlliamo l'architettura del disco (vedi differenze tra MBR e GPT). Nel prompt digitiamo:
- diskpart
- list disk
Se nella colonna Gpt compare un asterisco (*) accanto al disco principale, stiamo lavorando su un sistema moderno UEFI. Se l'asterisco non c'è, è un sistema MBR/Legacy. Per uscire da diskpart digitiamo exit.
Caso 1: Ripristino su vecchi BIOS (MBR)
Sui computer più datati o impostati in modalità Legacy, il settore di avvio risiede nel primo settore fisico del disco. Qui i comandi standard funzionano quasi sempre.
Digitare in sequenza:
- bootrec /fixmbr (Ripara il Master Boot Record corrotto, non tocca i dati).
- bootrec /fixboot (Scrive un nuovo settore di avvio).
- bootrec /rebuildbcd (Cerca installazioni di Windows e ricostruisce il menu di boot).
Attenzione: Se il comando fixboot restituisce l'errore "Accesso negato" (comune nelle ultime versioni di Windows), bisogna forzare la scrittura del codice di boot compatibile con NT60. Digitiamo bootsect /nt60 sys e poi riproviamo con bootrec /fixboot.
Caso 2: Ripristino su sistemi UEFI (Dischi GPT)
Questa è la situazione più comune oggi. Il bootloader non è "nascosto" all'inizio del disco, ma risiede in una vera e propria partizione FAT32 visibile, chiamata EFI System Partition (ESP). I comandi bootrec qui sono spesso inefficaci.
Per non navigare a vista nel prompt dei comandi, seguiamo la rotta di Navigaweb verso l'identificazione precisa della partizione EFI usando Diskpart:
Digitiamo:
- diskpart
- list disk (Individuiamo il disco di sistema, es. Disk 0).
- select disk 0
- list volume
Cerchiamo un volume di piccole dimensioni (spesso 100MB o 260MB) formattato in FAT32 e privo di lettera. È la partizione EFI. Supponiamo sia il "Volume 2". Cerchiamo anche il volume dove è installato Windows (di solito NTFS, grande svariati GB), e annotiamo la lettera (spesso in modalità ripristino non è C:, ma potrebbe essere D: o E:).
Assegniamo una lettera alla partizione EFI per lavorarci:
- select volume 2 (o il numero del vostro volume FAT32).
- assign letter=Z:
- exit
Ora ripariamo l'avvio copiando i file sani dalla cartella di Windows alla partizione EFI (Z:). Assumendo che Windows sia sul volume C:, il comando è:
bcdboot C:\Windows /s Z: /f UEFI
Se il comando restituisce "File di avvio creati correttamente", il bootloader è stato rigenerato. Possiamo riavviare.
Soluzioni software di emergenza
Se il terminale risulta troppo ostico, esistono strumenti avviabili che automatizzano questi processi. Vanno scaricati e messi su USB (usando software come Rufus) da un computer funzionante.
Lazesoft Recovery Suite
Una delle poche utility rimaste gratuite per uso domestico che funziona davvero. Lazesoft Recovery Suite Home offre un pulsante "One Click Fix". Dopo aver avviato il PC con la chiavetta creata da Lazesoft, si seleziona Windows Recovery. Il software scansiona il disco, rileva se manca il file bootmgr o se il BCD è corrotto e applica le correzioni senza chiedere input tecnici.
Super Grub2 Disk
Questo strumento non ripara Windows, ma lo "forza" ad avviarsi. Super Grub2 Disk è eccellente se il bootloader di Windows è stato sovrascritto da un'installazione Linux andata male. Una volta avviato da USB, mostra un menu "Detect any OS". Selezionando Windows dalla lista, il sistema partirà bypassando il bootloader rotto. Una volta dentro Windows, sarà più facile usare strumenti grafici per la riparazione definitiva.
Si può anche usare Hiren CD se il pc non si avvia perchè permette di caricare tutte le utility per ripristinare il boot loader e fare il fix dell'MBR. HIren CD va avviato all'accensione del computer cambiando l'ordine di boot all'avvio.
Domande frequenti e dettagli tecnici
L'operazione di ripristino può presentare ostacoli imprevisti legati alla sicurezza moderna dei PC.
- Il disco è criptato con BitLocker: Se dopo aver dato un comando il sistema chiede una chiave numerica, è obbligatorio averla. Senza la chiave di ripristino di 48 cifre (solitamente salvata nell'account Microsoft), nessun comando potrà scrivere sul disco per ripararlo.
- Errore dispositivo non trovato su SSD M.2: Se il prompt dei comandi non vede proprio il disco fisso (con list disk appare solo la chiavetta USB), il problema è nel BIOS. Bisogna entrare nel BIOS e cambiare la modalità del controller SATA/VMD da "RAID" o "Intel RST" ad "AHCI". Questo rende il disco visibile agli strumenti di ripristino standard.
- Controllare la lettera di unità corretta: In modalità ripristino (X:), la lettera assegnata a Windows potrebbe non essere C. Per essere sicuri, prima di lanciare i comandi, digitate dir C:, dir D:, ecc. finché non vedete le cartelle "Windows", "Users" e "Program Files". Usate quella lettera nei comandi bcdboot.
- Quando nulla funziona: Se neanche la rigenerazione della partizione EFI risolve, il problema potrebbe non essere il boot, ma il registro di sistema corrotto (errore c000021a o simili). In questo caso, l'unica via per non perdere i file personali è reinstallare Windows sopra la versione attuale senza formattare, creando la cartella Windows.old.
Se il sistema ancora non si dovesse avviare possiamo sempre ripristinare totalmente Windows, effettuando un'installazione pulita senza perdita dei dati personali.
Sullo stesso argomento possiamo leggere le guide su come creare un'immagine di sistema su Windows per ripristino e su come formattare e installare Windows da zero.