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Migliorare la ricezione DVB-T2: filtri, amplificatori e puntamento

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Se il segnale TV sul televisore va e viene e non riusciamo a prendere tutti i canali, Vediamo come migliorare la ricezione del digitale terrestre
Antenne TV

La transizione definitiva alle frequenze del nuovo digitale terrestre e l'adozione dello standard DVB-T2 HEVC Main 10 hanno reso evidente la fragilità di molti impianti domestici. Quello che un tempo era un segnale analogico "sporco" ma visibile, oggi è un flusso di dati digitali che non ammette errori: o si vede perfettamente, o lo schermo resta nero. Spesso la colpa viene attribuita erroneamente al televisore o alla mancata copertura di zona, mentre la causa reale si nasconde nell'incapacità del vecchio impianto di gestire le nuove modulazioni o di schermare le interferenze moderne. Prima di contattare un tecnico per un intervento oneroso, è possibile effettuare una diagnosi precisa e intervenire sui componenti critici per stabilizzare la visione.

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Capire la differenza tra Potenza e Qualità

L'errore diagnostico più frequente è basarsi esclusivamente sulla barra della potenza del segnale. Avere un livello di potenza al 100% con una qualità del segnale (spesso indicata come BER o MER) bassa o fluttuante è inutile. Questa condizione indica che l'antenna sta ricevendo molta energia, ma il segnale è corrotto da rumore di fondo o interferenze che il decoder non riesce a decodificare.

Accedendo al menu tecnico della TV (solitamente tramite il tasto Info, Stato Segnale o nelle impostazioni di Sintonia), bisogna monitorare la stabilità della barra della qualità. Se questa salta continuamente da 0 a 100, il problema non è un segnale debole, ma un segnale "sporco" o eccessivamente amplificato. In questi casi, un amplificatore aggiuntivo peggiorerebbe solo la situazione.

Conflitti con le reti 5G e 4G

Dopo la cessione della banda 700 MHz alla telefonia mobile, le frequenze che un tempo ospitavano i canali televisivi sono ora utilizzate per la trasmissione dati 5G e 4G. Un'antenna di vecchia concezione continua a captare questi segnali potenti, che saturano il centralino TV causando i classici "squadrettamenti" o la sparizione improvvisa dei canali Rai e Mediaset.

La soluzione consiste nell'installare un filtro LTE/5G da posizionare tra l'antenna e l'amplificatore, o all'ingresso del partitore domestico. Questi filtri "tagliano" le frequenze sopra i 694 MHz (canale 48), ripulendo lo spettro. L'efficacia del filtro dipende dalla sua capacità di attenuazione: per zone vicine a ripetitori telefonici, sono necessari filtri con attenuazione superiore ai 30dB.

Risintonizzazione e gestione dei conflitti LCN

A volte il problema è puramente software. Con i frequenti aggiornamenti dei Mux, i televisori possono mantenere in memoria parametri vecchi che non corrispondono più alle frequenze di trasmissione attuali. Una risintonizzazione automatica completa, scegliendo l'opzione "reinstallazione da zero" (che cancella la lista canali precedente), è il primo passo obbligato.

Durante la scansione, potrebbero verificarsi conflitti LCN (Logical Channel Number), ovvero due emittenti che pretendono la stessa posizione sul telecomando. In questi casi, la TV chiede all'utente quale canale salvare: scegliere sempre quello con la dicitura HD o quello appartenente al Mux principale nazionale per evitare di memorizzare canali fantasma locali con segnale instabile.

Orientare l'antenna

Se le verifiche interne non danno esito, è necessario controllare il puntamento dell'antenna sul tetto, che potrebbe essersi spostata a causa del vento. Per orientarsi correttamente senza un misuratore di campo professionale, si può ricorrere a strumenti digitali accessibili.

App Antenna

Una volta ottenuto l'accesso fisico all'antenna TV possiamo tentare di allentare i bulloni che la tengono fissa sull'asta e orientarla verso il ripetitore più vicino; per scoprire la posizione dei ripetitori possiamo affidarci a Google Maps (digitando ripetitore tv e il nome del comune in cui abitiamo) oppure utilizzare l'app per Android Orienta digitale terrestre Un'applicazione che sfrutta il GPS e l'accelerometro dello smartphone per visualizzare in realtà aumentata la posizione dei ripetitori. È utile per capire se nuovi ostacoli (palazzi, alberi) ostruiscono la linea visiva.

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Cambiare cavi, decoder o TV

Anche su televisori acquistati dopo il 2018, il sintonizzatore integrato potrebbe non essere abbastanza sensibile o non gestire correttamente il codec HEVC Main 10 utilizzato dai canali HD e 4K. Prima di rottamare una TV funzionante, l'installazione di un decoder DVB-T2 esterno di nuova generazione può risolvere il problema. I sintonizzatori esterni dedicati hanno spesso una circuiteria di correzione errori superiore e, essendo dispositivi "freddi" (lontani dal pannello caldo della TV), soffrono meno il degrado termico, garantendo una stabilità di visione superiore.

cavo coassiale

Cavo antenna

Il componente più trascurato è il cablaggio interno. I cavi coassiali installati decenni fa, spesso sottili (5mm) e con una calza di schermatura rada, non sono progettati per proteggere il segnale dalle interferenze elettromagnetiche generate in casa da router Wi-Fi, smartphone e dispositivi IoT. Un cavo deteriorato o piegato eccessivamente (strozzatura) perde le sue proprietà di isolamento, comportandosi come un'antenna che capta disturbi anziché trasportare il segnale.

Per escludere problemi nell'impianto a muro, si consiglia di effettuare un test collegando la TV direttamente alla presa principale d'ingresso (la prima che entra in casa) utilizzando un cavo volante di Classe A o Classe A+ con sezione da almeno 6,7mm. È fondamentale verificare anche i connettori maschio/femmina: quelli con cappuccio in plastica bianca stampata non offrono schermatura; è necessario sostituirli con connettori dotati di corpo interamente in metallo per garantire la continuità della schermatura fino al sintonizzatore.

Il cavo HDMI può disturbare la TV? Sì. Cavi HDMI economici e mal schermati agiscono come trasmettitori di interferenze. Se passano vicini al cavo dell'antenna, possono azzerare la qualità del segnale digitale terrestre su alcune frequenze specifiche.

Antenne Logaritmiche vs Direttive

La scelta dell'antenna giusta cambia radicalmente la ricezione. Le antenne Logaritmiche (dalla forma triangolare piatta) sono indicate solo se il ripetitore è vicino, a vista e trasmette tutte le frequenze dalla stessa direzione. Hanno un guadagno basso ma lineare. Al contrario, in zone con segnale debole o riflesso, è indispensabile un'antenna Direttiva (Yagi o a pannello), capace di concentrare la ricezione su un punto stretto e respingere i disturbi laterali. Utilizzare un'antenna logaritmica in una zona difficile è spesso la causa primaria di un segnale instabile.

Utilizzare un amplificatore UHF

Se non possiamo accedere all'antenna in sicurezza possiamo provare ad amplificare il segnale con un Amplificatore antenna TV, da collegare direttamente ad una presa di corrente libera presente in casa.

Aplic Amplificatore

Utilizzare questo dispositivo è davvero molto semplice: inseriamolo in una presa elettrica libera nei pressi del televisore o della presa per l'antenna TV, colleghiamo il cavo che proviene dall'antenna nella presa Ant presente nella parte inferiore del dispositivo quindi utilizziamo un altro cavo antenna libero per collegare la presa TV1 alla pressa Antenna presente sul retro del televisore.

L'amplificatore da interno serve davvero? Onestamente, dalle ricerche fatte e da alcune prove personali, mi pare proprio che nella maggior parte dei casi sia dannoso. L'amplificatore aumenta il segnale ma anche il rumore. Va utilizzato solo se il segnale all'antenna è perfetto ma si attenua a causa di un cavo molto lungo (>20 metri) o di numerose derivazioni alle prese di casa.

Per finire, si può prendere in considerazione l'acquisto di un nuovo telvisore, seguendo anche la guida alle migliori Smart TV per sistema di app da LG, Samsung, Sony e altri

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