Gestire app attive e processi in Android

In questa guida però sfateremo qualche mito legato alle memorie RAM su Android e, soprattutto, vi mostreremo come gestire veramente le app attive e la memoria RAM su qualsiasi smartphone Android.
Scopriremo che in realtà queste app non sono molto utili come pensavamo e che dobbiamo assolutamente evitarle nella gestione delle risorse della memoria, altrimenti otterremo l'effetto opposto a quello desiderato (app sempre in memoria e consumo maggiore di risorse, anche per quando riguarda la batteria.
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Ogni app aperta utilizza una porzione di memoria RAM e, in alcuni casi, risorse della CPU o della batteria. I dispositivi moderni con 8 GB o più di RAM gestiscono facilmente molteplici processi, ma quelli con 4 GB o meno possono rallentare se troppe app rimangono attive. Alcune applicazioni, come quelle di social media o messaggistica, consumano risorse in background per sincronizzazioni o notifiche. Non tutte, però, sono utili: app mal ottimizzate possono rallentare il dispositivo o scaricare la batteria senza motivo.
Android, dalla versione Marshmallow, ha introdotto funzionalità come Doze e App Standby per limitare l’attività delle app inutilizzate. Tuttavia, un controllo manuale può fare la differenza, specialmente su dispositivi meno recenti.
Visualizzare app attive e processi
Per capire cosa è in esecuzione, Android offre strumenti integrati. Il menu delle app recenti, accessibile con un tocco sull’icona quadrata nella barra di navigazione o uno swipe verso l’alto con le gesture, mostra le applicazioni aperte di recente.
Per dettagli più approfonditi, si possono usare le Opzioni sviluppatore:
- Aprire Impostazioni e andare su Informazioni sul telefono.
- Toccare più volte Numero build (circa 7 volte) per sbloccare le Opzioni sviluppatore.
- Tornare in Impostazioni > Sistema > Opzioni sviluppatore.
- Scorrere fino a Servizi in esecuzione per vedere app e processi attivi, con dati su RAM e CPU.
Questo elenco mostra sia le app aperte sia i servizi di sistema o di terze parti in background. Ad esempio, un’app di streaming potrebbe consumare risorse anche dopo la chiusura. Interrompere processi di sistema, come quelli “Google” o “Android”, può causare instabilità, quindi è meglio concentrarsi sulle app di terze parti.
Come visto in una precedente guida, per ottimizzare Android, liberare memoria e terminare processi non dobbiamo assolutamente usare task manager o gestori di app.Chiudere le app: quando è necessario
Chiudere tutte le app in background non sempre migliora le prestazioni. Android usa la RAM in modo strategico, mantenendo le app recenti in memoria per riaprirle rapidamente senza sovraccaricare la CPU. Forzare la chiusura, ad esempio con “Cancella tutto” nel menu delle app recenti, può spingere il sistema a ricaricare le app da zero, consumando più energia.
La chiusura è utile in casi specifici:
- App bloccate o non responsive.
- App che consumano troppa batteria o RAM, verificabile in Impostazioni > Batteria > Utilizzo batteria.
- App poco usate che si sincronizzano in background.
Per chiudere un’app, trascinarla via dal menu delle app recenti o andare in Impostazioni > App > [Nome app] > Forza interruzione. Alcune app potrebbero riavviarsi automaticamente se progettate per farlo.
Se vogliamo davvero risparmiare memoria su Android, l'unica mossa saggia da effettuare è chiudere quante più app possibili che rimangono in background nel gestore delle app integrato: facciamo quindi clic sul simbolo quadrato o sul simbolo con le tre linee ed effettuiamo lo swipe delle app che non vogliamo restino più in memoria.Così facendo non andremo a chiudere completamente l'app, ma solo la finestra d'esecuzione della stessa: i servizi e gli eventuali processi in background associate ad essarimarranno attivi, così da poter ricevere comunque le notifiche.
Se abbiamo un telefono con 4 GB o più di RAM non conviene nemmeno eseguire questa mossa, lasciamo tranquillamente le app in esecuzione senza problemi.
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Strumenti integrati per l’ottimizzazione
Android offre funzionalità per gestire le app senza software esterni. La Batteria Adattiva, introdotta con Android 9 Pie, limita l’attività delle app meno usate. Per attivarla:
- Andare in Impostazioni > Batteria > Preferenze adattive.
- Abilitare Batteria Adattiva e Sospensione app non usate, se disponibile.
Il sistema Doze, attivo dalla versione Android 6, iberna le app quando lo schermo è spento, riducendo il consumo di batteria. Su dispositivi con interfacce personalizzate (come Xiaomi o Huawei), la gestione aggressiva delle app può bloccare notifiche di app come WhatsApp o Gmail. Per evitarlo:
- Andare in Impostazioni > App > Gestione app.
- Selezionare l’app e attivare Consenti esecuzione in background.
Configare la whitelist è essenziale per garantire che le app importanti rimangano attive.
App di terze parti: utili o superflue?
I vecchi task killer promettevano di liberare memoria, ma spesso causavano più problemi, consumando risorse o rallentando il sistema. Gli esperti sconsigliano il loro uso, dato che Android gestisce la RAM in modo efficiente.
Per chi vuole un controllo avanzato, app come Greenify potenziano Doze ibernando le app selezionate quando lo schermo è spento, preservando le notifiche. È ideale per dispositivi con poca RAM. Un’altra opzione è System Monitor, che mostra in tempo reale l’uso di RAM, CPU e batteria, utile per identificare processi anomali. Terminare processi di sistema, però, richiede cautela per evitare crash.
LEGGI ANCHE: Chiudere le app in background su iOS e Android è inutile e non servePrepararsi al futuro di Android
Con versioni come Android 15 e successive, la gestione delle app sarà sempre più automatizzata grazie a funzionalità come l’ibernazione automatica e l’ottimizzazione predittiva basata sull’IA. Per restare al passo:
- Aggiornare regolarmente il sistema operativo.
- Evitare app da fonti non sicure, che potrebbero eseguire processi nascosti o malware.
- Monitorare il consumo di batteria tramite le impostazioni integrate.
Un punto controverso è l’ottimizzazione aggressiva di alcune interfacce, come quelle di Xiaomi o Oppo, che chiudono le app in background, causando la perdita di notifiche. Questo approccio, utile per la batteria, può risultare frustrante. Configurare correttamente la whitelist è quindi cruciale.
Opzioni per utenti avanzati: Root
Con i permessi di root, app come Magisk offrono un controllo granulare sui processi, ma il root comporta rischi come la perdita della garanzia. Un’alternativa è usare ADB senza root:
- Abilitare Opzioni sviluppatore e Debug USB.
- Collegare il dispositivo a un PC e usare il comando
adb shell settings put global background_process_limit 0
per limitare i processi in background.
Questo metodo richiede competenze tecniche e un backup dei dati per evitare problemi.
Dopo aver letto questa guida sapremo sicuramente come funziona Android e come comportarsi con la gestione della memoria, senza affidarsi per forza ad app "miracolose" che di miracoloso non hanno un bel niente.Se desideriamo controllare il consumo di batteria da parte di un'app, possiamo utilizzare sia il menu integrato sia un'app nettamente migliore per controllare quale app consuma più batteria su Android, come consigliata nella guida che abbiamo inserito come link.
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