Usare vecchio modem come Access Point WiFi e Switch

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Convertire modem inutilizzati in punti d'accesso di rete. Procedura LAN-LAN per disabilitare DHCP, impostare IP statici ed estendere la copertura
Usare vecchio modem

Accumulare dispositivi elettronici nei cassetti o negli scatoloni in soffitta è diventata una prassi comune, specialmente quando si cambia operatore telefonico e ci si ritrova con modem perfettamente funzionanti ma apparentemente inutili. Molti tentano di trasformare questi apparecchi in "ripetitori" che captano il segnale senza fili e lo rilanciano, ma si scontrano presto con la dura realtà: i firmware proprietari installati dai provider (come quelli dei vecchi hub TIM, Vodafone o WindTre) bloccano quasi sempre questa funzionalità specifica.

Invece di lasciare che prendano polvere, la soluzione più intelligente e performante è configurarli come Access Point (AP) collegati via cavo al router principale. Questa configurazione, tecnicamente definita connessione LAN-to-LAN, garantisce che la banda non venga dimezzata (problema tipico dei range extender economici) e offre porte ethernet aggiuntive per collegare TV, console o PC fissi.

Dopo aver disegnato la mappa di rete per vedere dove prende meglio il segnale e dopo aver analizzato le reti cosi da migliorare il segnale wifi possiamo aumentare la copertura del Wi-Fi riciclando un vecchio modem o router, collegandolo in cascata e ampliando così la rete senza dover acquistare dei range extender dedicati.

LEGGI ANCHE: Configurare un access point Wifi come ripetitore del router primario

Reset e preparazione dell'hardware

Prima di iniziare qualsiasi configurazione, è imperativo riportare il dispositivo allo stato di fabbrica. Questo passaggio elimina vecchie impostazioni PPPoE, password dimenticate o residui di configurazioni dell'operatore precedente che potrebbero interferire.

  • Individuare il piccolo foro sul retro del dispositivo etichettato come Reset.
  • Con il router acceso, inserire una graffetta o uno spillo e tenere premuto per circa 10-15 secondi.
  • Attendere che i LED lampeggino simultaneamente e che il dispositivo si riavvii completamente.

Per la fase iniziale, non collegare ancora il vecchio router alla rete internet o al modem principale. Collegarlo invece direttamente a un computer tramite un cavo Ethernet inserito in una delle porte LAN (solitamente gialle). Questo isolamento evita conflitti immediati di indirizzi IP.

Assegnazione IP statico e prevenzione conflitti

Accedere all'interfaccia di gestione digitando nel browser l'indirizzo IP predefinito (spesso 192.168.1.1 o 192.168.0.1, verificabile sull'etichetta sotto l'apparecchio). Se il router principale di casa utilizza lo stesso indirizzo, nasce un conflitto che blocca l'intera rete.

L'obiettivo è assegnare al vecchio router un IP statico che appartenga alla stessa sottorete del router principale, ma che sia diverso dal gateway e fuori dal range di assegnazione automatica. Supponendo che il router principale abbia IP 192.168.1.1:

  1. Andare nelle impostazioni LAN o Rete Locale del vecchio router.
  2. Modificare l'indirizzo IP in 192.168.1.254 (o un altro indirizzo libero come 192.168.1.2). Scegliere un indirizzo alto aiuta a tenerlo fuori dai piedi.
  3. Salvare le impostazioni. Il router si riavvierà: digitare il nuovo indirizzo nel browser per rientrare.

Accesso futuro: Una volta disabilitato il DHCP, per rientrare nelle impostazioni del vecchio router bisognerà impostare manualmente un IP statico sulla scheda di rete del PC usato per la gestione (es. 192.168.1.50), altrimenti il browser non raggiungerà l'interfaccia.

Disattivazione del server DHCP e servizi superflui

Il passaggio che determina il successo dell'operazione è la gestione del DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol). In una rete domestica deve esistere un solo "vigile" che assegna gli indirizzi ai dispositivi connessi, ruolo che spetta esclusivamente al router principale collegato a internet.

Cercare la voce DHCP Server nelle impostazioni LAN e selezionare Disabilita (o togliere la spunta). Se si dimentica questo passaggio, i dispositivi collegati non sapranno a quale gateway chiedere l'accesso a internet, risultando connessi al WiFi ma senza navigazione.

Seguendo la rotta di Navigaweb verso l'ottimizzazione, è utile disattivare anche:

  • Firewall SPI / NAT: Non servono, la sicurezza è gestita a monte dal router principale.
  • UPnP: Inutile su un dispositivo che funge da semplice switch.

Disattivare questi servizi alleggerisce il carico sulla CPU del vecchio apparato, rendendolo più reattivo e stabile nel tempo.

Configurazione WiFi e collegamento fisico

Per la parte wireless, configurare il nome della rete (SSID) e la password pone di fronte a una scelta: unica rete o due reti wifi separate.

  • Stesso nome e password: I dispositivi vedranno una sola rete. Tuttavia, a differenza dei moderni sistemi Mesh, il passaggio da un router all'altro non sarà istantaneo. Vecchi router non gestiscono protocolli di roaming avanzati, quindi lo smartphone potrebbe restare agganciato al segnale debole del router lontano finché non perde completamente la connessione.
  • Nomi diversi (es. WiFi-Salotto): È la scelta tecnicamente più pulita per hardware datato. Permette di forzare manualmente la connessione al punto di accesso più vicino, garantendo sempre la massima velocità.

Una volta salvato tutto, spegnere il vecchio router. Collegare un cavo Ethernet da una porta LAN del router principale a una porta LAN del vecchio router (ignorare la porta WAN/Internet). Accendere tutto: ora il vecchio "fermacarte" è diventato uno switch a 4 porte con Access Point integrato.

Se non è possibile passare il cavo

Se stendere un cavo Ethernet per casa non è fattibile, l'alternativa più solida non è il WiFi, ma l'uso di una coppia di adattatori Powerline. Questi dispositivi trasportano il segnale dati attraverso l'impianto elettrico da una presa all'altra, offrendo al vecchio router un punto di ingresso cablato stabile, molto superiore a qualsiasi ripetitore wireless.

Opzioni avanzate: Wireless Bridge e Firmware Custom

Se l'obiettivo è evitare del tutto i cavi e usare il vecchio router per captare il WiFi ed estenderlo via WiFi (modalità Repeater Bridge), i firmware originali sono spesso deludenti o bloccati. La funzione WDS è obsoleta e insicura.

L'unica via per ottenere un vero ponte wireless su hardware datato è sostituire il software interno con firmware open source come OpenWrt o DD-WRT. Questi sistemi operativi basati su Linux sbloccano funzioni professionali, permettendo alla radio WiFi di agire come "Client" della rete principale. È un'operazione complessa che richiede di verificare la compatibilità specifica del modello (revisione hardware inclusa) e comporta rischi di blocco del dispositivo, ma trasforma radicalmente le capacità dell'hardware.

Se cerchiamo altri trucchi per migliorare la connessione wireless, vi rimandiamo alla lettura della nostra guida con i 10 modi per migliorare la copertura della rete Wifi di casa.