Rintracciare il mittente di un'email dall'intestazione
Arriva un'email che sembra ufficiale, magari con il logo di una banca, di un corriere o di un ente pubblico, ma c'è qualcosa che non quadra. Il tono è troppo urgente, chiedono di cliccare su un link strano o dicono che abbiamo un pagamento in sospeso. Invece di cancellare subito il messaggio o, peggio ancora, fidarsi, possiamo fare un piccolo lavoro di investigazione per capire chi c'è davvero dietro quella scritta. La prova di chi ha spedito l'email non è scritta nel nome del mittente, che può essere falsificato in due secondi, ma è nascosta in un codice che quasi nessuno guarda: l'intestazione.
Immaginate l'email come una lettera di carta. Quello che vediamo noi è il foglio scritto, ma l'intestazione è la busta. Sulla busta ci sono tutti i timbri degli uffici postali che hanno smistato la lettera prima che arrivasse a casa nostra. Ogni "timbro" digitale ci dice quale computer ha toccato il messaggio e, soprattutto, da dove è partito il primo impulso.
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Dove trovare i dati nascosti nel messaggio
I programmi di posta nascondono queste informazioni perché sono piene di codici e numeri che potrebbero spaventare l'utente medio. Però, tirarle fuori è semplicissimo, basta sapere dove cliccare.
- Su Gmail: Aprite l'email dal computer. In alto a destra, accanto al tasto per rispondere, trovate i tre puntini verticali. Cliccateci e scegliete Mostra originale.
- Su Outlook (web): Aprite l'email, cliccate sui tre puntini in alto a destra, andate su Visualizza e poi su Visualizza origine messaggio.
- Su Yahoo Mail: Aprite il messaggio, cliccate sulla freccia verso il basso accanto al pulsante Altro e scegliete Visualizza intestazione completa.
- Su Apple Mail (Mac): Aprite il messaggio, andate nel menu in alto su Vista, poi Messaggio e infine Formato Sorgente.
Come leggere il codice senza impazzire
A questo punto vi troverete davanti a un muro di testo fatto di date, sigle in inglese e numeri. Non serve essere un programmatore per orientarsi. La cosa fondamentale è cercare la riga che inizia con Received: from. Queste righe vanno lette dal basso verso l'alto: l'ultima riga in fondo è quella che indica il primo computer che ha inviato l'email.
L'indirizzo IP che ci interessa è quello scritto tra parentesi quadre (ad esempio [65.45.32.156]). Ma attenzione a non fare confusione: non tutti i numeri che vedete sono utili. Se l'indirizzo che trovate inizia con 10., 192.168. oppure è esattamente 127.0.0.1, fermatevi subito. Quelli sono indirizzi IP interni, ovvero appartengono alla rete locale del mittente o al suo router, e non possono essere localizzati su una mappa mondiale.
Cercare l'IP giusto a mano tra migliaia di caratteri è noioso e si rischia di sbagliare. Per questo la rotta di Navigaweb suggerisce di usare questo "analizzatore" gratuito. Invece di leggere tutto voi, incollate il codice, premete il tasto e il sistema vi disegnerà una tabella chiara con tutti i passaggi che l'email ha fatto, isolando l'IP di partenza
Email Header Analyzer Pro
Incolla l'intestazione (header) della tua email per analizzare il percorso, l'autenticazione e l'origine del messaggio.
Informazioni Generali
Verifica Autenticazione
Analisi del Percorso (Hops)
| # | Server / Percorso |
|---|
Un'altra alternativa professionale è Google Admin Toolbox Messageheader oppure MXToolbox, ottimo per capire se il server che ha inviato il messaggio è finito in qualche lista nera di spammer.
Localizzare il mittente sulla mappa
Una volta che avete l'indirizzo IP reale, potete scoprire a che punto del mondo corrisponde. Non vi darà l'indirizzo di casa del mittente, ma vi dirà la città, la nazione e l'azienda che fornisce la connessione internet.
Potete usare siti semplici come WhatIsMyIPAddress o IP Location. Inserite l'IP e vedrete subito la provenienza. Se l'email dice di essere della vostra banca, ma l'IP punta a un server in un paese remoto, avete la prova schiacciante che si tratta di una truffa.
Il limite delle webmail: quando l'indagine si ferma
C'è un dettaglio importante. Se chi vi scrive usa un programma installato sul PC, l'IP che trovate è quasi sempre quello della sua connessione reale. Ma se il mittente usa la versione web di Gmail o Outlook.com, l'indirizzo IP che vedrete sarà quello dei server di Google o Microsoft. Questo succede perché i grandi provider nascondono l'IP dell'utente per proteggere la sua privacy.
Se l'IP non è disponibile o la localizzazione non vi convince, non tutto è perduto. Potete provare a fare una ricerca inversa dell'indirizzo email. Spesso le persone usano la stessa mail per l'account di Facebook o per altri social. Una ricerca veloce su questi network potrebbe rivelare l'identità del mittente. Per chi vuole andare più a fondo, esistono motori di ricerca specializzati in persone che scansionano il web per trovare a chi appartiene un contatto.
Se invece l'indagine vi serve per motivi di sicurezza, potrebbe interessarvi scoprire se qualcuno sta leggendo le vostre email a vostra insaputa, un problema che spesso va di pari passo con le comunicazioni sospette.
Cose che capitano spesso durante l'indagine
Quando si va a caccia del mittente, ci sono alcuni scenari classici che possono confondere:
- Email anonime: Se l'email arriva da servizi criptati come ProtonMail, l'IP originale viene cancellato. In questi casi non c'è strumento gratuito che tenga; l'unica via è la denuncia alla Polizia Postale. Per curiosità, se volete sapere come fare voi a inviare email anonime non tracciabili, abbiamo una guida dedicata.
- Minacce di estorsione: Molti ricevono email che dicono "Ho hackerato il tuo PC, ecco il tuo IP". Analizzando l'intestazione, si scopre quasi sempre che partono da server automatici inviati a milioni di persone. È un bluff totale.
- Ricerca per immagine: Se il truffatore ha usato una foto profilo falsa, potete provare a fare una ricerca per immagini per vedere se quella foto è stata rubata da qualche altro profilo social.
- Proteggere se stessi: Se non volete che qualcuno faccia queste indagini su di voi, l'unica soluzione è usare una VPN. La VPN sostituisce il vostro IP di casa con quello di un server in un'altra città.
diario di bordo di Navigaweb
Ho passato anni a analizzare email sospette e vi dico una cosa: i truffatori sono diventati bravissimi a scrivere, usano l'intelligenza artificiale per non fare più errori di grammatica e i loro loghi sono identici a quelli originali. Però, c'è una cosa che non possono cambiare: le regole tecniche di internet. Possono mentire sul nome che appare nello schermo, ma non possono mentire al server che trasporta l'email. Imparare a guardare l'intestazione è come avere un superpotere che vi permette di vedere attraverso le bugie. Il mio consiglio è di non avere fretta: se un'email vi mette ansia o vi chiede soldi, fermatevi due minuti, aprite l'originale e guardate i timbri. La verità è quasi sempre scritta lì, in fondo a quella pagina di codici.
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