Velocizzare avvio PC: Stop ai programmi automatici
Attendere che il desktop diventi reattivo mentre il cursore del mouse mostra l'icona di caricamento è un'esperienza frustrante. Spesso si incolpa l'hardware datato, pensando sia necessario acquistare un nuovo disco SSD o aumentare la memoria RAM, quando il vero colpevole è l'accumulo di software che pretendono di avviarsi insieme al sistema operativo. Decine di processi in competizione per le risorse durante i primi secondi di accensione possono paralizzare anche macchine performanti.
Molti sviluppatori impostano i loro programmi per l'apertura automatica di default. Questo comportamento serve a far sembrare quel singolo software più veloce al momento dell'uso, ma il costo collettivo di client come Steam, strumenti come Teams o i vari updater di Adobe e Google rallenta drasticamente il computer. Ripulire questa lista non serve solo a ridurre i tempi di attesa, ma libera risorse preziose per le attività che realmente servono.
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Il metodo moderno: Impostazioni di Windows
Nelle versioni più recenti di Windows 10 e Windows 11, Microsoft ha spostato la gestione dell'avvio in un pannello dedicato, più chiaro del vecchio Task Manager e integrato nel sistema. È il punto di partenza ideale per una pulizia rapida.
Per accedere a questa sezione, aprire il menu Start e selezionare l'icona dell'ingranaggio Impostazioni, quindi recarsi su App e infine su Avvio. Qui appare una lista completa delle applicazioni che possono auto-avviarsi. Ogni voce è accompagnata da un interruttore On/Off e, molto utilmente, da un indicatore di impatto (Basso, Medio, Alto, Nessuno).
L'azione consigliata è disattivare tutti gli interruttori relativi a software non essenziali. Lasciare attivi solo driver audio, gestori della scheda video e l'antivirus. Tutto il resto può essere aperto manualmente solo quando serve.
Il metodo classico: Gestione Attività
Per chi preferisce gli strumenti tradizionali o si trova su versioni di Windows meno recenti, la "Gestione Attività" o il task manager di Windows 10 e Windows 11 rimane un solido alleato. Permette di vedere in tempo reale cosa sta succedendo.
Premere contemporaneamente i tasti CTRL + MAIUSC + ESC sulla tastiera. Se la finestra appare ridotta, cliccare su "Più dettagli" in basso. Spostarsi quindi sulla scheda Avvio. Per impedire a un programma di partire:
- Selezionare il software dalla lista.
- Cliccare con il tasto destro del mouse.
- Scegliere Disabilita.
Questa operazione è reversibile in qualsiasi momento ed è priva di rischi: non si sta disinstallando nulla, si sta solo revocando il permesso di partenza automatica.
La cartella nascosta "Esecuzione Automatica"
Esiste un metodo di avvio più datato che sfugge ai controlli delle impostazioni principali. Windows mantiene una cartella specifica, la cartella Esecuzione automatica, dove qualsiasi collegamento inserito viene lanciato al login dell'utente. Qui spesso si annidano script aziendali o piccoli tool dimenticati.
Per ispezionare questa directory, premere WIN + R per aprire la finestra "Esegui", digitare il comando shell:startup e premere Invio. Si aprirà una finestra di Esplora Risorse. Se si trovano collegamenti a programmi inutili in questa cartella, è sufficiente eliminarli come si farebbe con un normale file. Questo rimuove l'ordine di avvio senza cancellare il programma dal disco.
Analisi con Autoruns
Quando i metodi standard non bastano, o quando si sospetta la presenza di software persistenti (magari residui di disinstallazioni incomplete o malware che si fingono servizi legittimi), serve uno strumento professionale. Seguendo la rotta di Navigaweb verso un'analisi tecnica approfondita, lo strumento definitivo per questo scopo è Autoruns.
Parte della suite Microsoft Sysinternals, questo software gratuito scansiona ogni singolo punto del registro di sistema e del file system. Ecco come utilizzarlo per una pulizia avanzata:
- Scaricare Autoruns dal sito ufficiale Microsoft.
- Estrarre l'archivio ed eseguire Autoruns64.exe come amministratore.
- Attendere il completamento della scansione e selezionare la scheda Logon.
Le voci evidenziate in giallo indicano percorsi di file non più esistenti: sono "spazzatura" digitale che rallenta il registro e possono essere eliminate (tasto destro, Delete). Togliere la spunta alle altre voci disabilita l'avvio. Attenzione: Autoruns è potente e permette di spegnere anche componenti vitali di Windows. Se non si conosce il significato di una voce, è prudente fare una ricerca online sul nome del file prima di agire. Ad esempio, cercare il nome del processo su siti come ProcessLibrary aiuta a capire se è essenziale.
Se Autoruns risultasse troppo confuso, nella lista dei programmi per gestire l'avvio automatico in Windows e del computer è possibile trovare alternative più semplici, focalizzate solo sui programmi in esecuzione automatica.
Gestire i Servizi e Microsoft PC Manager
Non tutti i rallentamenti sono causati da programmi visibili. Molti software installano "Servizi" che girano silenziosamente in background. Premendo WIN + R e digitando msconfig, si accede alla scheda Servizi. È fondamentale spuntare la casella Nascondi tutti i servizi Microsoft in basso a sinistra prima di procedere. Quello che rimane è l'elenco dei servizi di terze parti (come gli aggiornamenti di Google o i servizi di manutenzione Mozilla). Disabilitare i servizi di update può velocizzare il sistema, ma bisogna ricordare di aggiornare manualmente i programmi.
Per chi cerca una soluzione "tutto in uno" più moderna e meno manuale, Microsoft ha recentemente rilasciato Microsoft PC Manager. Questa applicazione ufficiale offre una sezione "Apps management" che aggrega i processi di avvio e suggerisce quali disattivare basandosi sui dati di utilizzo, semplificando notevolmente la manutenzione per l'utente meno esperto.
Ritardare invece di disattivare
A volte un programma serve davvero all'avvio, ma non è necessario che parta immediatamente bloccando tutto il resto. Un approccio intelligente è l'uso di software che introducono un ritardo programmato. Applicazioni come Startup Delayer consentono di impostare un timer per ogni processo.
Invece di lanciare browser, client di posta e gestore audio simultaneamente, si può configurare il sistema per avviare i driver subito, il browser dopo 20 secondi e gli altri tool dopo un minuto. Questo scagliona il carico sulla CPU e sul disco, rendendo il PC utilizzabile quasi istantaneamente dopo il login.
Altro da sapere per ottimizzare l’avvio
Esplorando fonti inglesi, emergono alcune strategie meno convenzionali per velocizzare l’avvio:
- Impatto degli SSD: Su PC dotati di moderni SSD NVMe, l'impatto dei programmi all'avvio è meno evidente rispetto ai vecchi dischi meccanici (HDD), poiché la velocità di lettura è enormemente superiore. Tuttavia, il consumo di RAM e cicli CPU rimane invariato.
- Il tempo BIOS: Nella scheda Avvio di Gestione Attività viene mostrato il "Tempo ultima chiamata BIOS". Se questo valore supera i 15-20 secondi, il problema risiede nella scheda madre o nelle periferiche USB collegate, non in Windows.
- Fast Startup (Avvio Rapido): Windows utilizza una tecnica di ibernazione ibrida per avviarsi velocemente. Se, paradossalmente, il PC è lento o instabile all'accensione, provare a disattivare questa funzione nel Pannello di Controllo (Opzioni Risparmio Energia) può forzare un avvio pulito e risolvere conflitti di driver.
- Software per periferiche RGB: Suite come iCue, Synapse o G Hub sono notoriamente pesanti. Se non si necessita di macro complesse o effetti luce sincronizzati appena acceso il PC, rimuoverli dall'avvio automatico può liberare centinaia di MB di memoria.
- Controllare le attività pianificate: molti software si avviano tramite il Task Scheduler di Windows. Per verificarlo, premere Win+R, digitare taskschd.msc e cercare attività associate a programmi non essenziali. Disabilitarle richiede cautela, ma può liberare risorse.
- Disattivare i servizi non necessari: alcuni software si avviano come servizi di Windows. Digitando services.msc in Win+R, si accede all’elenco dei servizi, dove è possibile impostare l’avvio su “Manuale” o “Disabilitato” per quelli non vitali.
Quando l’avvio lento non dipende dai programmi
Se, dopo aver ottimizzato l’avvio, il PC rimane lento, il problema potrebbe essere altrove. Un disco rigido tradizionale (HDD) è molto più lento di un SSD, e passare a quest’ultimo può dimezzare i tempi di caricamento. Anche un sistema non aggiornato o pieno di file inutili può influire. Eseguire un aggiornamento di Windows e una pulizia con Pulizia Disco (accessibile cercando “Pulizia Disco” nella barra di ricerca) può aiutare. Per chi sospetta malware, una scansione con un antivirus affidabile come Malwarebytes è una mossa intelligente.
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