Ascoltare Spotify su vecchi stereo e casse senza internet
Esiste un paradosso tecnologico in molte case: l'impianto audio migliore è spesso quello che usiamo meno. Magari in salotto troneggia un amplificatore degli anni '90 con casse in legno dalla resa sonora eccezionale, oppure una soundbar acquistata qualche anno fa che funziona benissimo con la TV ma non sa cosa sia Spotify. Intanto, ci riduciamo ad ascoltare la musica dalle casse gracchianti del PC o da piccoli assistenti vocali, solo per la comodità di dire "metti un po' di musica".
La qualità audio non dovrebbe essere sacrificata sull'altare della connettività . Rendere "intelligente" un vecchio stereo o collegare lo smartphone a casse puramente analogiche è un'operazione che richiede pochi cavi e, in alcuni casi, accessori dal costo irrisorio. In questo articolo analizzeremo le strade migliori per unire questi due mondi, partendo dalla pura fedeltà del cavo fino ai moderni ricevitori che viaggiano nell'aria.
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Il collegamento via Cavo (AUX e RCA)
Se la priorità assoluta è la qualità audio, la soluzione fisica batte ancora qualsiasi trasmissione senza fili. Il segnale passa direttamente dalla sorgente all'amplificatore senza compressioni aggiuntive.
La maggior parte degli stereo, anche quelli di trent'anni fa, possiede ingressi chiamati AUX, CD, TAPE o TUNER. Sono quasi sempre connettori rossi e bianchi (RCA). Per collegare uno smartphone o un tablet, basta un cavo da Jack 3.5mm a RCA.
C'è però un ostacolo moderno: molti telefoni non hanno più il jack per le cuffie. Qui entra in gioco il DAC (Convertitore Digitale-Analogico). Invece di usare un semplice adattatore passivo da pochi euro (che spesso introduce fruscio), l'ideale è acquistare un piccolo dongle USB-C con DAC integrato. Questo chip pulisce il suono prima di inviarlo alle casse, garantendo un volume più alto e una dinamica migliore rispetto all'uscita cuffie standard dei vecchi cellulari.
Adattatori Bluetooth: Comodità vs QualitÃ
Se non vuoi essere vincolato da un filo lungo tre metri che attraversa il salotto, il ricevitore Bluetooth è la scelta più comune. Si tratta di scatolette che si collegano alla presa elettrica e, tramite cavo, all'ingresso AUX dello stereo. Tu ti colleghi al ricevitore col telefono, e lui gira l'audio alle casse.
Attenzione però a cosa si compra. Il Bluetooth standard comprime molto la musica, tagliando le frequenze alte e i bassi profondi. Per evitare l'effetto "radio FM disturbata", bisogna cercare ricevitori che supportino il codec aptX o aptX HD (se hai Android) o AAC (se usi iPhone). Un esempio affidabile è il ricevitore di Logitech o le varianti più avanzate di marchi come 1Mii che integrano antenne a lungo raggio.
La rotta di navigaweb: Streamer Wi-Fi per l'alta fedeltÃ
Mentre tutti si accontentano del Bluetooth, c'è un modo superiore per gestire la musica: il Wi-Fi. Utilizzando la rete domestica, il telefono non invia l'audio, ma dice all'adattatore di prenderlo direttamente da internet. Niente interruzioni se ti chiamano, niente limiti di distanza in casa e qualità CD.
Qui seguiamo la rotta di navigaweb consigliando di bypassare i sistemi chiusi e costosi. La soluzione migliore oggi è un dispositivo chiamato WiiM Mini. È un piccolo disco che costa una frazione di un sistema Sonos, si collega all'ingresso ottico o analogico del tuo vecchio stereo e lo rende immediatamente compatibile con Spotify Connect e AirPlay 2. È l'erede spirituale del defunto Chromecast Audio, ma più potente.
Usare Echo Dot come ponte intelligente
Pochi sanno che i meno recenti smart speaker di Amazon, in particolare gli Echo Dot (fino alla 4ª generazione, la 5ª ha rimosso questa funzione), hanno un'uscita audio jack 3.5mm sul retro. Questa non serve per le cuffie, ma proprio per collegarli a casse esterne.
Configurando l'Echo Dot nell'app Alexa e impostandolo come dispositivo di riproduzione predefinito, puoi dire "Alexa, metti i Pink Floyd" e la musica non uscirà dalla piccola cassa dell'Echo, ma esploderà dalle potenti casse del tuo impianto Hi-Fi a cui è collegato via cavo. È il modo più economico per dare comandi vocali a un amplificatore del 1990.
Il trucco del vecchio Smartphone "Mule"
Se hai un vecchio smartphone o tablet che prende polvere, puoi trasformarlo in un componente fisso del tuo impianto stereo. Ecco la procedura:
- Formatta il vecchio telefono e installa solo Spotify.
- Collegalo al caricabatterie e all'ingresso dello stereo via cavo (garantendo la massima qualità ).
- Connettilo al Wi-Fi.
- Apri Spotify sul tuo telefono principale (quello che hai in tasca).
Grazie a Spotify Connect, vedrai il vecchio telefono nella lista dei dispositivi disponibili. Selezionalo e la musica partirà dallo stereo. In questo modo il tuo telefono attuale funge solo da telecomando, non consuma batteria e puoi anche uscire di casa lasciando la musica andare per gli altri.
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Sincronizzare casse intelligenti (Google e Alexa)
Se in casa hai già degli smart speaker, la procedura è indolore ma spesso ignorata. Non si deve usare l'app di Spotify per raggrupparli, ma l'app di gestione dello speaker.
- Su Google Home: Apri l'app, tocca il simbolo "+", scegli "Crea gruppo di altoparlanti", seleziona i dispositivi (es. Google Nest, Chromecast, JBL con Link) e dai un nome al gruppo (es. "Tutta Casa").
- Su Amazon Alexa: Vai su "Dispositivi", tocca il "+" in alto a destra, seleziona "Combina altoparlanti", scegli "Musica multi-stanza" e seleziona gli Echo disponibili.
Dopo aver creato il gruppo, riavvia Spotify. Troverai "Tutta Casa" nella lista dei dispositivi disponibili. Se però hai casse "stupide" (vecchi stereo o semplici speaker Bluetooth), questa via è preclusa. Qui serve ingegno.
Se amiamo particolarmente ascoltare la musica trasmessa via radio vi invitiamo a leggere anche le nostre guide Come ascoltare la radio online gratis su PC e siti web e Migliori app per ascoltare Radio FM e musica in streaming su Android e iPhone.
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