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Smartphone che si spegne o riavvia e le cause del problema

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Il telefono tende a riavviarsi di continuo senza un motivo? Scopriamo insieme le cause e come rimediare.
Riavvio telefono

Il display segna il trenta per cento di carica. Si apre l'app della fotocamera per scattare una foto e, all'improvviso, lo schermo diventa nero. Il dispositivo muore. Non è un banale bug del sistema operativo o l'effetto di un virus. Abbiamo analizzato i log di un dispositivo con questo comportamento, riscontrando un crollo di tensione netto nel momento in cui il modulo fotografico richiedeva un picco di corrente. La resistenza interna della batteria, usurata da troppi cicli di ricarica rapida, non riusciva a sostenere lo sforzo. Il sistema di protezione hardware ha tagliato l'alimentazione per evitare danni permanenti. Spesso i centri assistenza propongono di cambiare la scheda madre, ma l'analisi dei circuiti rivela che il colpevole è un componente che costa poche decine di euro.

LEGGI ANCHE: Riavvio Forzato di Android se bloccato o non si accende più

Il crollo di tensione e l'usura chimica

Le case produttrici non mostrano i dati reali sullo stato di salute delle celle energetiche. Sui sistemi Android, i menu mostrano grafici sul consumo orario, ma non forniscono i valori di voltaggio in tempo reale. Questo costringe a tirare a indovinare o, come sperano i reparti commerciali, a comprare un modello nuovo.

Una batteria logora mantiene una finta percentuale alta quando il telefono è a riposo. Sotto carico, invece, crolla. Il riavvio spontaneo avviene quasi sempre quando il processore esegue un'operazione intensa, come il rendering di un video o l'apertura di un gioco pesante. Il processore chiede energia, la batteria non la eroga abbastanza velocemente, il voltaggio scende sotto la soglia minima di sicurezza e lo smartphone esegue uno spegnimento di emergenza.

A questo si aggiungono i problemi di ricarica inefficiente. Succede che il dispositivo segnali il cento per cento, ma la carica sia superficiale a causa di un cavo danneggiato o di un caricatore che non gestisce correttamente il protocollo di ricarica rapida. In questi casi, spegnere il telefono e caricarlo a macchina spenta aiuta a capire se il problema è l'alimentatore o la cella energetica stessa.

Il "fantasma" del tasto d'accensione

Telefono accensione

Esiste un problema meccanico che spesso viene scambiato per un guasto alla scheda madre: il blocco del tasto Power. Capita che il tasto risulti fluido al tatto, ma che a livello di contatto interno sia rimasto incastrato. Questo crea un loop infinito di riavvii perché il sistema riceve l'ordine costante di spegnersi e accendersi.

Per sbloccare questa situazione, possiamo provare a premere il tasto ripetutamente per dieci o quindici volte in modo rapido, oppure tenere premuto per dieci secondi netti. Se il blocco è causato da sporcizia o ossidazione, l'uso di una bomboletta di aria compressa può aiutare, a patto di non soffiare troppo vicino per evitare di spostare i componenti interni. Se il riavvio persiste nonostante questi tentativi, il danno è nel micro-interruttore saldato sulla scheda e richiede l'intervento di un tecnico.

Strumenti per scovare l'errore

Per leggere i dati che i produttori nascondono, servono strumenti di diagnostica che interroghino direttamente il kernel del sistema.

BetterBatteryStats permette di vedere i wakelock, ovvero i processi che impediscono al processore di dormire. Serve a capire se un'applicazione programmata male sta prosciugando le risorse in background, portando il processore al massimo carico e causando un picco termico che forza lo spegnimento.

Logcat Reader raccoglie i messaggi di errore di Android. Leggere questi log nel momento esatto del riavvio rivela la causa reale. Seguendo la rotta di Navigaweb tra le migliaia di righe di codice, abbiamo notato che i messaggi di kernel panic indicano un collasso della memoria RAM o della memoria flash interna. Se i log riportano errori di lettura e scrittura un istante prima del buio, il modulo di archiviazione è danneggiato.

Per chi usa Apple, le informazioni sono ancora più limitate. Collegando il dispositivo a un computer e usando iMazing, si ottiene l'accesso ai registri di sistema per estrarre i cicli di carica reali e la capacità effettiva della batteria.

Sullo stesso argomento possiamo leggere il nostro articolo Se il telefono si scalda, come raffreddare lo smartphone (Android e iPhone).

Il pericolo della microSD e i bootloop software

microSD danneggiata

Un errore comune su Android riguarda l'uso della microSD come espansione della memoria interna. Quando si formatta la scheda per renderla parte del sistema operativo, ogni file di sistema viene distribuito tra la memoria flash e la SD. Se la scheda di memoria si danneggia o ha un settore corrotta, il telefono non riesce più a leggere i file necessari all'avvio e va in bootloop.

In questo scenario, l'unica prova possibile è rimuovere fisicamente la microSD e tentare l'accensione. Se il telefono parte, la colpa è della scheda. Se invece il blocco è causato da un aggiornamento di sistema installato male, l'unica via d'uscita è l'accesso alla modalità recovery (Android) o alla modalità DFU (iPhone) per l'installazione pulita del firmware.

Sensori termici e falsi allarmi

I termistori sono piccoli componenti saldati sulla piastra madre che misurano la temperatura. Se un termistore si rompe per una caduta o per l'ossidazione, invia letture sballate alla CPU, segnalando temperature altissime anche quando l'apparecchio è freddo.

Il sistema di sicurezza reagisce ciecamente e forza il blocco immediato. Questo succede spesso anche quando si usano cover in gomma troppo spesse che intrappolano il calore, impedendo al processore di dissipare l'energia. Rimuovere la protezione e lasciare il dispositivo a riposo per qualche minuto è il primo passo per escludere un surriscaldamento reale.

Diario di bordo di Navigaweb

Dopo anni di test, ho capito che la maggior parte degli spegnimenti improvvisi non sono problemi software, ma hardware travestiti da bug. Mi è capitato spesso di vedere utenti formattare il telefono tre volte senza risolvere nulla, solo perché si fidavano della percentuale di carica indicata a schermo. Il mio consiglio è di non fidarsi mai ciecamente della batteria se il telefono ha più di due anni. Prima di correre in assistenza e pagare cifre esorbitanti per una scheda madre nuova, provate a far testare la tensione della batteria con un multimetro professionale. Spesso basta spendere venti euro per una cella nuova e il telefono torna a funzionare come il primo giorno.

Se il telefono ha meno di due anni possiamo anche prendere in considerazione l'idea di sostituirlo in garanzia, come visto nelle nostre guide sulla garanzia e le politiche di rimborso di Amazon.




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