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MX Linux: guida alla distribuzione Linux più scaricata al mondo

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Non è Ubuntu la distribuzione più scaricata, ma MX Linux. vediamo quindi caratteristiche e come provarla
MX Linux

Guardando le classifiche di popolarità dei sistemi operativi alternativi, si nota da anni una costante che sorprende i meno esperti: in vetta non c'è sempre il colosso Ubuntu, ma spesso figura MX Linux. Questo primato non è frutto di campagne pubblicitarie milionarie, ma di un passaparola tecnico basato su un concetto fondamentale: l'efficienza. Molti utenti approdano qui dopo aver lottato con computer rallentati da Windows o appesantiti da aggiornamenti invasivi, cercando un sistema che restituisca il controllo della macchina. Seguendo la rotta di Navigaweb in questa analisi, capiremo perché questo sistema operativo è diventato il punto di riferimento sia per recuperare hardware datato sia per chi cerca un ambiente di lavoro solido e privo di fronzoli inutili.

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Il segreto di un successo tecnico: stabilità e leggerezza

MX Linux nasce dalla cooperazione tra le comunità di antiX e MEPIS, due progetti storici del mondo Linux. La base tecnologica è Debian Stable, nota per essere una roccia in termini di affidabilità, ma spesso difficile da configurare per un principiante. Il grande merito di MX è aver reso Debian accessibile a chiunque: il sistema viene fornito "pronto all'uso", con driver, codec multimediali e software essenziali già configurati.

A differenza di altre distribuzioni che puntano sull'estetica moderna a tutti i costi, sacrificando le risorse del processore, MX mantiene un approccio conservativo. Funziona fluidamente su macchine con 4 GB di RAM o meno, ma scala perfettamente su hardware moderno grazie a kernel ottimizzati. Non impone l'uso del terminale per le operazioni quotidiane, rendendo il passaggio da altri sistemi operativi meno traumatico.

Caratteristiche MX Linux

Tra le caratteristiche di MX Linux troviamo sicuramente il desktop, che si presenta come una versione personalizzata dell'ambiente grafico Xfce, uno dei più leggeri al mondo.

Avvio MX Linux

Com'è facile intuire prevalgono le tonalità scure per i colori dello sfondo e per i colori delle finestre, come su quasi tutti i sistemi operativi moderni (Dark Mode). La barra delle applicazioni è posizionata sulla parte sinistra dello schermo, mentre premendo in basso a sinistra sul simbolo della distro (a mo' di menu Start) possiamo aprire la schermata delle applicazioni, dove troviamo tutte le app installate in ordine alfabetico più una sezione dedicata alle categorie (nella parte destra). Possiamo quindi affermare che la prima caratteristica di rilievo su MX Linux è la presenza di un desktop pulito, semplice ed essenziale, esattamente ciò che dovrebbe trasmettere fin da subito una qualsiasi distribuzione Linux.

Altra caratteristica di rilievo è la flessibilità offerta dal sistema: questa distribuzione è adatta sia all'utilizzo sui sistemi hardware datati sia all'hardware di nuova generazione, così da poter sfruttare al massimo la potenza dei nuovi computer. Per questi ultimi infatti possiamo scaricare una versione potenziata "AHS", con driver aggiornati all'ultima versione, ultimo kernel Linux e altre ottimizzazioni pensate per sfruttare solo il nuovo hardware.

Altra caratteristica di rilievo su MX Linux è la sua "immediatezza": questa distribuzione è davvero l'unica in cui è possibile utilizzarla da subito, senza dover perdere tempo dietro driver che non funzionano o improvvise schermate d'errore indecifrabili. MX Linux vanta infatti la stabilità di Debian, la flessibilità di Xfce (anche se possiamo provare la versione con KDE, altro desktop ricco di opzioni) e una semplicità che tutti possono apprezzare.

Possiamo dire quindi che MX Linux è la distribuzione subito "pronta all'uso" e in grado di conquistare tutti, anche gli utenti più scettici o che non hanno tempo per apprendere i fondamentali di un nuovo sistema operativo.

MX Tools: il vero valore aggiunto

Ciò che distingue realmente questa distribuzione dalla concorrenza è la suite di strumenti proprietari preinstallati, chiamati MX Tools. Si tratta di un pannello di controllo che centralizza operazioni che su altri sistemi Linux richiederebbero conoscenze avanzate o lunghe ricerche online.

Ecco gli strumenti che fanno la differenza nell'uso quotidiano:

  • MX Snapshot: Probabilmente la funzione più apprezzata. Permette di creare una copia ISO completa del proprio sistema, inclusi i programmi installati e i file personali. È utile per fare backup totali o per installare la "propria" versione personalizzata di Linux su altri computer.
  • MX Boot Repair: Risolve uno dei problemi più temuti, ovvero quando il computer smette di avviarsi dopo l'installazione di un altro sistema operativo (come Windows) che sovrascrive il bootloader. Qui si risolve con un clic.
  • MX Codecs Installer: Per questioni di licenza, molti sistemi non includono i codec per vedere film o ascoltare musica. Questo tool li scarica e installa automaticamente, rendendo il PC pronto per lo streaming o la riproduzione locale.
  • MX Tweak: Un pannello semplice per modificare l'aspetto del desktop, spostare le barre degli strumenti o cambiare i temi senza dover navigare in menu complessi.

La gestione dei processi: Systemd opzionale

Un aspetto tecnico che attira gli utenti avanzati è la gestione del sistema di avvio. Mentre quasi tutto il mondo Linux si è standardizzato su systemd (spesso criticato per la sua complessità), MX Linux mantiene l'uso predefinito di SysVinit, un sistema più tradizionale e leggero. Tuttavia, systemd è presente e può essere attivato all'avvio se necessario. Questa libertà di scelta è rara e dimostra l'attenzione degli sviluppatori verso le preferenze tecniche della comunità.

Quale versione scegliere per il proprio PC

Il team di sviluppo rilascia diverse varianti (chiamate "spin") per adattarsi all'età del computer. È importante scegliere quella corretta per avere le migliori prestazioni.

Xfce: L'equilibrio perfetto

Questa è la versione standard e quella che consigliamo alla maggior parte degli utenti. L'ambiente grafico Xfce è maturo, stabile e consuma pochissima memoria RAM. Sebbene l'aspetto iniziale possa sembrare un po' spartano, è altamente personalizzabile.

KDE Plasma: Per hardware moderno

Se il computer è recente (prodotto negli ultimi 5-6 anni) e si desidera un'estetica accattivante con effetti grafici, trasparenze e widget, la versione KDE è l'ideale. È leggermente più pesante di Xfce, ma offre un'esperienza visiva più vicina a quella di Windows 10 o 11.

Fluxbox: Per PC molto datati

Dedicata a chi deve recuperare computer con risorse estremamente limitate. L'interfaccia è minimale e richiede un po' di apprendimento, ma la velocità di esecuzione è impareggiabile su macchine obsolete.

Esiste poi la variante AHS (Advanced Hardware Support). Questa è una versione specifica di Xfce che include kernel e driver grafici molto recenti, necessaria solo se si possiede hardware di ultimissima generazione (come processori Ryzen recenti o schede video dedicate nuove) che la versione standard potrebbe non riconoscere subito.

Confronto con le alternative principali

Per capire se MX Linux è la scelta giusta, è utile un confronto diretto con i concorrenti più noti:

  • Contro Ubuntu: Ubuntu è più pesante e spinge molto sull'uso dei pacchetti "Snap", che possono rallentare l'apertura delle app. MX usa i pacchetti nativi .deb, risultando più reattivo. Ubuntu però ha un supporto commerciale aziendale che a MX manca.
  • Contro Linux Mint: Mint è spesso più curato esteticamente appena installato e ha un menu più familiare per chi viene da Windows 7. MX vince sulla flessibilità e sugli strumenti di sistema, ma potrebbe richiedere qualche minuto in più per essere "abbellito".
  • Contro Manjaro: Manjaro offre software sempre aggiornato all'ultima versione (Rolling Release), ma questo comporta talvolta problemi di stabilità. MX, basandosi su Debian Stable, ha software meno recente ma è quasi impossibile che si blocchi dopo un aggiornamento.

Come provare la distro su macchina virtuale

Se siamo interessati a provare MX Linux in un ambiente virtuale non dobbiamo far altro che scaricare sul nostro computer Virtualbox e procurarci anche l'immagine ISO di MX Linux (per la prova vi consigliamo di provare la versione x64 in virtuale).

Macchina virtuale

Una volta installato Virtualbox sul nostro computer apriamolo, premiamo in alto su Strumenti, clicchiamo sul tasto Nuova, digitiamo MX Linux come nome della macchina virtuale, scegliamo almeno 2 GB di RAM (se disponibili, altrimenti va bene anche 1 GB), confermiamo le opzioni sulla creazione di un'immagine disco per la macchina (fungerà da disco fisso virtuale) e infine premiamo su OK per terminare la prima parte della configurazione.

Ora possiamo avviare MX Linux selezionando la macchina virtuale MX Linux nella schermata di Virtualbox e, nella finestra Seleziona il disco d'avvio, premiamo sull'icona a forma di cartella, premiamo su Aggiungi e portiamoci nel percorso dove abbiamo scaricato l'immagine ISO di MX Linux, così da poterla selezionare nell'elenco che comparirà. Dopo averla avviata vedremo comparire la schermata di boot, in cui basterà premere sul tasto Invio o Enter per portarci nella live CD del sistema operativo e provare le funzionalità della distribuzione.

Installazione e primi passi

Per provare il sistema non serve cancellare subito Windows. Basta scaricare il file ISO dal sito ufficiale e utilizzare un programma come Rufus per creare una chiavetta USB avviabile.

Dopo il download del tool avviamolo, premiamo su Immagine disco, clicchiamo sull'icona con i tre puntini in basso, selezioniamo l'immagine ISO di MX Linux, selezioniamo la chiavetta USB (collegata al computer) nel menu a tendina Unità e premiamo infine su OK.

Al termine del processo di creazione della chiavetta estraiamola dalla porta USB, colleghiamola al computer su cui vogliamo provare o installare MX Linux, avviamo il PC e cambiamo l'ordine di boot, così da poter scegliere l'avvio dalla chiavetta.

L'installer di MX è diverso da quello standard di altre distribuzioni; è molto affidabile ma richiede attenzione durante la fase di partizionamento se si sceglie l'installazione manuale. Per i meno esperti, l'opzione automatica che utilizza l'intero disco è la più sicura, ricordando sempre di effettuare prima un backup dei dati importanti.

Una volta installato, il primo passo consigliato è lanciare "MX Welcome", che offre collegamenti rapidi per installare i driver NVIDIA, configurare la lingua e accedere al forum di supporto, che è molto attivo anche se prevalentemente in lingua inglese.

Conclusioni

Chi si avvicina per la prima volta a questo sistema pone spesso queste domande:

  • Supporta ancora i 32-bit? Sì, è una delle poche distribuzioni moderne a mantenere un supporto ufficiale e aggiornato per l'architettura 32-bit, fondamentale per vecchi netbook.
  • È difficile installare i programmi? No, c'è un gestore pacchetti grafico (MX Package Installer) che divide i software per categorie (Browser, Audio, Ufficio) rendendo l'installazione simile a uno store di app.
  • Funziona il Wi-Fi? Generalmente sì. MX include driver proprietari che altre distro escludono per motivi etici, garantendo il funzionamento della maggior parte delle schede di rete Broadcom o Realtek fin dal primo avvio.
  • Come si aggiorna a una nuova versione maggiore? Questo è un punto critico. Passare da una major release all'altra (es. da MX-21 a MX-23) non è automatico come su Windows. Spesso il team consiglia una reinstallazione pulita per evitare conflitti, sebbene esistano procedure per l'aggiornamento diretto.

Se abbiamo dei dubbi sull'utilizzo di Linux come sistema operativo di riferimento o siamo davvero alle prime armi, vi suggeriamo di leggere le nostre guide 10 errori da evitare se si usa Linux e Quanto è difficile passare a Linux?






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