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Xiaomi, Redmi o POCO: quale scegliere nel 2026 senza buttare soldi

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Analisi dei telefoni cinesi tra serie numeriche, brand secondari e fascia media. Scopri quali dispositivi valgono la spesa evitando i sovrapprezzi
telefoni xiaomi migliori Orientarsi nel listino di Xiaomi è diventato un esercizio di pazienza e attenzione. Quella che un tempo era l'azienda del "tutto a poco prezzo" si è trasformata in una multinazionale che copre ogni fascia di mercato, dai 100 ai 1400 euro, spesso sovrapponendo i prodotti in modo caotico. Oggi, acquistare un dispositivo del gigante cinese non è più automaticamente sinonimo di affare: i prezzi dei top di gamma hanno raggiunto e talvolta superato quelli di Samsung e Apple, mentre la fascia bassa è popolata da dispositivi con nomi quasi identici ma prestazioni drasticamente diverse.

Il vero rischio nel 2026 non è comprare un telefono scadente, poiché il livello medio si è alzato, ma spendere cifre importanti per funzioni che non servono o, peggio, acquistare un modello "nuovo" che è tecnicamente inferiore a quello dell'anno precedente. Per non naufragare in questo mare di sigle, basta seguire la rotta di Navigaweb: abbiamo analizzato l'offerta attuale scartando il superfluo per evidenziare solo i dispositivi che giustificano il loro prezzo.

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Il paradosso della fascia alta: Serie T contro Xiaomi 15

Top Xiaomi

Chi cerca il massimo della tecnologia si trova di fronte a un bivio. Da una parte c'è la serie numerica principale, con lo Xiaomi 15 (e varianti Pro/Ultra). Questi sono gioielli tecnici con processori Snapdragon di ultima generazione, ottiche Leica complesse e materiali premium. Tuttavia, il loro posizionamento di prezzo li rende meno appetibili: svalutano rapidamente e soffrono la concorrenza dei rivali più blasonati che offrono un valore di rivendita superiore.

La scelta razionale ricade quasi sempre sulla "Serie T". Modelli come lo Xiaomi 15T Pro rappresentano il punto di equilibrio perfetto. Rinunciando a dettagli spesso impercettibili come la ricarica wireless ultra-rapida o schermi con risoluzioni esagerate, si ottiene un dispositivo con potenza da vendere e un comparto fotografico notturno eccellente. È qui che Xiaomi dà il meglio: offrire il 90% dell'esperienza di un top di gamma alla metà del prezzo.

POCO: prestazioni pure senza fronzoli

poco smartphone

Se l'interesse per le foto è secondario e la priorità è la velocità del sistema o il gaming, il marchio POCO è l'unica vera eredità della vecchia filosofia Xiaomi. Qui si paga per il processore e la memoria, non per il design o le fotocamere accessorie.

La serie F rimane il riferimento assoluto. Il POCO F7 Pro monta chipset che si trovano su telefoni dal costo doppio. La scocca potrebbe essere meno rifinita e le foto grandangolari appena sufficienti, ma la longevità è garantita da memorie UFS 4.0 velocissime che impediscono al telefono di rallentare dopo pochi mesi, un problema tipico dei medio-gamma.

Nella fascia più economica, la serie X (come POCO X7 Pro e successori) ha ridefinito lo standard sotto i 300 euro. A differenza dei cugini Redmi, i POCO di questa fascia evitano processori troppo deboli, garantendo un'esperienza utente fluida anche con molte app aperte.

Redmi Note: attenzione alle sigle

Redmi telefono

La famiglia Redmi Note è la più venduta ma anche la più insidiosa. Xiaomi lancia ogni anno decine di varianti (4G, 5G, S, Pro, Pro+, Speed Edition) creando una confusione deliberata. Un errore comune è pensare che un numero più alto significhi prestazioni migliori: spesso un modello "Pro" dell'anno scorso supera il modello "base" dell'anno nuovo.

Attualmente, l'attenzione va rivolta alla serie Redmi Note 15 Pro (e varianti Plus). Il salto di qualità rispetto al passato è evidente non tanto nella velocità, quanto nella costruzione: certificazioni IP68/IP69 per resistenza totale ad acqua e polvere e vetri anti-caduta sono caratteristiche che prima non esistevano in questa fascia.

Tuttavia, bisogna diffidare dei modelli Redmi entry-level (spesso chiamati solo con un numero, es. Redmi 13 o 13C). Questi dispositivi utilizzano memorie eMMC di vecchia concezione che rendono il sistema lento e scattoso quasi subito. Se il budget è molto basso, meglio cercare un vecchio top di gamma ricondizionato o cambiare brand.

Aspetti critici da controllare prima dell'acquisto

Al di là delle specifiche tecniche da volantino, ci sono elementi che impattano sull'uso quotidiano e che raramente vengono pubblicizzati:

  • Il sensore di prossimità: Dopo anni di lamentele, Xiaomi ha reintrodotto i sensori fisici sui modelli di fascia alta e medio-alta. Tuttavia, sui dispositivi economici permane spesso la soluzione "virtuale" via software, che può ancora causare l'accensione dello schermo durante le chiamate o l'ascolto di messaggi vocali.
  • Le fotocamere "inutili": Ignorate il numero di fotocamere posteriori. Un modulo con "Tripla Fotocamera 200MP + 2MP + 2MP" è marketing. Le due lenti da 2MP (macro e profondità) sono di bassissima qualità. Conta solo la qualità del sensore principale e la presenza di una vera grandangolare o teleobiettivo.
  • Gli aggiornamenti software: Non tutti gli Xiaomi sono uguali. La serie numerica (Xiaomi 15) riceve fino a 4 o 5 anni di major update Android. I modelli POCO e Redmi economici si fermano spesso a 2 anni, diventando obsoleti molto prima sul fronte della sicurezza.

Altro su Xiaomi

Ecco alcune risposte rapide ai dubbi più frequenti di chi si avvicina a questo ecosistema:

  • Differenze tra HyperOS e MIUI: HyperOS è la naturale evoluzione della MIUI. È più leggero (occupa meno spazio in memoria) e gestisce meglio la batteria, ma l'interfaccia visiva è molto simile. La vera novità è l'integrazione profonda con altri device come tablet e auto elettriche del brand.
  • Rimuovere la pubblicità di sistema: Sì, sugli Xiaomi di fascia media ci sono ancora banner. Si disattivano andando su Impostazioni > Password e sicurezza > Autorizzazioni e revoche e togliendo la spunta a "msa" (MIUI System Ads).
  • Garanzia Europa vs Cinese: Risparmiare comprando da importatori paralleli comporta rischi. I modelli cinesi (CN) spesso mancano della banda 20 (800MHz), fondamentale in Italia per la ricezione 4G/5G con operatori come WindTre e nelle zone rurali. Inoltre, Android Auto e Google Pay potrebbero non funzionare mai correttamente.

Questo produttore cinese si piazza al primo posto tra le migliori Marche Cinesi di Smartphone e da qualche tempo si è preso anche l'etichetta di migliore produttore di telefoni economici, quindi se ancora non abbiamo uno Xiaomi conviene rimediare subito e scegliere uno dei modelli presenti nel successivo capitolo.

Dopo Apple e Samsung, Xiaomi è ancora, dopo diversi anni, il terzo produttore mondiale nel mercato smartphone ed è sopratutto per questo che ho reputato interessante un articolo dedicato di approfondimento. Personalmente, però, ritengo che siano altri oggi i migliori smartphone Android da preferire rispetto i dispositivi Xiaomi, buoni si, ma con quelle personalizzazioni che alla fine si rivelano superflue fatte di app preinstallate che, in gran parte, non servono a niente. Inoltre Xiaomi ha sempre quel difetto di rilasciare troppo frequentemente nuovi diversi modelli che ampliano si la scelta, ma fanno sempre sembrare più vecchi quelli che li precedono.






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