Navigaweb.net logo

Salvare file da Pen Drive danneggiata: Diagnosi e software gratuiti

Aggiornato il:
Come recuperare i file da una chiavetta USB che non viene riconosciuta dal computer o non funziona più
Recuperare chiavetta USB

Inserire una pendrive nel computer e non vedere alcuna finestra aprirsi, oppure ricevere messaggi di errore che invitano alla formattazione, è un'esperienza che gela il sangue. Documenti di lavoro, tesi di laurea o foto personali sembrano svaniti in un istante. Prima di considerare i file perduti o di spendere cifre importanti in laboratori specializzati, è necessario mantenere la calma e analizzare la situazione con metodo. Spesso i dati sono ancora lì, intrappolati dietro un errore del file system o un contatto elettrico difettoso.

Esistono due categorie principali di guasti: quelli logici, dove la struttura dei dati è corrotta ma l'hardware funziona, e quelli fisici, dove i componenti elettronici sono danneggiati. Distinguere tra i due è il primo passo fondamentale per scegliere la strategia corretta seguendo la rotta di Navigaweb verso il recupero dei file.

LEGGI ANCHE: come recuperare file da disco rotto o computer morto

Diagnosi preliminare: Capire il tipo di danno

Non servono ancora programmi esterni per la prima verifica. Lo strumento integrato in Windows, Gestione Disco, è il miglior indicatore della salute della chiavetta. Per aprirlo, basta cliccare con il tasto destro sul pulsante Start e selezionare la voce corrispondente.

Osservando l'elenco delle unità, si possono presentare tre scenari:

  • L'unità è visibile con la dimensione corretta: Se vedete la barra blu o nera con la dicitura "RAW" o "Non allocata", il danno è logico. Il computer comunica con la chiavetta, ma non sa come leggere i dati. Le probabilità di recupero fai-da-te sono altissime.
  • L'unità è visibile ma con dimensione errata (pochi KB o 0 byte): Questo indica spesso un guasto al controller della memoria. La chiavetta comunica il suo nome ma non riesce ad accedere allo spazio di archiviazione. Qui i software servono a poco.
  • L'unità non compare affatto: Se nemmeno Gestione Disco rileva la periferica, il problema è puramente elettrico o hardware.

Se la chiavetta funziona ma quando viene connessa vengano visualizzati messaggi di errore sullo schermo del computer il problema sta nel fatto che il chip di memoria NAND rende illeggibile l'unità flash e visualizza dimensioni errate.

Questo tipo di problema si manifesta anche nel caso in cui il software del controller dell'unità è danneggiato o l'unità stessa è corrotta da virus. In questo caso è possibile utilizzare diversi metodi per correggere il problema, come visto nella guida per Riparare una penna USB rotta che non si apre su PC.

Software per il recupero da errori logici e RAW

Quando il problema è software, la regola d'oro è non formattare mai, anche se Windows lo chiede insistentemente. La formattazione sovrascrive le tabelle di allocazione rendendo tutto più difficile.

Si può provare uno scandisk, ma attensione al comando chkdsk: sebbene spesso consigliato, su unità instabili può spostare frammenti di file in modo aggressivo, rendendoli irrecuperabili. Meglio quindi tentare con software dedicati.

Recuva: Il primo tentativo veloce

Per cancellazioni accidentali o errori lievi, Recuva rimane il punto di partenza ideale. È immediato e in italiano. Se la scansione standard non trova nulla, è necessario attivare la "Scansione approfondita" dalle opzioni. Tuttavia, Recuva fatica quando la partizione è diventata RAW o il disco non ha una lettera assegnata.

DMDE: L'editor professionale accessibile

Per situazioni più complesse, DMDE è uno strumento potentissimo, spesso superiore a costose suite commerciali. La sua interfaccia è scarna, ma la capacità di analizzare i settori è chirurgica. La versione gratuita permette di recuperare fino a 4000 file per volta dalla cartella corrente, sufficiente per salvare il lavoro più urgente.

Dopo aver selezionato l'unità fisica, DMDE scansiona alla ricerca di partizioni perse. Spesso basta cliccare su "Open Volume" sulla partizione trovata per vedere apparire i file come se nulla fosse successo, pronti per essere trascinati al sicuro sul desktop.

TestDisk e PhotoRec: La soluzione definitiva open source

Quando il file system è devastato, bisogna affidarsi a TestDisk e al suo compagno PhotoRec. Mentre TestDisk serve a riparare la tabella delle partizioni (rendendo il disco nuovamente avviabile), PhotoRec è specializzato nel Data Carving: ignora la struttura del disco e legge i dati grezzi cercandone l'inizio e la fine.

Molti utenti sono spaventati dall'interfaccia a riga di comando, ma nel pacchetto scaricato è presente anche QPhotoRec, una versione dotata di interfaccia grafica molto più intuitiva. L'unico svantaggio di questo metodo è la perdita dei nomi dei file e delle cartelle: vi ritroverete con migliaia di file rinominati genericamente (es. f10234.jpg), ma il contenuto sarà salvo.

Nota sulla crittografia BitLocker

Un dettaglio spesso trascurato riguarda la crittografia. Se la chiavetta era protetta da BitLocker (funzione sempre più comune in Windows), i software come PhotoRec non troveranno nulla se non "rumore" digitale. In questi casi, è indispensabile riparare prima la partizione per permettere a Windows di chiedere la password o la chiave di ripristino. Senza quella chiave, nessun software al mondo può recuperare i dati.

Recupero da settori danneggiati e blocchi

A volte la chiavetta viene letta, si vedono i file, ma la copia si blocca a metà restituendo un "Errore di I/O". Questo indica che alcune celle di memoria flash sono morte. L'esplora risorse di Windows si arrende al primo errore, interrompendo tutto.

Possiamo provare quindi un vecchio softare ancora ottimo, Roadkil's Unstoppable Copier. Questo vecchio ma ineguagliato programma insiste nella lettura dei settori danneggiati e, se non riesce a leggerli, li salta sostituendoli con spazi vuoti, continuando però a copiare il resto del file. Per recuperare un video o un documento di testo parzialmente leggibile, è l'unica strada percorribile via software.

Interventi hardware: Rischi e possibilità

Se la diagnostica ha confermato un problema fisico (chiavetta morta, led spento, nessun suono di connessione), le opzioni casalinghe si riducono drasticamente.

Il problema del connettore

Il guasto più frequente è il distacco dei contatti tra il connettore USB metallico e la scheda elettronica interna (PCB), spesso dovuto a urti accidentali. Chi possiede un saldatore a punta fine e una mano ferma può tentare di ripristinare le quattro saldature principali. Se l'operazione ha successo, la chiavetta funzionerà il tempo necessario per copiare i dati.

Le chiavette "Monolite"

Le moderne chiavette USB, specialmente quelle molto piccole (mini o micro), sono spesso costruite con tecnologia "Monolite": chip di memoria, controller e connettore sono fusi in un unico blocco di resina nera. In questo caso, non c'è nulla da saldare. Il recupero dati da questi supporti richiede attrezzature da laboratorio molto costose (microscopi, analizzatori logici) per collegarsi direttamente ai micro-contatti interni. Se i dati sono vitali, l'unica via è un centro di recupero dati professionale; il costo può variare dai 300 ai 1000 euro.

Aprire la scocca della chiavetta USB


Se il connettore fosse rotto e non può entrare nella presa della porta USB, si può provare ad aprirlo usando un paio di pinze ad ago. Questo passaggio richiede davvero molta attenzione in quanto è possibile rompere la chiavetta in modo definitivo.

In alternativa, è possibile portare la chiavetta ad un laboratorio di recupero d'emergenza (con camera bianca) per poter recuperare i file. Se il chip di memoria NAND all'interno dell'unità è integro, allora il recupero di file è possibile anche se a prezzi molto elevati.

Controllare la porta USB per eventuali detriti o sporcizia


Se il computer è molto sporco, anche una chiavetta USB integra potrebbe non funzionare perché la porta della presa a cui viene collegata è piena di polvere o altra sporcizia. In questo caso, controllare la porta USB del computer spazzolando delicatamente con un cotton fioc all'interno.

Saldatura e riparazione di circuiti


Se il circuito stampato della chiavetta fosse danneggiato o il connettore rotto, può darsi che sia interrotta l'alimentazione elettrica all'USB. In questo caso, è necessaria una riparazione o saldatura del circuito che può fare solo un professionista con attrezzature specifiche.

Altri dubbi

  • Mettere la chiavetta nel freezer serve? Assolutamente no. È un mito nato per i vecchi hard disk meccanici. Sulle memorie flash, l'umidità e la condensa causano cortocircuiti immediati, peggiorando la situazione.
  • Esistono app per Android per leggere chiavette rotte? Sì, tramite un adattatore USB OTG (On-The-Go) è possibile collegare la chiavetta allo smartphone. App come "USB Media Explorer" possono a volte montare file system che Windows rifiuta, ma la potenza di alimentazione del telefono è spesso insufficiente per drive instabili.
  • Perché la chiavetta è diventata di sola lettura? Quando una memoria flash esaurisce i cicli di scrittura disponibili o rileva troppi errori interni, il controller blocca la scrittura per proteggere i dati esistenti. È un segnale di morte imminente: copiate tutto immediatamente e sostituite il supporto.

Per prevenire questi disastri, la strategia migliore resta la ridondanza: affidarsi a una sola chiavetta USB per l'unica copia di un file importante è un rischio che la tecnologia attuale non permette di correre.

LEGGI ANCHE: Chiavetta USB non riconosciuta o non si vede: come risolvere






0%