Proiettare il telefono su TV: Mirroring da Android e iPhone sullo schermo
Si finisce sempre così: c'è un video divertente o una foto incredibile da mostrare, ma si resta curvi in cinque attorno a un display minuscolo mentre un televisore da 50 pollici se ne sta spento a due passi. La tecnologia per unire i due mondi esiste da anni, eppure regna la confusione. I produttori cambiano nome alle stesse funzioni, creando barriere invisibili che scoraggiano chi vorrebbe solo premere un tasto e godersi lo spettacolo.
Esistono fondamentalmente due autostrade per portare i contenuti dal tascabile al gigante: il mirroring senza fili, comodissimo ma capriccioso, e la connessione fisica, spesso snobbata ma imbattibile per chi cerca la perfezione. Analizziamo come muoversi tra protocolli nascosti e cavi specifici, evitando acquisti inutili quando spesso la soluzione è già integrata nel salotto.
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Il protocollo universale: Miracast e Wi-Fi Direct
La maggior parte dei televisori Smart usciti nell'ultimo decennio parla una lingua comune chiamata Miracast. Questa tecnologia crea un ponte diretto tra telefono e TV sfruttando il Wi-Fi Direct, bypassando spesso anche il router di casa. È la via maestra per quasi tutto l'universo Android e per i PC Windows.
La difficoltà sta nel trovarlo, perché il marketing ha deciso di nasconderlo sotto nomi di fantasia. Su Samsung si chiama Smart View, su Xiaomi appare come Proiezione, sui TV LG e Sony spesso è indicato come Screen Share. La procedura standard è però sempre la stessa: si abbassa la tendina delle notifiche, si cerca l'icona della trasmissione e si seleziona il televisore.
Se il collegamento salta o l'audio arriva dopo il video, la colpa ricade quasi sempre sul modulo Wi-Fi del televisore, spesso sottodimensionato. In questi casi, seguire la rotta di Navigaweb suggerisce di non insistere con le impostazioni della TV, ma di valutare un ricevitore esterno o, meglio ancora, il cavo.
L'ecosistema Google e Fire TV
Diverso dal mirroring grezzo è il protocollo Google Cast, il cuore pulsante delle Android TV (Sony, Philips, TCL) e dei dongle Chromecast. Qui il telefono non invia il video fotogramma per fotogramma, ma ordina alla TV di prelevare il flusso direttamente dalla fonte (YouTube, Netflix), liberando lo smartphone per fare altro.
Per chi vuole duplicare l'intero schermo (magari per mostrare un PDF o un'app non video) serve l'app Google Home. Basta selezionare il dispositivo e premere su "Trasmetti schermo".
Il Chromecast supporta anche il mirroring diretto dalle app compatibili: non è obbligatorio trasmettere sempre tutto lo schermo del telefono, visto che la maggior parte delle app multimediali e di streaming aggiunge il tasto Cast per trasmettere il video e l'audio di un film, di una puntata di una serie TV o di un brano musicale, come visto nella guida dedicata.
Un capitolo a parte merita la Amazon Fire TV Stick. Essendo diffusissima, è spesso la salvezza per le TV vecchie. Supporta il mirroring nativo (tenendo premuto il tasto Home sul telecomando > Duplicazione), ma funziona meglio tramite app dedicate se si usa un iPhone o un Android recente che ha rimosso il supporto Miracast standard (come i Google Pixel).
Il mondo Apple: AirPlay 2
Gli utenti iPhone non possono usare Miracast. Apple utilizza AirPlay, un sistema proprietario che fino a poco tempo fa richiedeva costose Apple TV. Fortunatamente, i tempi sono cambiati: oggi Samsung, LG e molti altri integrano AirPlay 2 direttamente nel sistema operativo della TV.
Per attivarlo basta aprire il Centro di Controllo su iPhone e toccare l'icona con i due rettangoli. La stabilità è notevole, superiore alla media Android, a patto di avere una buona rete Wi-Fi. Se la vostra TV è "smart" ma non supporta Apple, l'app AirScreen installata sulla TV (se Android) risolve il problema simulando un ricevitore ufficiale con ottimi risultati.
La scelta dei professionisti: Cavo USB-C a HDMI
Mentre tutti cercano di connettersi senza fili, la soluzione migliore resta il cavo. Garantisce latenza zero, nessuna compressione video e non dipende dalla qualità del Wi-Fi. Con l'adozione dello standard USB-C 3.1 (spesso indicato come DisplayPort Alt Mode) sulla fascia media e alta degli smartphone, il telefono diventa una console.
È sufficiente un adattatore da USB-C a HDMI. Appena collegato, l'immagine appare sulla TV. Alcuni produttori sfruttano questo collegamento per attivare modalità desktop:
- Samsung DeX trasforma l'interfaccia in un vero computer Windows-like.
- Motorola Smart Connect (ex Ready For) ottimizza l'uso per videochiamate e gaming su grande schermo.
Bisogna fare attenzione all'acquisto: molti cavi USB-C sono progettati solo per la ricarica (USB 2.0) e non trasporteranno mai il segnale video. Controllate sempre che le specifiche parlino di "4K 60Hz" o "Video Output". Purtroppo, smartphone di fascia bassa (serie Redmi Note base o Samsung serie A inferiori) hanno porte limitate che non supportano questa funzione.
Ho spiegato nel dettaglio come fare nella guida alle connessioni da telefono Android a TV via cavo USB e WiFi
Gestire file locali e video Web
A volte non si vuole duplicare lo schermo, ma solo inviare quel filmato salvato in memoria o quel video trovato su un sito web. Qui entrano in gioco app che fanno da ponte DLNA.
BubbleUPnP è lo standard di riferimento per i file locali. La sua forza sta nella capacità di transcodifica: se avete un file video che la vostra TV si rifiuta di leggere per problemi di codec audio, questa app lo converte in tempo reale rendendolo digeribile al televisore.
Per lo streaming da browser, Web Video Caster è insostituibile. Intercetta il flusso video dentro le pagine internet e lo spedisce pulito al Chromecast o alla TV, permettendo di spegnere lo schermo del telefono e risparmiare batteria, cosa impossibile col mirroring classico.
Dettagli tecnici e domande frequenti
- Schermo nero con Netflix/Disney+: Se in mirroring vedete solo i sottotitoli su sfondo nero, è la protezione HDCP che blocca la copia dello schermo. Usate l'icona "Cast" interna all'app o un cavo HDMI compatibile.
- Bande nere laterali: I telefoni sono stretti e lunghi (formato 20:9), le TV sono 16:9. Le bande nere sono fisicamente inevitabili a meno di non "zoomare" l'immagine perdendo porzioni di video.
- Input Lag nei giochi: Giocare in wireless è frustrante a causa del ritardo (spesso mezzo secondo). Per il gaming, il cavo è l'unica opzione giocabile.
- Banda Wi-Fi: Assicuratevi che TV e telefono siano collegati alla rete 5GHz del router. La vecchia 2.4GHz è troppo lenta e congestionata per un flusso video fluido.
- VPN: Se la TV non appare nella lista, disattivate temporaneamente la VPN sul telefono, che spesso isola il dispositivo dalla rete locale impedendo la scoperta dei ricevitori.
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