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Processo Interrupt Sistema usa troppa CPU

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Se il processo Interrupt Sistema utilizza troppa CPU, le cause sono i conflitti hardware, latenza DPC o driver difettosi
interrupt sistema Quando il PC sembra andare più lento del solito, la prima cosa che si fa è aprire il task manager premendo insieme i tasti CTRL-Maiusc-Esc, espandendo i dettagli per la scheda Processi. Si possono quindi ordinare i vari processi per uso di memoria o per uso di CPU e chiudere i relativi programmi che stanno prendendo tutte le risorse, per sbloccare il computer se questo sembra bloccato.

Questo però è impossibile se il processo colpevole dell'utilizzo elevato di CPU è un processo di sistema che non può essere terminato, come System, come SVCHost, come Explorer.exe o come Interrupt di sistema. Se il computer è affetto da elevato utilizzo della CPU e se si scopre che il processo colpevole si chiama "Interrupt Sistema", significa che su questo PC c'è un problema hardware o di un driver.

Interrupt di sistema. Non è un virus, né un software che si può disinstallare. È un sintomo, un segnale di soccorso lanciato dall'hardware che sta bombardando la CPU con richieste che non riescono a essere smaltite. Immaginate un ufficio dove il telefono squilla ininterrottamente impedendo a chi lavora di completare qualsiasi altra pratica: questo è ciò che sta accadendo al kernel di Windows.

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La natura tecnica del problema: IRQ e DPC

Per affrontare il problema bisogna comprendere che "Interrupt di sistema" non è un processo reale (infatti non ha un percorso file .exe), ma un contatore. Rappresenta il tempo che la CPU spende a gestire le interruzioni hardware (IRQ) e le Deferred Procedure Calls (DPC). In un sistema sano, questo valore dovrebbe oscillare tra lo 0,1% e il 2% massimo.

Quando un componente, come una scheda Wi-Fi o un controller del disco, ha bisogno di attenzione, invia un segnale immediato alla CPU. Se il driver che gestisce quel componente è scritto male, corrotto o in conflitto con altri, può entrare in un loop, inviando migliaia di richieste al secondo e bloccando l'esecuzione di tutto il resto. La sfida non è "chiudere" il processo, ma identificare quale componente fisico sta gridando aiuto.

Analisi profonda con LatencyMon

Tentare di indovinare il colpevole disattivando periferiche a caso è una perdita di tempo. Lo standard industriale per questa diagnosi, superiore agli strumenti integrati di Windows, è LatencyMon. Questo software gratuito scansiona i driver del kernel in tempo reale per misurare i tempi di esecuzione.

Una volta scaricata la versione Home (gratuita) e avviata l'analisi col tasto "Play", bisogna lasciar lavorare il PC per circa 10 minuti, provando a riprodurre il rallentamento (ad esempio aprendo un video o copiando file). Al termine, ci si sposta nella scheda Drivers ordinando la lista per DPC Count. I nomi dei file in cima alla lista sono i colpevoli. Ecco come interpretare i più comuni:

  • ndis.sys / tcpip.sys / rtwlane.sys: Indicano problemi con la scheda di rete o il Wi-Fi.
  • storport.sys / stornvme.sys: Segnalano conflitti con il controller del disco (SSD o Hard Disk).
  • hdaudbus.sys: Riguarda il controller audio ad alta definizione.
  • nvlddmkm.sys / atikmdag.sys: Sono relativi rispettivamente ai driver grafici NVIDIA e AMD.

Identificare il file è solo il primo passo per tracciare la rotta di Navigaweb verso la soluzione definitiva: ora bisogna agire sul driver specifico senza compromettere la stabilità del sistema.

Disattivare gli effetti sonori e il "Magic Packet"

Spesso i colpevoli sono i "miglioramenti" software che i produttori aggiungono ai driver base. Due impostazioni in particolare causano picchi di DPC ingiustificati.

Il conflitto Audio

I driver audio moderni (Realtek in primis) elaborano il suono in tempo reale per effetti surround o equalizzazione. Questo processo può incastrarsi. Andando in Impostazioni > Sistema > Audio > Altre impostazioni audio (il vecchio pannello di controllo), bisogna selezionare il dispositivo predefinito, cliccare su Proprietà e, nella scheda Miglioramenti, spuntare Disabilita tutti i miglioramenti. Se il carico sulla CPU scende, il problema era l'elaborazione software del suono.

La scheda di Rete e il Wake-on-LAN

Molte schede di rete restano in uno stato di semi-attività per ascoltare segnali di risveglio dalla rete (Magic Packet). Su driver non ottimizzati, questo genera interrupt continui. Da Gestione Dispositivi, cliccando col destro sulla scheda di rete (Ethernet o Wi-Fi) e andando su Proprietà > Avanzate, è consigliabile disabilitare voci come Wake on Magic Packet o Wake on Pattern Match. Questo spesso risolve i problemi legati a ndis.sys.

Staccare dispositivi esterni USB

Prima di andare a fare controlli più difficili, verificare se l'Interrupt Sistema usa meno CPU dopo aver staccato tutti i dispositivi esterni collegati alle porta USB. Nel caso si abbia un buon risultato, ricollegarli poi uno ad uno per vedere qual'è il vero colpevole e fare le dovute prove per controllare se la causa dei problemi dipende dal dispositivo oppure dalla porta USB sul computer che può essere danneggiata

Il paradosso dell'Avvio Rapido

Windows 10 e 11 utilizzano di default il "Fast Startup" (Avvio Rapido). Questa funzione non spegne mai realmente il kernel, ma lo iberna su disco. Se un driver va in errore e genera interrupt, spegnere il PC con l'Avvio Rapido attivo salva l'errore e lo ricarica al riavvio successivo, creando un ciclo infinito.

Disattivare questa funzione è spesso la soluzione più immediata e pulita. Si trova nel vecchio Pannello di Controllo > Opzioni Risparmio Energia > Specifica comportamento pulsanti di alimentazione. Dopo aver sbloccato le impostazioni non disponibili, rimuovere la spunta da Attiva avvio rapido e spegnere completamente il sistema. Al riavvio, Windows sarà costretto a ricaricare tutti i driver da zero, eliminando eventuali configurazioni corrotte nella memoria.

Aggiornamento Driver: la trappola di Windows Update

Affidarsi a Windows Update per risolvere problemi di interrupt è ingenuo. Microsoft distribuisce driver generici stabili, ma raramente ottimizzati per correggere bug specifici di latenza. Se LatencyMon ha indicato un problema con il controller SATA (storport.sys), bisogna cercare i driver Intel Rapid Storage Technology (RST) o i driver chipset AMD direttamente sul sito del produttore della scheda madre.

Un caso particolare riguarda i vecchi driver SATA. A volte, passare dal driver specifico del produttore (che potrebbe essere vecchio e non aggiornato per l'ultima build di Windows) al driver generico Microsoft "Controller AHCI SATA Standard" risolve il problema. Si fa manualmente da Gestione Dispositivi, scegliendo "Aggiorna driver" e poi "Scegli da un elenco di driver disponibili nel computer".

Hardware difettoso e alimentazione

Se il software non risolve, il problema è fisico. Gli interrupt sono segnali elettrici. Un alimentatore che eroga tensioni instabili o una porta USB in cortocircuito generano "rumore" che la CPU deve processare. Una prova empirica consiste nello scollegare tutte le periferiche USB esterne (mouse, tastiera, hub, webcam) e osservare se l'uso della CPU crolla. Se accade, ricollegare un dispositivo alla volta fino a trovare quello difettoso.

Su laptop datati, anche una batteria ormai esausta può causare interrupt elevati perché il controller di carica invia continue segnalazioni di errore al sistema.

altre cause possibili

  • Aggiornamento BIOS: Spesso trascurato, un aggiornamento del BIOS/UEFI può correggere la gestione degli stati di risparmio energetico della CPU (C-States), che sono una causa frequente di latenza DPC.
  • Esclusione Antivirus: Alcuni suite di sicurezza terze (non Windows Defender) inseriscono driver filtro nella rete che aumentano la latenza. Provare a disinstallarli temporaneamente aiuta a isolare la causa.

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