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Trasformare un vecchio PC in NAS professionale con TrueNAS

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Recupera hardware datato per creare un server di archiviazione sicuro usando TrueNAS: installazione ZFS, backup automatici e condivisione file in rete
trasformare vecchio pc in file server Uno dei modi migliori per usare un computer vecchio è quello di farlo diventare un server dove conservare i file. In pratica si lascia il PC acceso e senza monitor, attaccato alla rete di casa (non per forza a internet), in modo che faccia da unità di backup e di conservazione dei file e delle foto.Invece di affidare i nostri dati a scatolette di plastica costose, possiamo convertire quel "ferrovecchio" in una fortezza digitale per i nostri file, utilizzando il software che ha raccolto l'eredità dello storico FreeNAS: TrueNAS.

Non si tratta solo di risparmiare. Costruire un server in casa permette di utilizzare ZFS, un file system di livello aziendale che protegge i dati dalla corruzione silenziosa (bit rot) molto meglio di qualsiasi soluzione consumer. È un progetto che richiede pazienza e la giusta selezione dei componenti, ma il risultato finale è un sistema di archiviazione robusto, capace di gestire backup, streaming multimediale e cloud privato.

LEGGI ANCHE: Acquistare un NAS Storage di rete: a che serve e quanto costa

La scelta dell'hardware: prerequisiti

Prima di scaricare il software, dobbiamo essere brutalmente onesti sulle capacità del PC che vogliamo recuperare. TrueNAS non è leggero come altri sistemi Linux; è un sistema professionale che richiede risorse specifiche per garantire la stabilità dei dati.

  • La memoria RAM è cruciale: ZFS utilizza la RAM come cache per velocizzare le operazioni e verificare l'integrità dei dati. Il minimo sindacale per un'esperienza stabile è 8 GB di RAM. Con 4 GB il sistema potrebbe avviarsi, ma le prestazioni saranno pessime e si rischiano blocchi. Se il PC ha meno di 8 GB e non è espandibile, meglio virare su soluzioni più leggere come OpenMediaVault.
  • Dischi Rigidi (HDD): Qui si nasconde l'insidia più grande. Bisogna evitare assolutamente i dischi con tecnologia SMR (Shingled Magnetic Recording). Questi dischi, spesso venduti come economici, hanno prestazioni terribili in scrittura durante la ricostruzione dei dati, portando talvolta alla perdita del pool. Bisogna assicurarsi di usare dischi CMR (Conventional Magnetic Recording). I WD Red Plus o i Seagate IronWolf sono scelte sicure.
  • Scheda di Rete: Un dettaglio da esperti che fa la differenza. TrueNAS (specialmente la versione Core basata su FreeBSD) "odia" le schede di rete Realtek economiche integrate in molte schede madri consumer. Funzionano, ma possono causare instabilità o velocità ridotte. Se possibile, recuperare una vecchia scheda di rete Intel PRO/1000 usata migliora drasticamente l'affidabilità.
  • Disco di avvio: Non installiamo il sistema operativo sugli stessi dischi dei dati. Una volta si usavano le chiavette USB, ma si bruciano facilmente a causa delle continue scritture dei log. Un piccolo SSD economico da 120 GB collegato via SATA è l'investimento migliore per la stabilità a lungo termine.

Se il vecchio PC non può nemmeno funzionare bene come NAS perchè troppo antico o perchè manca di requisiti, si consiglia di provare a far rivivere il vecchio computer come PC normale con una distribuzione Linux leggera.

TrueNAS Core vs Scale: quale versione scaricare?

Andando sul sito ufficiale di TrueNAS, ci troviamo di fronte a un bivio. Da una parte c'è TrueNAS Core (basato su FreeBSD, l'erede diretto di FreeNAS), dall'altra TrueNAS Scale (basato su Linux Debian). Per un puro file server su hardware datato, la versione Core rimane eccellente per stabilità e leggerezza. Tuttavia, la versione Scale è il futuro del progetto, supporta meglio l'hardware recente e permette di usare applicazioni Docker. Se il PC ha un processore relativamente moderno (post-2015), Scale è la scelta lungimirante. Se il PC è molto vecchio, Core resta la roccia su cui costruire.

Preparazione e Installazione

Il processo inizia creando una chiavetta USB di installazione usando un tool come Rufus su un altro computer. Inseriamo la chiavetta nel futuro NAS, colleghiamo temporaneamente monitor e tastiera, e avviamo dal BIOS.

L'installer è testuale e spartano. I passaggi chiave sono pochi ma essenziali:

  1. Selezionare il disco di destinazione per l'OS (il piccolo SSD, non i dischi grandi per i dati).
  2. Impostare una password di root forte. Questa è la chiave del regno, va conservata con cura.
  3. Scegliere tra avvio BIOS (per PC vecchi) o UEFI (per PC più recenti). Se non siamo sicuri, proviamo prima BIOS.

Al termine, il sistema chiederà di rimuovere la chiavetta e riavviare. Se tutto funziona, apparirà una schermata nera con un elenco di opzioni e, soprattutto, un indirizzo IP (es. 192.168.1.xxx). Da questo momento, stacchiamo monitor e tastiera: il NAS si gestisce comodamente dal browser di un altro PC.

Configurazione dello Storage e la regola del Mirror

Accediamo all'interfaccia web digitando l'indirizzo IP nel browser. La prima missione è creare il "Pool", ovvero l'unione dei nostri dischi rigidi. Andiamo su Storage e seguiamo la procedura guidata.

Qui non bisogna avere dubbi: seguendo la rotta di Navigaweb verso la massima sicurezza, l'unica configurazione sensata per un sistema domestico a due dischi è il Mirror (Raid 1). I dati vengono copiati identici su entrambi i dischi. Se uno muore, l'altro ha tutto. Usare configurazioni come "Stripe" per sommare lo spazio dei dischi è un suicidio digitale: basta perdere un disco per perdere tutto l'archivio.

Dataset e Condivisione Windows (SMB)

Creato il Pool, dobbiamo creare i "cassetti" dove mettere i file, chiamati Dataset. È buona norma creare un utente dedicato (es. "ArchivioUser") nella sezione Credentials > Local Users, evitando di usare l'account root per il trasferimento quotidiano dei file. Successivamente, andiamo su Shares > Windows Shares (SMB) e colleghiamo il nostro Dataset. Attiviamo il servizio SMB e, in pochi secondi, il NAS apparirà nelle risorse di rete di Windows.

Manutenzione: Scrub e Snapshot

Avere un NAS non significa dimenticarsi dei dati. La vera potenza di ZFS sta in due funzioni che vanno attivate subito:

  1. Scrub Tasks: Va programmato una volta al mese. È un processo che legge ogni singolo bit su tutti i dischi per verificare che corrisponda al checksum (l'impronta digitale del dato). Se trova un errore, lo corregge automaticamente leggendo la copia sana dall'altro disco del mirror.
  2. Periodic Snapshot Tasks: Questa è l'assicurazione sulla vita contro i ransomware. Possiamo dire al NAS di "fotografare" lo stato dei file ogni ora o ogni giorno. Queste istantanee occupano spazio solo se i file cambiano. Se un virus cripta tutto il disco di rete, basta tornare allo snapshot della mattina precedente per recuperare tutto in un istante.

Altro da sapere

Prima di chiudere il case e nascondere il server, ecco alcuni aspetti tecnici spesso sottovalutati da chi inizia:

  • Consumi Energetici: Un vecchio PC desktop consuma molto di più di un NAS Synology o QNAP. Parliamo di 60-100W contro 15-20W. È un costo ricorrente in bolletta che va calcolato. Si possono mitigare i consumi attivando i C-States nel BIOS, ma i dischi meccanici consumano sempre energia.
  • Accesso dall'esterno: Mai, per nessun motivo, esporre l'interfaccia di login del NAS direttamente su internet aprendo le porte del router. È il modo più veloce per essere hackerati. Per accedere ai file fuori casa, l'unica via sicura è una VPN. Fortunatamente, TrueNAS supporta plugin come Tailscale o ZeroTier che permettono l'accesso remoto sicuro senza configurazioni complesse del router.
  • Rumore e Calore: I dischi server (come i WD Red o IronWolf) sono più rumorosi dei dischi standard da PC e scaldano di più. Assicuriamoci che il vecchio case abbia almeno una ventola che soffia aria fresca direttamente sugli hard disk, altrimenti la loro vita operativa si accorcerà drasticamente.
  • Formattazione dei dischi: Ricordiamo che inserendo i dischi in TrueNAS, questi verranno formattati in ZFS. Non potranno essere letti collegandoli via USB a un PC Windows in caso di emergenza. Il recupero dati si fa sempre montando i dischi su un sistema che supporta ZFS (un altro TrueNAS o una distro Linux).

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