Quando l'unsubscribe non funziona e come bloccare su Gmail
Aprire la posta al mattino e trovare la casella intasata da messaggi che non ci interessano è un incubo quotidiano. È un po' come avere una cassetta delle lettere fisica che, nonostante venga svuotata ogni giorno, si riempie di volantini pubblicitari non appena giriamo l'angolo. Molti di noi provano a cancellare tutto velocemente, ma è una battaglia persa: il giorno dopo i mittenti insistenti sono di nuovo lì. Segnalare come spam aiuta l'algoritmo di Google, ma non è un metodo infallibile per far smettere qualcuno che ha deciso di scriverci ogni ora.
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Scegliere tra disiscrizione e blocco
Prima di agire, bisogna capire a che tipo di "disturbo" abbiamo a che fare. C'è una differenza enorme tra un negozio che ci manda l'offerta del weekend e una persona che ci tormenta o un sito di truffe. Usare lo strumento sbagliato è come cercare di chiudere una porta a chiave quando in realtà bisognerebbe semplicemente chiedere a qualcuno di andare via.
Rimuovere l'iscrizione alle newsletter
Se le mail arrivano da un servizio a cui ci siamo iscritti in passato, la soluzione più civile e rapida è l'annullamento dell'iscrizione. Google rende questa operazione molto semplice, evitando di dover andare a caccia di quel link minuscolo e quasi invisibile che di solito sta in fondo alla pagina.
- Aprire l'email che non vogliamo più ricevere.
- Guardare in alto, proprio accanto al nome e all'indirizzo di chi ha scritto.
- Cliccare sulla scritta Annulla iscrizione.
- Confermare la scelta nel piccolo riquadro che appare.
In questo modo, Gmail invia una richiesta ufficiale al mittente. Di solito basta un paio di giorni perché le mail smettano di arrivare.
Bloccare un mittente specifico
Quando invece l'invio non è una newsletter ma un singolo indirizzo fastidioso, l'unica soluzione è il blocco. Questa funzione è come mettere un buttafuori all'ingresso della nostra casella: chi è in lista nera non entra più.
- Aprire il messaggio dell'indirizzo che vogliamo eliminare.
- Cliccare sui tre puntini verticali che si trovano in alto a destra, vicino all'orario di invio.
- Selezionare la voce Blocca [Nome del mittente].
Da questo momento, ogni messaggio proveniente da quell'indirizzo verrà spostato automaticamente nella cartella Spam. Non vedremo più notifiche e la nostra posta in arrivo resterà pulita. Se il messaggio è palesemente una truffa, conviene usare anche il tasto Segnala come spam nella barra superiore: questo non solo blocca il mittente, ma avvisa Google per proteggere anche gli altri utenti.
I filtri per i casi più ostinati
Il problema vero nasce quando chi ci scrive è furbo. Molte aziende o spammer non usano un solo indirizzo, ma ne cambiano uno ogni volta: oggi scrivono da info@sito.it, domani da contatti@sito.it. In questi casi, bloccare il singolo contatto è come cercare di tappare i buchi di una diga con le dita: inutile.
Per risolvere questo problema una volta per tutte, dobbiamo creare una regola che intercetti tutto ciò che proviene da quel dominio o che contiene certe parole "chiave" che lo spammer usa sempre. Per fare questo, seguiamo la rotta di Navigaweb impostando un filtro avanzato con un test di verifica prima dell'attivazione.
- Cliccare sull'icona dei cursori (opzioni di ricerca) nella barra in alto.
- Nel campo Da, scrivere solo la parte dopo la chiocciola (es. @sito.it). Se invece volete bloccare messaggi che parlano di un certo argomento, usate il campo Contiene le parole.
- Cliccare sul tasto Cerca: questo passaggio è fondamentale perché ci permette di vedere se il filtro è troppo generico e rischia di cancellare anche mail importanti.
- Se i risultati sono corretti, cliccare su Crea filtro.
- Mettere la spunta sulla voce Elimina (o scegliere di spostarle in un'etichetta specifica per leggerle con calma in un secondo momento).
- Confermare cliccando di nuovo su Crea filtro.
Questo sistema è imbattibile perché agisce sul contenuto e non solo sull'indirizzo, distruggendo le mail indesiderate prima ancora che arrivino ai nostri occhi.
Gestire gli alias per prevenire lo spam
Un modo intelligente per non riempirsi di spazzatura è usare gli alias. Esistono due tipi di alias: quelli professionali per chi usa Google Workspace (account aziendali), che permettono di creare indirizzi separati che arrivano nella stessa posta, e quelli "di filtraggio" per gli account gratuiti.
Per chi ha un account normale, il trucco è aggiungere il simbolo del più (+). Se la nostra mail è mario@gmail.com, possiamo registrarci a un sito usando mario+shopping@gmail.com. Le mail arriveranno comunque a noi, ma potremo creare un filtro istantaneo per tutte quelle inviate a quell'indirizzo specifico. Se quel sito vende i nostri dati, sapremo esattamente chi è stato. Per chi vuole qualcosa di più strutturato, può approfondire come creare alias email in Outlook, Gmail e Yahoo.
Estensioni e strumenti esterni
Se la casella è diventata un caos totale, possiamo usare degli aiuti esterni. Esistono estensioni come BlockSender per Chrome, che aggiunge opzioni più aggressive al blocco di Gmail. Una funzione curiosa è l'invio di un falso messaggio di errore al mittente, per fargli credere che l'indirizzo non esista più.
Se invece preferiamo una pulizia di massa delle iscrizioni, ci sono servizi più moderni e sicuri. Leave Me Alone è ottimo per la privacy e permette di disattivare decine di newsletter con un clic. In alternativa, Clean Email è ideale per chi vuole raggruppare migliaia di vecchi messaggi per categorie e fare tabula rasa in pochi secondi.
Cose utili che spesso ci si dimentica
- Le mail bloccate o filtrate finiscono nello Spam o nel Cestino e restano lì per 30 giorni prima di essere eliminate per sempre.
- Il mittente bloccato non riceve alcun avviso: non saprà mai di essere stato messo in lista nera.
- Per sbloccare qualcuno, basta andare nelle Impostazioni, selezionare Filtri e indirizzi bloccati e rimuovere l'indirizzo dalla lista.
- Non rispondere mai a mail sospette per chiedere di essere rimossi: questo conferma agli spammer che l'account è attivo, attirandone altri.
- L'uso di filtri per parole chiave è l'unica vera difesa contro chi cambia indirizzo email ogni pochi secondi.
Diario di bordo di Navigaweb
Personalmente, trovo che la gestione della posta sia diventata una delle attività più stressanti della giornata digitale. Google fa un ottimo lavoro con i filtri automatici, ma c'è un limite: l'algoritmo non sa cosa è "utile" per noi e cosa è solo "rumore". Io preferisco l'approccio drastico dei filtri per dominio o parola chiave: una volta impostati, mi dimentico di esistere per certi mittenti. Il mio consiglio è di dedicare mezz'ora ogni sei mesi a una pulizia profonda della casella; è un investimento di tempo che paga in termini di salute mentale e produttività.
Se utilizziamo client come Thunderbird o Outlook per leggere la posta, possiamo impostare dei filtri anche su questi programmi per pulire una volta e per tutte la casella email dalla posta indesiderata o dalle email dei seccanti. Per approfondire possiamo leggere la guida alle migliori alternative a Microsoft Outlook per le Email su PC.
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