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Quali sono i processori migliori per smartphone

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come misurare le performance dei processori nei cellulari smartphone e tablet, quanto è importante che siano dual core o quad core e come giudicarli
Processori smartphone Abbiamo praticamente detto tutto sui processori dei computer, della differenza tra CPU e su come capire la velocità di un processore multi-core ma poco sappiamo dei processori utilizzati sugli smartphone.

In questo caso sono disponibili diversi tipi di chip con diverse caratteristiche e potenza variabile in base al produttore scelto e al numero di core offerto: alcuni processori tendono ad essere più veloci e supportati rispetto ad altri e la presenza di un determinato chip può fare la differenza tra due modelli di telefoni praticamente identici.

In questo articolo vedremo insieme i migliori processori per smartphone, così da capire quanto sono diversi rispetto le CPU dei computer normali e su quale processore conviene puntare se apriamo molte app contemporaneamente.

LEGGI ANCHE -> Comprare il processore o CPU del computer; cosa bisogna sapere

Prestazioni: I Top di Gamma 2025/2026

Se l'obiettivo è il gaming ad alto refresh rate, l'editing video in mobilità o semplicemente la garanzia di avere un dispositivo reattivo per i prossimi cinque anni, la scelta si riduce a tre protagonisti. In questo fine 2025, la tecnologia a 3 nanometri (3nm) è ormai lo standard consolidato, garantendo un rapporto prestazioni/consumi mai visto prima.

Apple A19 Pro (Serie iPhone 17)

Con la serie 17 uscita a settembre, Apple ha introdotto l'A19 Pro. Rispetto al predecessore, questo chip non punta solo sulla potenza bruta, ma sull'integrazione neurale avanzata.

  • Perché sceglierlo: È imbattibile nelle operazioni "single-core", ovvero la reattività immediata all'apertura delle app. La gestione termica è stata rivista per evitare i problemi di surriscaldamento visti in passato.
  • Il dettaglio tecnico: La GPU ora supporta un Ray Tracing ancora più complesso, rendendo i giochi console-quality una realtà su mobile.

Qualcomm Snapdragon 8 Elite (e varianti Plus)

Abbandonata la vecchia nomenclatura "Gen", la piattaforma Snapdragon 8 Elite (con i core Oryon proprietari) è il motore dei migliori Android come Samsung Galaxy S25 Ultra e Xiaomi 15 Ultra.

  • Punti di forza: La GPU Adreno rimane il riferimento assoluto per i videogiocatori su Android. L'efficienza energetica è superiore a qualsiasi generazione precedente, permettendo autonomie che superano agevolmente la giornata anche sotto stress.
  • Attenzione a: Esistono varianti "overclocked" (spesso siglate "for Galaxy" o "Plus") che offrono frequenze leggermente più alte, utili solo nei benchmark ma impercettibili nell'uso reale.

MediaTek Dimensity 9400 / 9500

Il pregiudizio su MediaTek è ormai storia antica. Il Dimensity 9400 (e l'imminente 9500) utilizza un'architettura "All Big Core", eliminando i core piccoli a basso consumo per massimizzare la potenza.

  • Analisi: Nei test multi-core, spesso supera la controparte Qualcomm. È la scelta preferita da brand come Vivo e Oppo per i loro flagship fotografici, grazie a un ISP (processore d'immagine) eccezionale.

L'Intelligenza Artificiale nel processore

Esiste una categoria di processori che, pur non vincendo la gara dei numeri grezzi nei benchmark, offre un'esperienza utente superiore grazie all'ottimizzazione software specifica.

Google Tensor G5 (Pixel 10)

Il salto generazionale del 2025 è stato cruciale. Il Tensor G5, costruito finalmente con processi produttivi TSMC (gli stessi di Apple), ha risolto i problemi di efficienza termica e ricezione modem dei modelli precedenti.

  • Focus: Non compratelo per giocare a Genshin Impact a 120fps. Sceglietelo se volete l'IA di Gemini Nano che gira in locale, capace di riassumere note vocali, modificare foto e tradurre chiamate in tempo reale senza connessione internet.

Samsung Exynos 2500

Dopo anni di alti e bassi, l'Exynos 2500 ha raggiunto una maturità notevole. Presente sui modelli base della serie Galaxy S25 in Europa, offre prestazioni grafiche solide grazie alla collaborazione con AMD per la parte GPU.

Fascia Media: Il miglior rapporto Qualità/Prezzo

Qui si nascondono le vere gemme. Spesso, spendendo 400€ invece di 1000€, si ottiene il 90% dell'esperienza d'uso quotidiana grazie a questi processori.
  • Snapdragon 7+ Gen 3 / 8s Gen 3: Queste sigle indicano processori che sono, essenzialmente, dei top di gamma depotenziati. Hanno la stessa architettura dei fratelli maggiori ma frequenze ridotte. Sono perfetti per chi vuole longevità senza spendere una fortuna.
  • MediaTek Dimensity 8400 Ultra: Il re della fascia media. Consumi ridicoli e fluidità estrema. Se trovate uno smartphone sotto i 350€ con questo chip, è un acquisto sicuro.
  • Nothing / CMF Chips: Spesso usano versioni customizzate di processori MediaTek (come il Dimensity 7300 Pro) che offrono un ottimo equilibrio per l'uso social e multimediale.

CPU economica = pessime performance?


Il processore è il motore, ma non può trainare l'auto da solo se le ruote sono sgonfie. Un errore comune è acquistare uno smartphone con una CPU decente ma con memoria insufficiente, creando un "collo di bottiglia".

Nel 2025, le app e il sistema operativo richiedono molte risorse, specialmente con l'introduzione delle funzioni AI locali. Per questo motivo, la rotta di Navigaweb suggerisce nuovi standard minimi:

  • RAM: Su Android, il minimo sindacale per non avere rallentamenti è oggi 8 GB di RAM. Scendere a 4 o 6 GB significa vedere le app ricaricarsi continuamente ogni volta che le si apre. Lo standard ottimale è 12 GB.
  • Memoria Interna: Non conta solo lo spazio (minimo 256 GB consigliati), ma la velocità. Assicuratevi che la memoria sia di tipo UFS 3.1 o UFS 4.0. Una memoria lenta renderà lento anche il processore più veloce del mondo.

Su iPhone il discorso è diverso grazie all'ottimizzazione di iOS, ma anche Apple ha alzato i requisiti di RAM per supportare le funzioni di Apple Intelligence.

I processori dei telefoni sono tutti uguali?


Chip telefoni

Sebbene la base di partenza sia la stessa per tutti (il silicio) e l'architettura dominante sia quella ARM, le differenze tra i vari produttori nel 2025 sono marcate. Non si tratta solo di potenza grezza, ma di come il processore gestisce l'intelligenza artificiale, le fotocamere e la batteria.

  • Apple: Produce internamente i chip della serie AXX per iPhone (e serie M per iPad/Mac). L'integrazione tra hardware e software è totale. Il riferimento attuale è l'Apple A19 Pro, cuore della gamma iPhone 17.
  • Qualcomm: L'azienda statunitense resta il punto di riferimento per il mondo Android di fascia alta. Ha abbandonato la vecchia nomenclatura "Gen" per passare alla serie Snapdragon 8 Elite, che offre le migliori prestazioni grafiche per il gaming mobile.
  • MediaTek: Un tempo considerata l'alternativa economica, oggi l'azienda taiwanese combatte ad armi pari coi giganti. La serie Dimensity 9400 è un mostro di potenza che spesso supera i concorrenti in efficienza energetica.
  • Samsung: Produce i chip Exynos. Dopo anni di rincorsa, il nuovo Exynos 2500 ha colmato il divario tecnologico, offrendo ottime prestazioni in ambito fotografico e di connettività sui Galaxy destinati all'Europa.
  • Google: I processori Google Tensor (giunti alla quinta generazione, G5) non puntano alla velocità massima nei benchmark, ma sono ottimizzati specificamente per l'Intelligenza Artificiale generativa e l'elaborazione vocale sui Pixel.

È importante notare come la vecchia distinzione tra "Qualcomm per i ricchi" e "MediaTek per i poveri" sia ormai superata. Oggi MediaTek domina anche nella fascia alta, mentre Google ha creato una sua nicchia specifica basata sull'IA.

Le app sono più veloci su dispositivi multi-core?


Il mito del "più core ci sono, meglio è" va ridimensionato. Oggi quasi tutti i processori sono Octa-core (8 core), ma la differenza la fa la qualità dei singoli core e la presenza della NPU (Neural Processing Unit).

Applicazioni social come TikTok o Instagram non diventano più veloci aggiungendo core, ma diventano più fluide se il processore ha una buona efficienza "single-core". Al contrario, i giochi e l'editing video beneficiano del multi-core.

La vera novità è che molte operazioni moderne (come scontornare una foto o tradurre un testo) non vengono più fatte dalla CPU principale, ma dalla NPU dedicata all'intelligenza artificiale. Quindi, più che contare i core, oggi bisogna guardare quanto è potente il motore neurale del chip.

I processori potenti consumano più batteria?


big.LITTLE

Paradossalmente, un processore top di gamma moderno può consumare meno di un processore economico vecchio. Questo grazie ai processi produttivi a 3 nanometri (3nm), che riducono drasticamente la dispersione di energia e calore.

La tecnologia ha evoluto il concetto big.LITTLE. Oggi i chip utilizzano architetture complesse (come 1+5+2 o addirittura "All Big Core" di MediaTek) dove:

  • I Core di Efficienza gestiscono le notifiche e la musica a schermo spento consumando quasi zero.
  • I Core Performance si attivano solo quando aprite un gioco o una pagina web pesante.

Quindi, avere un processore potente non significa necessariamente avere poca autonomia. Anzi, un chip potente "finisce" il lavoro prima e torna a dormire prima, risparmiando batteria rispetto a un processore lento che deve rimanere attivo al 100% per minuti interi solo per aprire un PDF pesante.

Come controllare le CPU su Android


Per controllare la frequenza dei processori sugli Android vi segnaliamo di scaricare l'app CPU X.
CPU X Quest'app mostra tutte le informazioni sull'hardware del telefono Android, così da conoscere quanti core sono presenti e come sono suddivisi (se presente il big.LITTLE).

Per approfondire possiamo installare anche delle applicazioni di Overclock CPU per Android, che permettono di abbassare o aumentare la frequenza della CPU.

Si possono anche usare le app di confronto o di benchmarking, in particolare l'app Antutu.

LEGGI ANCHE: Migliori smartphone Android in assoluto per ogni fascia di prezzo.






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