Smartphone vecchio e lento non buttarlo ecco come salvarlo

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Quali accorgimenti adottare per far tornare veloce uno smartphone Android o un iPhone se vecchio e ormai lento nell'aprire app
Rendere veloci telefoni vecchi

Aprire un'applicazione e dover aspettare secondi interminabili fissando uno schermo nero è una delle situazioni più frustranti della quotidianità digitale. La memoria si riempie, la tastiera compare in ritardo e il primo istinto spinge quasi sempre ad aprire il portafoglio per acquistare un modello di ultima generazione.

I produttori di hardware traggono enorme vantaggio da questa sensazione di inadeguatezza. Gli aggiornamenti software sembrano studiati apposta per appesantire i dispositivi con meno di tre anni di vita, rendendo faticose anche le operazioni più basilari.

Nella stragrande maggioranza dei casi, il processore all'interno del telefono possiede ancora tutta la potenza necessaria per gestire chiamate, navigazione web e messaggistica. Il blocco deriva da colli di bottiglia software, accumulo di file inutili o usura di componenti facilmente sostituibili.

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Identificare le vere cause dei blocchi di sistema

L'hardware di un telefono non rallenta con il passare del tempo. Un processore mantiene la stessa capacità di calcolo del primo giorno di accensione. Quello che cambia in modo drastico è il peso del software che deve gestire.

Le applicazioni si aggiornano continuamente aggiungendo funzioni spesso superflue. Nel frattempo i sistemi operativi diventano sempre più esigenti in termini di memoria RAM.

A questo si somma l'archiviazione interna. Quando lo spazio sul disco scende sotto la soglia del dieci per cento, il sistema non riesce più a spostare i file temporanei necessari per funzionare in modo fluido. Inizia così un circolo vizioso fatto di blocchi improvvisi e surriscaldamenti anomali.

Liberare memoria e il rischio della RAM virtuale

Il consiglio standard di cancellare qualche fotografia o video raramente risolve la situazione. I file multimediali occupano spazio statico, mentre il vero nemico della fluidità risiede nei dati dinamici memorizzati in background dalle applicazioni di uso quotidiano.

Applicazioni di messaggistica come Telegram o WhatsApp scaricano automaticamente migliaia di file audio, video e immagini che rimangono sepolti nelle cartelle di sistema. Svuotare la cache di queste singole applicazioni dalle impostazioni centrali porta benefici immediati.

Bisogna fare attenzione a una funzione molto pubblicizzata: la estensione della RAM (o RAM virtuale). Molti produttori propongono di usare una parte della memoria di archiviazione come se fosse RAM. In realtà, poiché la memoria flash è infinitamente più lenta della RAM reale, questa funzione può creare micro-scatti e rallentamenti. Disattivarla spesso restituisce una stabilità maggiore al sistema.

Per una pulizia profonda senza cadere nella trappola di finte app di ottimizzazione piene di pubblicità, conviene affidarsi a strumenti open source. Un esempio eccellente è SD Maid SE, un programma gratuito e trasparente in grado di scovare i file orfani lasciati dalle applicazioni disinstallate mesi prima.

Rimuovere il software di fabbrica invisibile

Ogni dispositivo Android viene venduto con decine di applicazioni preinstallate dal produttore o dall'operatore telefonico. Molti di questi programmi non possono essere disinstallati in modo tradizionale e rimangono attivi in memoria, consumando risorse preziose e rallentando l'avvio del sistema.

Per estirpare questi processi inutili senza invalidare la garanzia, seguiamo la rotta di Navigaweb utilizzando un potente strumento per computer che dialoga direttamente con il dispositivo.

Parliamo di Universal Android Debloater, una piattaforma grafica capace di identificare e disattivare in sicurezza il software spazzatura.

Per utilizzarlo occorre seguire passaggi precisi:

  • Abilitare le opzioni sviluppatore toccando sette volte il numero di build nelle informazioni del telefono.
  • Attivare la funzione Debug USB all'interno del nuovo menù sviluppatore.
  • Collegare il dispositivo al computer tramite cavo.
  • Avviare il programma sul computer per leggere la lista dei pacchetti sicuri da disinstallare.

Eliminare i processi di background dei vari servizi cloud integrati a forza dai produttori asiatici restituisce istantaneamente reattività ai vecchi modelli.

Accelerare visivamente il dispositivo riducendo le animazioni

Esiste un metodo molto efficace per far sembrare il sistema più scattante, agendo unicamente sul modo in cui l'interfaccia grafica gestisce le transizioni tra le finestre.

Tutti i sistemi operativi mobili utilizzano animazioni fluide per rendere l'esperienza d'uso piacevole. Su processori datati, questi effetti grafici diventano scatti fastidiosi.

Entrando nelle opzioni sviluppatore attivate in precedenza, si possono individuare tre voci specifiche: Scala animazione finestra, Scala animazione transizione e Scala durata animatore.

Modificando il valore di default da 1x a 0.5x, i menù si apriranno nella metà del tempo. Il processore ringrazierà per il minor carico di lavoro e l'impressione di velocità sarà tangibile al primo tocco sullo schermo.

Il peso di una batteria esausta sulle prestazioni generali

Un dettaglio ampiamente ignorato riguarda il legame diretto tra l'usura della batteria e la velocità del telefono. Le celle agli ioni di litio perdono la capacità di fornire picchi di tensione elevati dopo circa due anni di ricariche continue.

Quando il processore richiede massima potenza per aprire un'app pesante, una batteria degradata non riesce a supportare lo sforzo energetico, causando a volte uno spegnimento improvviso del telefono.

Per evitare questi crolli di sistema, i produttori inseriscono algoritmi che tagliano drasticamente le frequenze del processore non appena rilevano una batteria deteriorata. Il dispositivo diventa lento per proteggersi dallo spegnimento.

Sostituire la batteria presso un centro riparazioni indipendente richiede una spesa minima e, quasi sempre, restituisce le prestazioni del primo giorno di acquisto, rendendo inutile la spesa di centinaia di euro per un modello nuovo.

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Il ripristino ai dati di fabbrica come soluzione estrema

Se tutte le procedure di pulizia non portano risultati evidenti, il ripristino completo del dispositivo rappresenta l'ultimo passaggio prima di valutare la sostituzione dell'hardware.

La formattazione elimina ogni traccia di errori di sistema, conflitti tra applicazioni e aggiornamenti installati male nel corso degli anni.

Prima di procedere, il salvataggio dei file personali su un computer o su un servizio cloud risulta indispensabile, poiché la memoria interna verrà completamente rasa al suolo. Una volta riavviato, il consiglio principale prevede di installare solo le applicazioni strettamente necessarie, evitando di ripristinare backup completi che trascinerebbero nuovamente i vecchi problemi nel sistema appena pulito.

Installare nuovo sistema operativo

Se non abbiamo risolto nulla nemmeno con il ripristino, probabilmente il sistema operativo è diventato troppo lento per poter essere eseguito sull'hardware a disposizione. Mentre su iPhone e iPad non potremo fare nient'altro (se non comprare uno dei nuovi dispositivi Apple), su Android potremo provare a installare LineageOS, ossia una versione modificata e alleggerita di Android.

Installando questo nuovo sistema operativo ci libereremo delle app di sistema preinstallate dal produttore (quasi tutte inutili e che occupano memoria e RAM), disponendo quindi di più risorse per le nostre app. Su alcuni smartphone e tablet è necessario prima sbloccare il bootloader prima di procedere all'installazione; per fare questa operazione possiamo leggere le nostre guide su Come sbloccare il Bootloader di Android e su Come usare ADB Sideload per installare ROM, aggiornamenti, ripristino.

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