Avviso di memoria insufficiente su Windows e come risolverlo

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Quando compare l'avviso di memoria insufficiente su Windows, la causa raramente è la RAM ma le impostazioni su SysMain e file di paging
Memoria insufficiente

L'avviso di "Memoria insufficiente" su Windows è una delle frustrazioni più comuni per chi lavora o si diverte al computer. La maggior parte delle persone pensa subito che il proprio PC non abbia abbastanza RAM, la memoria fisica ad accesso veloce, e che l'unica soluzione sia comprare un nuovo banco. In realtà, spesso il sistema operativo stesso, a causa di una gestione imperfetta o di configurazioni non ottimali, genera l'errore anche su macchine con un buon quantitativo di memoria, come 8 o 16 GB.

Chi lavora da casa sperimenta spesso questo intoppo: programmi di comunicazione e schede aperte mantengono decine di istanze secondarie in background, divorando risorse preziose. Riavviare il computer offre solo un sollievo provvisorio, perché i moduli di sistema tornano a occupare i banchi fisici nel giro di un quarto d'ora.

LEGGI ANCHE: Memoria virtuale: impostazione del file di paging, pagefile.sys di Windows

Identificare le perdite di memoria invisibili nei driver

Una saturazione della memoria al novanta per cento con pochi programmi visibili aperti indica quasi sempre una perdita causata da driver di rete obsoleti nel Pool non paginato. Questa anomalia trattiene blocchi di dati nel nucleo del sistema operativo senza elencarli tra le applicazioni ordinarie nel pannello principale.

Per individuare questa anomalia usiamo la combinazione di tasti Ctrl + Shift + Esc ed entriamo nello strumento di Gestione Attività di Windows. Spostiamoci nella scheda Prestazioni e clicchiamo su Memoria. Guardando in basso a destra troviamo la voce Pool non paginato: se questo valore supera i 500 Megabyte o arriva a diversi Gigabyte, siamo davanti a un driver difettoso che disperde RAM.

Nella maggior parte dei casi il colpevole risiede nei pacchetti di gestione della scheda di rete (in particolare i software con controllo del traffico integrato). Scaricare l'aggiornamento pulito del driver dal sito del produttore della scheda madre, installando solo il file base senza suite accessorie, azzera immediatamente questa dispersione invisibile.

Gestire l'avvio automatico e attivare la Modalità Efficienza

Tornando alla scheda Processi, possiamo ordinare le applicazioni cliccando sull'intestazione della colonna Memoria. Qui notiamo subito quali software consumano decine di megabyte senza alcuna utilità immediata.

Su Windows 11 possiamo fare clic con il tasto destro su un processo secondario esoso e selezionare Modalità efficienza. Questa funzione abbassa la priorità del thread e impone all'applicazione di consumare meno risorse in background, liberando spazio prezioso per l'attività su cui stiamo lavorando.

Nella scheda App di avvio disattiviamo invece tutto ciò che non serve all'accensione, come programmi di avvio dei giochi o pannelli ausiliari. Per intervenire in modo ancora più metodico su questa lista, esistono procedure per gestire l'avvio automatico dei programmi ed escludere i moduli non indispensabili.

Regolare il file di paging per evitare i blocchi improvvisi

La memoria virtuale trasferisce temporaneamente i blocchi di dati meno utilizzati dalla RAM verso una porzione del disco fisso chiamata pagefile.sys. Se questo spazio viene gestito male o disattivato del tutto, Windows perde la capacità di allocare risorse di emergenza, provocando la chiusura immediata delle applicazioni.

Per impostare la memoria virtuale in modo corretto, cerchiamo Visualizza impostazioni di sistema avanzate nel menu Start. Entriamo nella sezione Prestazioni, clicchiamo su Impostazioni, selezioniamo la scheda Avanzate e premiamo Cambia nell'area dedicata alla memoria virtuale. Togliamo la spunta alla gestione automatica in alto.

Seguendo la rotta di Navigaweb per stabilizzare il sistema, calcoliamo le dimensioni personalizzate moltiplicando i Gigabyte di RAM fisica per 1024 e poi per 1.5, inserendo lo stesso identico valore sia come dimensione iniziale sia come massima. Su una macchina con 8 GB di memoria scriveremo 12288 MB in entrambe le caselle. Assegnare un valore identico evita che il sistema frammenti il file sul disco ogni volta che tenta di allargare o restringere lo spazio a disposizione.

Gestire SysMain e lo svuotamento della memoria in standby

Il servizio SysMain analizza le abitudini dell'utente e pre-carica file nella memoria cache. Sui sistemi con unità a stato solido e quantitativi di RAM ridotti a 8 GB o meno, questa pre-lettura finisce spesso per occupare lo spazio necessario ai programmi aperti in primo piano, rendendo il cursore scattoso.

Aprendo l'elenco dei servizi di sistema tramite il comando services.msc, individuiamo la voce SysMain, clicchiamo con il tasto destro, accediamo a Proprietà e impostiamo il tipo di avvio su Disabilitato, premendo poi il pulsante per interrompere il processo.

Per la gestione della memoria temporanea rimasta bloccata in background, un supporto arriva da Intelligent Standby List Cleaner. Questo piccolo programma indipendente controlla la lista di standby e ne forza lo svuotamento non appena supera la soglia di 1024 Megabyte, liberando spazio reale senza riavviare il sistema operativo.

Riparare i file di sistema con DISM e SFC

In diverse situazioni, l'esaurimento delle risorse hardware non dipende dalle app aperte, ma da moduli di sistema danneggiati che restano bloccati in tentativi infiniti di ripristino.

Per verificare l'integrità dei componenti base, apriamo il Prompt dei comandi con privilegi di amministratore ed eseguiamo in sequenza questi due strumenti:

  • Il primo comando da digitare è DISM.exe /Online /Cleanup-image /Restorehealth, che contatta i server Microsoft per scaricare le copie corrette dei file di sistema.
  • Il secondo comando da lanciare subito dopo è sfc /scannow, che scansiona l'intero archivio locale e sostituisce i componenti corrotti.

Contenere il consumo del browser e ripulire il disco

I programmi di navigazione web rimangono i principali responsabili dell'occupazione di memoria. Ridurre le estensioni attive a quelle strettamente necessarie evita sprechi costanti. Per compiti leggeri o postazioni datate, conviene valutare browser leggeri e portatili capaci di funzionare con una frazione dell'impatto sul processore.

La pulizia dei file temporanei assicura che il disco mantenga lo spazio libero per la memoria virtuale. Si può usare l'utility nativa di pulizia disco oppure affidarsi a strumenti a codice aperto per ripulire il computer con BleachBit, prestando attenzione a selezionare solo le voci di cui si conosce la funzione.

Chi desidera mantenere la postazione in ordine tramite un pannello centralizzato può consultare le funzioni di Glary Utilities per la gestione del registro e dell'avvio, oppure utilizzare PrivaZer per eliminare a fondo le tracce dei file temporanei obsoleti.

Falsi miti e controlli da evitare sulla memoria

  • Utilizzo di ReadyBoost sulle unità a stato solido. La funzione per attivare ReadyBoost su penna USB serviva a creare cache su vecchi dischi meccanici lenti. Sui moderni SSD questa opzione non produce alcun beneficio e viene disabilitata in automatico dal sistema operativo.
  • Impatto dell'antivirus e scansioni in background. Un software di sicurezza configurato con scansioni euristiche aggressive su ogni file aperto può saturare la RAM in pochi secondi. Controllare l'uso dei processi associati nel Gestione Attività permette di capire se l'antivirus richiede una regolazione delle impostazioni di scansione in tempo reale.
  • Deframmentazione del disco e liberazione della RAM. La deframmentazione ordina i settori logici sui vecchi dischi magnetici, ma non interviene in alcun modo sui dati conservati nei moduli di memoria ad accesso casuale. Sugli SSD non va mai eseguita per evitare usura inutile alle celle di memoria flash.

Diario di bordo di Navigaweb

Quando il computer si blocca mentre abbiamo dieci schede aperte e un file importante da consegnare, la tentazione di forzare lo spegnimento con il pulsante fisico è forte. Nella maggior parte dei casi basta invece impostare a mano la dimensione del file di paging, disattivare SysMain e verificare che un driver non stia allagando il Pool non paginato. Se dopo aver applicato queste modifiche il sistema continua a mostrare avvisi di memoria esaurita durante le normali sessioni sul web, significa che i programmi odierni hanno superato la capacità fisica dell'hardware: a quel punto l'unica strada efficace rimane aggiungere un banco di memoria RAM compatibile.

Se vogliamo invece velocizzare l'avvio dei programmi con RAM-Disk, possiamo approfondire leggendo il nostro articolo Creare un RAM-Disk per lanciare file e programmi dalla memoria veloce.

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