Riparare i file di sistema danneggiati su Windows 11 e 10
Un aggiornamento interrotto, un driver instabile o un improvviso calo di tensione possono compromettere l'integrità di Windows. Il sistema operativo smette di rispondere correttamente, le applicazioni si chiudono senza preavviso o compaiono le temute schermate blu. In questi scenari, la formattazione viene spesso considerata l'unica via d'uscita, ma è un errore di valutazione. Microsoft integra strumenti diagnostici potenti, capaci di confrontare i file presenti sul disco con le versioni originali certificate e sostituire quelli danneggiati. Prima di pensare al peggio, è doveroso sfruttare questi comandi per tentare un recupero chirurgico dell'installazione.
Per poter ripristinare il sistema possiamo benissimo riparare i file di sistema danneggiati, senza procedere con il ripristino totale del sistema o una formattazione classica (processi decisamente lunghi e tediosi). Nella guida che segue vi mostreremo come riparare i file di sistema danneggiati su Windows 11 e 10, utilizzando gli strumenti già integrati all'interno del sistema operativo.
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Primo tentativo: System File Checker (SFC)
Lo strumento di prima linea per la diagnosi è il System File Checker. Questo comando scansiona tutti i file di sistema protetti e sostituisce quelli corrotti con una copia cache compressa che si trova in una cartella specifica di Windows. È l'operazione meno invasiva e spesso sufficiente per risolvere piccoli malfunzionamenti o glitch grafici dell'interfaccia.
Per eseguirlo bisogna aprire il Prompt dei comandi (o Windows Terminal) con privilegi elevati. Cercare "cmd" nel menu Start, cliccare col tasto destro e scegliere Esegui come amministratore.
Nella finestra nera digitare il seguente comando e premere Invio:
sfc /scannow
Il processo richiederà del tempo. Al termine, il terminale restituirà uno di questi quattro messaggi, che vanno interpretati correttamente:
- Nessuna violazione di integrità trovata: Il sistema non ha file corrotti. Se i problemi persistono, la causa è altrove (driver o hardware).
- Impossibile eseguire l'operazione richiesta: C'è un blocco del sistema. Bisogna riprovare avviando Windows in Modalità Provvisoria.
- File danneggiati trovati e ripristinati: Il successo dell'operazione. I file corrotti sono stati sostituiti.
- File danneggiati trovati ma impossibile ripristinarli: La copia cache locale è a sua volta danneggiata. Qui diventa necessario usare lo strumento successivo, DISM.
Riparare l'immagine di sistema con DISM
Quando SFC fallisce, significa che il "magazzino" locale da cui Windows attinge i file di ricambio è compromesso. Il comando DISM (Deployment Image Servicing and Management) serve proprio a questo: ripara l'immagine di sistema scaricando i file sani direttamente dai server Microsoft. È un'operazione che richiede una connessione internet attiva.
Sempre dal prompt dei comandi come amministratore, si può procedere per gradi.
1. Verifica dello stato
Prima di lanciare la riparazione, conviene controllare se l'immagine è effettivamente rilevata come danneggiata. Digitare:
DISM /Online /Cleanup-Image /CheckHealth
Questo controllo è immediato e dice solo se esiste un flag di corruzione. Per una scansione più profonda che cerca effettivamente i danni (richiede qualche minuto), usare:
DISM /Online /Cleanup-Image /ScanHealth
2. Ripristino dell'integritÃ
Se i comandi precedenti segnalano errori, bisogna lanciare la riparazione vera e propria. Questo comando contatta Windows Update, scarica i componenti necessari e ripara l'immagine locale.
DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
La barra di avanzamento potrebbe bloccarsi intorno al 20% o al 40% per diversi minuti: è un comportamento normale, il sistema sta verificando i pacchetti in background. Attendere la fine del processo senza chiudere la finestra.
Una volta che DISM ha completato l'operazione con successo, è fondamentale eseguire nuovamente sfc /scannow. Ora che l'immagine sorgente è stata riparata da DISM, il System File Checker sarà in grado di attingere i file corretti e riparare l'installazione di Windows. Seguire la rotta di Navigaweb in queste procedure tecniche richiede pazienza: l'ordine dei comandi è cruciale per il risultato.
Novità Windows 11: Ripristino tramite Windows Update
Con le versioni più recenti di Windows 11 (dall'aggiornamento 23H2 in poi), Microsoft ha introdotto una funzione che automatizza la riparazione dei file di sistema senza dover usare il terminale o scaricare ISO esterne. Questa opzione reinstalla la versione corrente di Windows scaricando file freschi dai server, mantenendo intatti tutte le app, i file personali e le impostazioni.
Per attivarla abbiamo scritto una guida sulla cosidetta riparazione file di sistema di Windows Update (nome tremendo che significa "ripristino sistema tramite scaricamento dei file corretti da Windows Update")- Aprire le Impostazioni di Windows.
- Andare su Sistema > Ripristino.
- Cercare la voce Risolvi i problemi tramite Windows Update e cliccare su Reinstalla ora.
Il PC scaricherà i componenti necessari e procederà all'installazione. È molto più veloce del vecchio metodo "In-place upgrade" e dovrebbe essere la prima scelta se i comandi SFC e DISM non hanno risolto il problema.
Ripristino tramite aggiornamento sul posto (In-Place Upgrade)
Per gli utenti Windows 10, o se la funzione automatica di Windows 11 non dovesse funzionare, la soluzione definitiva che evita la formattazione è l'installazione sovrascritta manuale. Questa procedura sostituisce in blocco tutti i file di sistema.
- Scaricare lo strumento Media Creation Tool dal sito ufficiale Microsoft (disponibile per Windows 10 e Windows 11).
- Avviare il tool e selezionare l'opzione per creare una ISO.
- Una volta scaricata la ISO, farci doppio clic sopra per montarla come fosse un DVD virtuale ed eseguire il file setup.exe.
- Durante la procedura guidata, assicurarsi che sia selezionata la voce Mantieni i file personali e le app.
Ripristino all'avvio
Gli errori con i file di sistema di Windows sono così gravi da impedire il corretto avvio del sistema operativo? In questo caso possiamo affidarci ad un'utility integrata nella console di ripristino di Windows, chiamata Ripristino all'avvio, in grado di eseguire una scansione e una riparazione dei file di sistema specifici per l'avvio di Windows.
Partendo dal presupposto che il sistema non si avvia correttamente (nel caso in cui il problema capiti casualmente proviamo a riavviare forzatamente Windows durante il caricamento per tre volte) possiamo procedere con questo ripristino premendo sulla voce Opzioni avanzate (o Advanced Options) nella schermata di avviso, cliccando su Risoluzione dei problemi, selezionando Opzioni avanzate e premendo infine su Ripristino all'avvio.
Dopo aver avviato questo strumento di ripristino attendiamo la fine della scansione e riavviamo il computer quando richiesto. Se i file di sistema erano fondamentali per l'accesso a Windows, dopo aver lanciato questo strumento avremo di nuovo accesso al sistema; per evitare ulteriori errori e fare le cose per bene vi consigliamo di lanciare anche SFC e DISM non appena abbiamo accesso al sistema, così da riparare anche eventuali altri file di sistema danneggiati.
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