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Tipi di fibra ottica FTTH: quale la migliore?

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Vediamo insieme i vari tipi di fibra ottica FTTH che possiamo ottenere quando sottoscriviamo un abbonamento per la linea ultraveloce

fibra ottica Abbiamo tanto sentito parlare di fibra ottica come della connessione del futuro, in cui tutti potranno raggiungere velocità elevatissime senza soffrire di interferenze e senza temere che la rete possa saturarsi improvvisamente come capitava con le vecchie ADSL.
Ma dietro la fibra ottica di tipo FTTH (quella più veloce) possono nascondersi vari tipi di tecnologie, che identificano diversi modi con cui veniamo connessi alla rete veloce o alla centrale telefonica più vicina a casa nostra. Prima di sottoscrivere qualsiasi abbonamento, conviene sempre informarsi sul tipo di rete FTTH che andremo a sfruttare: in questa guida vi illustreremo i tipi di fibra ottica FTTH disponibili, indicando per ognuna pregi e difetti.
La prossima volta che sentirete parlare di fibra ottica, sarete sicuramente più informati sull'argomento.

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Attualmente ci sono tre tipi di connessione in fibra ottica di tipo FTTH, ossia la fibra che arriva fin dentro casa (al posto della presa telefonica classica, che sfrutta il rame per tutto o per una buona parte del percorso).

1) Connessione fibra ottica di tipo PTP

PTP

Questa è la connessione migliore, con le prestazioni più elevate (fino a 1 Tbps, ossia 1.000.000 di Mega al secondo) e la maggiore stabilità: il cavo in fibra ottica viene steso dal palazzo dell'operatore più vicino (senza passare dalla centrale telefonica) fino alla presa presente nel muro dell'immobile scelto. Non c'è nessun tipo di dispositivo intermediario o cabinato: il filo non incontra ostacoli, quindi la connessione è diretta (viene riconosciuta anche come fibra ottica dedicata).
Lo svantaggio è nel costo: l'operatore dovrebbe dedicare un singolo cavo di fibra ottica (che di solito può servire fino a 100 o più utenti diversi) ad un solo immobile, con costi di posa e di gestione elevatissimi. Altro svantaggio non indifferente è l'attenuazione del segnale: senza intermediari il segnale in fibra ottica degrada velocemente al crescere della distanza coperta (anche se parliamo di un limite di 70 Km di copertura, ben lontani dai limiti dell'ADSL). Questo tipo di connessione infatti viene offerta solo alle aziende e alle multinazionali, che possono permettersi di pagare tutti i costi accessori di avere una fibra ottica dedicata per la connessione a Internet.

2) Connessione fibra ottica di tipo AON

AON

Per gli utenti casalinghi la connessione più alla portata prevede l'uso di un cavo a fibra ottica la cui capacità viene suddivisa tra tutti gli utenti tramite degli splitter attivi o passivi, posizionati di solito nelle centrali telefoniche o nei cabinati.
La prima tecnologia di questo tipo è conosciuta come AON, ossia Active Optical Network.
Con questo tipo di connessione avremo un cavo in fibra ottica in grado di portare con sé molti segnali contemporaneamente (ogni segnale è un utente) fino allo splitter attivo più vicino all'utente: una volta giunti allo splitter ogni segnale segue la sua via, indirizzato direttamente dallo splitter.
Seguendo l'esempio presente nell'immagine in alto, se noi siamo l'utente A, riceveremo solo pacchetti A dallo splitter più vicino.
Le prestazioni sono molto buone (almeno 10 Gbps) e la stabilità è altrettanto buona, visto che il segnale può essere amplificato all'arrivo nello splitter, così da poter coprire altri 20 Km abbondanti (oltre i 70 Km già visti per la connessione dedicata, che in questo caso collega l'operatore allo splitter).
Ovviamente questo tipo di rete richiede molta manutenzione, visto che lo splitter è attivo (richiede energia elettrica e buon isolamento dai fattori esterni): i costi di gestione sono più elevati rispetto all'ADSL e al FTTC, anche se sono decisamente inferiori rispetto alla connessione PTP.

3) Connessione fibra ottica di tipo PON

PON

La versione più "economica" della fibra ottica FTTH è identificata come PON, ossia Passive Optical Network.
Come facilmente intuibile, in questo caso non sono previsti splitter attivi ma passivi. Con uno splitter passivo non otterremo l'instradamento del segnale, ma otterremo una propagazione di tutti i segnali a tutti gli utenti connessi a esso. Per capire meglio seguiamo l'esempio mostrato nell'immagine sopra: se noi siamo l'utente A, riceveremo anche i segnali B e V; il nostro terminale a muro (ONT) riconoscerà solo i pacchetti della nostra connessione, facendo passare solo il segnale A e filtrando i segnali che non ci riguardano o che non sfruttiamo.
Con questa connessione avremo una buona velocità (fino a 1 Gbps) e una discreta stabilità, ma la copertura massima scende notevolmente rispetto agli altri tipi di connessione, visto che il segnale non viene amplificato: possiamo arrivare una distanza massima di 20 Km dall'operatore. I costi di gestione sono però inferiori quindi anche i prezzi offerti agli utenti: attualmente quasi tutti gli operatori italiani offrono questo tipo di connessione per la fibra ottica di tipo FTTH, identificata anche come GPON (ossia Gigabit Passive Optical Network).

4) Conclusione


Come abbiamo potuto vedere ci sono tante tecnologie che si nascondono dietro la semplice sigla FTTH, ossia la fibra ottica che arriva fino a casa e sostituisce la vecchia presa telefonica. Il sogno di tutti è avere ovviamente un cavo di fibra ottica dedicato solo per noi, ma per gli operatori è ovviamente poco economico procedere in tal senso (a meno che non abbiamo un'azienda da almeno 1000 impiegati).
La connessione AON è la soluzione più logica per avere una connessione proiettata nel futuro, ma molti operatori non vogliono frammentare troppo la rete per evitare di dover pagare ogni volta dei tecnici per fare manutenzione degli splitter attivi, posizionati in centrale telefonica o in un cabinato. Poi gli splitter attivi consumano corrente e, se non servono un numero sufficiente di utenti, sono anti-economici.
La connessione PON è la soluzione più pratica e che accontenta tutti (attualmente): i costi di gestione sono bassi (di fatto solo controllare che i cavi giungano a destinazione, visto che gli splitter passivi non pesano più di tanto sui costi), la velocità di connessione è comunque elevata per gli standard attuali (1000 Mega al secondo, ossia 100 MB scaricabili in un secondo!) e gli operatori possono tirare la fibra senza frammentare troppo la rete, anche se limitati ai 20 Km di copertura massima.
Il futuro prevederà sicuramente un mix tra queste tecnologie, così da poter portare la fibra ottica ovunque in Italia: per quelli sufficientemente vicini all'operatore nelle grandi città (ovvero al suo palazzo dove parte la backbone di rete) sarà possibile sfruttare le connessioni PTP, per i quartieri di periferia e per le città capoluogo di provincia ci saranno invece connessioni AON.
Per chi abita in piccole città ci saranno connessioni PON, magari "connesse" ad un nodo AON presente nel centro abitato più grande nelle vicinanze: in questo modo si riuscirà a portare almeno 300-400 Mega al secondo a tutti, anche quelli sperduti in città da pochi abitanti, senza dover spendere un capitale per portare tutta l'infrastruttura richiesta per la rete AON.
La diffusione di PON probabilmente sostituirà nei prossimi 5-8 anni le attuali connessioni FTTC, dove il segnale in fibra ottica arriva al cabinato e viene riconvertito per poter passare sul cavo di rame del doppino.

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