App VR per Android e iPhone per dare nuova vita al visore 3D
Siamo caduti tutti nella trappola di comprare un visore per smartphone attratti dal prezzo stracciato. Dopo dieci minuti di montagne russe sfocate e nausea garantita, il blocco di plastica finisce inesorabilmente in fondo a un cassetto. Abbiamo voluto ripescare l'attrezzatura per capire se avesse ancora un senso, aggirando gli store ormai pieni di simulatori abbandonati e invasi da pubblicità.
La triste cruda realtà è che gli sviluppatori hanno smesso di lavorare in titoli d'azione per questo formato. Allora ho cambiato completamente approccio, smettendo di cercare esperienze frenetiche e puntando sull'esplorazione tridimensionale, per trrovare una nicchia di software ancora eccellenti per rianimare i visori 3D per smartphone.
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Quale hardware tirare fuori dal cassetto
Esistono diverse tipologie di maschere per smartphone, da quelle di cartone super economiche ai modelli che un tempo costavano centinaia di euro. Se avete intenzione di scaricare le applicazioni descritte di seguito, ecco cosa vi troverete tra le mani o cosa potreste recuperare con pochi spiccioli:
- Google Cardboard, la famosissima scatola di cartone da 10 Euro. Scomoda da tenere sul viso per lunghi periodi, ma resta il punto di partenza perfetto e a bassissimo costo per capire se l'effetto tridimensionale è di proprio gradimento.
- Samsung Gear VR, l'apparecchio sviluppato in collaborazione con Oculus. Se ne avete uno in casa, sappiate che i server ufficiali sono stati spenti da tempo. Tuttavia, bloccando l'avvio automatico del software Oculus all'inserimento del telefono, si può utilizzare come un eccellente e comodissimo contenitore ottico per le app generiche, sfruttando le sue ottime lenti.
- Visori 3D generici. Si trovano ovunque online e costano dai 15 Euro in su. Sono realizzati in plastica, dotati di fasce elastiche per la testa e lenti regolabili. Vanno benissimo per supportare le esplorazioni tridimensionali in modo confortevole, avendo la cura di scegliere modelli che lasciano spazio per il cavo delle cuffie.
L'intrattenimento visivo e i viaggi immersivi
Risulta inutile tentare di forzare i limiti del processore dello smartphone con grafica complessa. La vera forza di questi dispositivi risiede nei contenuti pre-registrati e nei panorami sferici. Quando il display si trova a pochi millimetri dalla retina, l'assenza di scatti e l'elevata risoluzione ingannano il cervello in modo realistico.
Per preparare l'ambiente, il primo download obbligatorio è Google Cardboard (disponibile anche per iPhone). Oltre a scansionare il codice QR stampato sul visore per allineare perfettamente le lenti, include alcune demo iniziali per calibrare i movimenti della testa in modo preciso.
L'applicazione ufficiale di YouTube VR rimane l'archivio definitivo. Digitando la dicitura "360 VR" all'interno della barra di ricerca, si accede a un database infinito di documentari, concerti dal vivo e riprese subacquee. Le impostazioni di riproduzione integrate permettono di dividere lo schermo in due parti speculari semplicemente toccando l'icona a forma di maschera.
Per godersi show o eventi dal vivo, VUZ Live 360 VR Videos raccoglie riprese esclusive in modalità immersiva. Il catalogo si concentra molto su eventi sportivi, dietro le quinte ed esplorazioni urbane, permettendo all'osservatore di spostare lo sguardo liberamente durante l'azione.
Arte, scienza e didattica esplorativa
Archiviata l'idea dei giochi sparatutto, la componente didattica resta il genere in cui questo formato dà il meglio di sé. La percezione delle proporzioni fisiche è un fenomeno impossibile da replicare davanti a un normale monitor piatto.
Google Arts and Culture (scaricabile anche su App Store) consente di immergersi fisicamente nell'arte. Selezionando la modalità di visualizzazione idonea, l'utente cammina virtualmente all'interno dei musei di tutto il mondo. Il senso di scala davanti a sculture famose o resti archeologici restituisce un impatto visivo notevole, abbattendo le distanze geografiche.
Spingendosi oltre l'atmosfera terrestre, lo storico simulatore Titans of Space (disponibile solo su Aptoide) rimane un capolavoro di ottimizzazione mobile. Chi indossa il dispositivo si ritrova seduto nell'angusto abitacolo di una navicella orbitante che rimpicciolisce i giganteschi pianeti a una scala comprensibile dall'occhio umano. Mostra in modo drammatico l'effettiva enormità dei giganti gassosi rispetto alla Terra.
Sul fronte dell'apprendimento interattivo, InCell VR si distingue dalla massa. Il giocatore viene rimpicciolito a livello microscopico per viaggiare all'interno del corpo umano e combattere contro il virus dell'influenza. L'azione si muove su binari fluidi, riuscendo a mantenere un ritmo alto senza scatenare forti fastidi allo stomaco.
Trasformare il telefono in un visore per PC
Invece di far faticare la batteria del telefono con software poveri di dettagli, abbiamo sfruttato la potente scheda video del PC. Questa è un'intuizione fuori dagli schemi, la rotta di Navigaweb per bypassare del tutto i limiti del mobile: trasformare lo smartphone in un display wireless compatibile con l'immensa libreria di SteamVR.
Il ponte di collegamento più stabile che abbiamo configurato è iVRy, concepito per azzerare i noiosi passaggi di configurazione di rete. Richiede l'installazione di un piccolo programma sul computer e dell'omonima applicazione sul telefono. In pochi secondi, Windows riconosce il cellulare come un hardware nativo, permettendo di lanciare simulatori di guida o titoli complessi direttamente sullo schermo del telefono infilato nella maschera.
Altri dettagli sul VR
- I bordi delle immagini risultano perennemente sfocati: Le lenti in plastica soffrono sempre di una marcata aberrazione periferica. Esclusivamente il centro esatto dell'immagine rimane realmente a fuoco, motivo per cui occorre abituarsi a ruotare l'intera testa e non soltanto muovere i bulbi oculari.
- Risolvere le fastidiose schermate sdoppiate: La distanza laterale tra i due occhi cambia da individuo a individuo. Se la maschera dispone di rotelline sulla parte superiore, queste vanno regolate lentamente finché la distanza interpupillare non fa coincidere alla perfezione le due metà dell'immagine proiettata.
- La telecamera nel gioco continua a spostarsi da sola: I sensibili sensori di movimento perdono l'orientamento se il processore del cellulare si surriscalda troppo. Basta estrarre l'apparecchio, bloccare lo schermo e appoggiarlo su un piano perfettamente orizzontale per dieci secondi, permettendo ai micro-componenti interni di azzerarsi.
- Gestire la nausea (Motion Sickness): Se i fotogrammi generati dall'applicazione scendono bruscamente, il divario tra ciò che l'occhio registra e ciò che l'orecchio interno avverte genera forte malessere. Ai primissimi sintomi di vertigine, bisogna interrompere immediatamente la sessione e togliere il dispositivo.
- Il telecomando bluetooth comprato a parte non risponde: Moltissimi software datati si aspettano l'impulso derivante dal tastino magnetico montato sulle prime scatole di cartone di Google. Se il codice di quelle app non è mai stato aggiornato per leggere i gamepad moderni, la pressione dei tasti esterni viene ignorata dal sistema operativo.
Diario di bordo di Navigaweb
Ho passato un intero fine settimana a installare decine di file per testare vecchi titoli e capire cosa si potesse salvare. Penso che l'idea di giocare a sparatutto frenetici usando il giroscopio di un telefono è un concetto nato morto, superato dai dispositivi standalone ad alto budget. Eppure, conservo ancora il mio vecchio visore cardboard sulla mensola. Lo tiro giù esclusivamente per far fare passeggiate su Google Arts and Culture a parenti e amici che non hanno mai provato esperienze simili, perché l'effetto "wow" sui documentari sferici è rimasto intatto nel tempo. Il momento in cui questo pezzo di plastica si ripaga da solo, però, è quando lo collego via Wi-Fi al mio computer con iVRy: avviare un gioco di astronavi su Steam e guardarsi intorno nell'abitacolo usando uno schermo da sei pollici incastrato in un guscio da venti euro, offre una soddisfazione da veri smanettoni.
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