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I 10 sistemi operativi Linux più strani e curiosi

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Le distribuzioni Linux tra le più particolari, strani, curiosi che si possono trovare e provare sul PC
versioni linux strane e particolari Anche se i sistemi Linux non sono mai veramente entrati nei computer della maggior parte delle persone normali, ci sono molti motivi per utilizzarlo.
Abbiamo visto quindi, non solo le 10 Distro Linux più usate al mondo, ma anche altre liste come, ad esempio, le distro Linux più utili per vari scopi anche se si usa Windows sul PC principale.
In questa lista, invece, vediamo quali sono le distribuzioni Linux, ossia sistemi operativi basati sul kernel Linux, che sono davvero tra i più particolari, strani, curiosi che si possono trovare.
Invece di fermarci alle solite distribuzioni note, oggi seguiamo la rotta di Navigaweb verso i confini più estremi e curiosi dell'informatica, dove programmatori annoiati o regimi totalitari hanno lasciato il segno. Ecco i sistemi operativi più strani che potete trovare in rete. Questi sistemi si possono effettivamente anche provare e installare sul proprio PC di casa o sul portatile, anche se diventano interessanti soltanto per le loro particolarità strane, come andremo a vedere.

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1. Red Star OS: Il "Mac" della Corea del Nord

Non è uno scherzo, ma il sistema operativo ufficiale della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Sviluppato dal Korea Computer Center, Red Star OS è tecnicamente una distribuzione Linux basata su Fedora, ma è stata pesantemente modificata per assomigliare quasi perfettamente a un vecchio macOS di Apple. L'aspetto grafico è pulito ed elegante, ma il codice nasconde funzioni inquietanti.

Il sistema include un meccanismo di watermarking dei file: ogni volta che viene inserita una chiavetta USB, il sistema marca silenziosamente tutti i file presenti (foto, documenti, video) con un codice univoco crittografato. Questo permette al governo di tracciare la diffusione di contenuti offline e capire chi ha passato un file a chi. Include anche un browser chiamato Naenara modificato per navigare solo nella intranet nazionale. Se un utente prova a disabilitare l'antivirus o il firewall, il computer si riavvia o si blocca automaticamente per "autodifesa".

2. Suicide Linux: La roulette russa digitale

Più che una distribuzione completa, questo è un pacchetto (disponibile anche come container Docker) per utenti che amano il rischio estremo o vogliono punirsi per la propria imprecisione. L'idea alla base di Suicide Linux è semplice quanto terrificante: se digitate un comando nel terminale in modo corretto, il sistema lo esegue. Se sbagliate a scrivere anche una sola lettera, il sistema interpreta l'errore automaticamente come rm -rf /.

Questo comando cancella istantaneamente l'intero disco rigido senza chiedere conferma. È un esercizio di precisione assoluta: un singolo errore di battitura significa la fine del sistema operativo e la perdita di tutti i dati. Non ha alcuna utilità pratica se non quella di generare adrenalina pura ogni volta che si preme il tasto Invio.

3. Tiny Core Linux: Il minimalismo maniacale

In un mondo dove gli aggiornamenti di Windows pesano gigabyte, l'immagine ISO di Tiny Core Linux pesa circa 23 MB (versione CorePlus). Non è un errore di battitura. Creato da un ex sviluppatore di Damn Small Linux, questo sistema porta il concetto di "essenziale" al limite fisico: include solo il kernel Linux e l'interfaccia grafica più spartana possibile.

La sua particolarità è che non è pensato per essere installato sul disco rigido nel modo tradizionale, ma per essere caricato ed eseguito interamente nella RAM all'avvio. Questo lo rende velocissimo anche su computer vecchi di vent'anni, ma richiede una certa competenza tecnica per salvare le modifiche e renderlo utilizzabile quotidianamente. È la dimostrazione vivente di quanto codice superfluo ci sia nei moderni sistemi operativi.

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4. UwUntu e AmogOS: I meme moderni

La cultura di internet ha prodotto sistemi operativi nati per ridere ma che, sorprendentemente, sono utilizzabili e aggiornati.

  • UwUntu è una variante di Ubuntu pensata per gli appassionati di anime e cultura "weeb". Oltre ad avere sfondi e temi grafici ispirati all'animazione giapponese, integra strumenti preinstallati come Steam, Discord e client per vedere video. Nonostante il nome scherzoso, è una distro solida.
  • AmogOS, ispirato al videogioco Among Us, è nato come parodia. L'interfaccia grafica è disegnata interamente a mano con lo stile "scarabocchiato" del gioco e ogni icona è un personaggio della crew. È assurdo da vedere, ma tecnicamente funzionale, creato inizialmente per Raspberry Pi.

5. CAINE: La scena del crimine digitale

Tra le stranezze utili, c'è un'eccellenza italiana: CAINE (Computer Aided INvestigative Environment). È una distribuzione GNU/Linux live pensata specificamente per la forensics digitale, ovvero l'analisi dei computer dopo un crimine informatico o per il recupero dati.

La sua caratteristica unica è la rigorosa politica di scrittura: di default, CAINE blocca qualsiasi tentativo di scrittura su dischi e dispositivi collegati. Monta tutto in modalità "Sola Lettura" (Read Only). Questo serve a garantire che le "prove" non vengano mai alterate o corrotte accidentalmente durante l'analisi, mantenendo l'integrità giuridica dei dati. Include strumenti potenti per recuperare file cancellati, analizzare la cronologia ed estrarre dati dalla RAM.

6. Hannah Montana e Justin Bieber Linux

Non si può parlare di stranezze senza citare i due pilastri storici delle "distro inutili", nate nell'epoca d'oro dei forum.

  • Hannah Montana Linux è diventata leggenda: una versione di Kubuntu colorata di viola brillante con le foto di Miley Cyrus ovunque. Nata nel 2008, è tecnicamente defunta, ma la comunità la tiene in vita come oggetto di culto digitale.
  • Justin Bieber Linux (chiamata anche Biebian) nacque come risposta ironica. L'autore stesso dichiarò nel sito ufficiale: "Questo OS è uno scherzo, chiunque lo prenda sul serio è pazzo". Rimangono la testimonianza di un periodo in cui creare una distro personalizzata era il passatempo preferito degli smanettoni.

7. Ubuntu Christian Edition e Satanic Edition

La battaglia tra bene e male si è combattuta anche sui repository. Ubuntu Christian Edition (UbuntuCE) era (oggi non funziona più) un progetto serio, ancora scaricabile nella versione basata su Ubuntu 22.04. Offre un ambiente "pulito" con filtri parentali pre-configurati per bloccare contenuti non adatti (DNS Minder), software per lo studio della Bibbia come Xiphos e versetti che appaiono sul desktop quotidianamente.

Per puro contrasto nacque la Ubuntu Satanic Edition (SE), una raccolta di temi oscuri, sfondi fiammeggianti e musica heavy metal rilasciata con licenza Creative Commons. La versione Satanic è ferma da molti anni ed era puramente estetica e provocatoria, con versioni numerate ironicamente come la 666.9.

8. RebeccaBlackOS: L'innovazione inaspettata

Il nome fa pensare a un altro scherzo musicale come i precedenti, dedicato alla cantante del brano virale "Friday". In realtà, RebeccaBlackOS è una delle distribuzioni più interessanti dal punto di vista tecnico storico, ancora attiva e funzionante. È stata la prima distro Live al mondo a implementare di default Wayland (il moderno protocollo grafico che sostituisce il vecchio X11) quando ancora le grandi distribuzioni non osavano toccarlo per instabilità.

Sviluppata da un vero fan della cantante, è servita per anni come banco di prova eccellente per testare le ultime novità di Wayland e del toolkit Qt, dimostrando che a volte l'abito (o il nome assurdo) non fa il monaco.

9. GoboLinux: L'anarchico del File System

Se conoscete un po' Linux, sapete che i programmi vengono divisi e sparpagliati in cartelle standard come /usr/bin o /etc. GoboLinux rifiuta questo standard storico e riorganizza tutto in modo logico. Qui ogni programma ha la sua cartella isolata.

Ad esempio, Firefox si troverà in /Programs/Firefox/Versione/. Non esiste un database dei pacchetti centrale: il file system è il database. Se volete disinstallare un programma, basta cancellare la sua cartella, esattamente come si fa su alcuni sistemi mobile o parzialmente su macOS. Il progetto è ancora attivo e rappresenta un esperimento affascinante di design alternativo.

10. Bedrock Linux: La chimera

Perché scegliere tra la stabilità di Debian, i pacchetti di Arch e la semplicità di Ubuntu quando si possono avere tutti insieme? Bedrock Linux è una "meta-distribuzione" che permette di mescolare parti di altri sistemi operativi nello stesso ambiente.

Potete installare il cuore di Bedrock e poi aggiungere i repository di Arch Linux, quelli di Debian e quelli di Fedora contemporaneamente. Il sistema fa convivere i diversi gestori di pacchetti (apt, pacman, dnf) manipolando il file system in tempo reale. È un esperimento complesso, adatto solo a utenti molto esperti che vogliono il controllo totale o l'accesso a software esclusivi di diverse distribuzioni senza usare macchine virtuali.

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