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Tenere dati e password sincronizzati su ogni browser

Aggiornato il:
assare da PC a smartphone senza perdere schede aperte, preferiti e credenziali. I metodi per avere tutto connesso su qualsiasi schermo
sincronizza i browser tra pc e celluari

Si compra un telefono nuovo o si deve formattare il PC e, improvvisamente, ci si accorge che decine di accessi ai siti, schede lasciate aperte per ricerche importanti e preferiti salvati negli anni sono rimasti chiusi dentro l'altro dispositivo. Ripartire da zero è un incubo: bisogna recuperare ogni account uno per uno, cercando di ricordare quale email avevamo usato per quel sito di dieci anni fa.

Smettere di salvare le informazioni solo in locale cambia tutto. Avere lo stesso ambiente di lavoro sul computer dell'ufficio, sul tablet e sullo smartphone permette di iniziare a leggere un articolo su uno schermo e finirlo su un altro senza interruzioni. È come avere un unico zaino con tutte le proprie cose, che ci segue ovunque invece di dover lasciare un pezzo di equipaggiamento in ogni stanza della casa.

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I limiti della sincronizzazione automatica

I browser che usiamo tutti i giorni hanno funzioni integrate per fare questo lavoro. Se usiamo Google Chrome sia su Windows che su Android, l'accesso con l'account Google allinea in un attimo cronologia, estensioni e password. Funziona allo stesso modo per Microsoft Edge con l'account Microsoft o Safari per chi resta nel mondo Apple.

Il vero pasticcio inizia quando si usano programmi diversi. Chi usa Chrome sul computer ma preferisce Safari su iPhone scoprirà che i due non si parlano. In più, affidare tutte le chiavi di casa a un solo browser non è l'idea migliore per la sicurezza. Esistono dei virus, chiamati infostealer, che fanno esattamente questo: entrano nel PC e rubano i file dove il browser salva le password, spesso riuscendo a prenderle prima ancora che l'antivirus si svegli.

Se si decide di restare con la sincronizzazione del browser, bisogna fare un passaggio fondamentale per non rischiare. Nelle impostazioni di Chrome o Edge bisogna cercare la passphrase di sincronizzazione. È una parola d'ordine extra che cripta i dati. Senza questa, i dati sono leggibili dai server dell'azienda; con questa, diventano un codice indecifrabile. Attenzione però: se si dimentica questa password, i dati sincronizzati spariscono per sempre perché non esiste un tasto "recupera password" per questa funzione.

La soluzione senza account: la catena di sincronizzazione

Per chi non ha voglia di creare l'ennesimo account o non vuole che Google o Microsoft sappiano ogni singolo sito che visita, esiste una via alternativa molto interessante.

Brave usa un sistema chiamato Sync Chain. Non chiede email o password, ma genera un codice di parole casuali o un QR code sul primo dispositivo. Basta inquadrare quel codice con il telefono o scriverlo sull'altro PC e i due dispositivi iniziano a scambiarsi dati in modo criptato. È un collegamento diretto tra i dispositivi, senza un "capo" centrale che controlla tutto.

Sganciarsi dal browser per essere davvero liberi

Il modo migliore per non essere schiavi di un programma di navigazione è separare i dati dal software. Se teniamo i segnalibri e le password in un posto neutro, possiamo cambiare browser domani mattina senza perdere nemmeno un link. Separare le credenziali dal programma di navigazione e usare servizi cloud indipendenti traccia la rotta di Navigaweb per liberarsi dai limiti dei singoli produttori e blindare gli accessi.

App per gestire le password su ogni schermo

Un gestore di password esterno funziona come un portachiavi universale: l'installiamo sul telefono e come estensione sul PC, e lui inserisce i dati automaticamente ovunque, che si usi Firefox, Safari o Edge.

  • Bitwarden è probabilmente la scelta migliore. È open source, il che significa che chiunque può controllare che non ci siano "porte aperte" per i pirati. La versione gratuita è generosa, sincronizza tutto su infiniti dispositivi e non mette limiti al numero di password salvate.
  • Proton Pass è l'ultima novità arrivata dalla Svizzera. Oltre alle password, permette di creare delle email "finte" (alias) quando ci si registra a un sito. In questo modo il sito non conosce la nostra vera email e non possiamo essere inondati di pubblicità.
  • KeePassXC è per chi non si fida di nessun server. Le password sono salvate in un file che sta solo sul proprio PC. Per averle anche sul telefono, basta spostare quel file su un cloud come Dropbox o Google Drive e aprirlo con app come Strongbox. È un po' più scomodo all'inizio, ma è l'unico modo per avere il controllo totale.

Sincronizzare i preferiti tra browser differenti

Se le password sono a posto, restano i segnalibri. Spostarli tra browser diversi di solito richiede di esportare e importare file ogni volta, un lavoro noioso e inutile.

Raindrop.io trasforma i preferiti in una sorta di archivio visivo. Invece della solita lista di link, crea delle cartelle con anteprime delle pagine, quasi come se fosse un social network dei propri link. Funziona ovunque e rende i segnalibri accessibili senza dipendere dal browser.

Per chi invece vuole che i preferiti restino proprio nella barra del browser, Floccus è una soluzione geniale. È un'estensione che sincronizza i segnalibri di browser diversi usando un server personale o un semplice account Google Drive. In pratica, se aggiungo un link su Firefox in ufficio, dopo un attimo lo trovo su Chrome a casa.

Dubbi comuni e piccoli intoppi

Gestire i dati su più dispositivi è comodo, ma ci sono alcune cose che possono andare storte se non si sta attenti.

  • Cancellazioni a catena: Se la sincronizzazione è attiva, cancellare una password sul telefono la cancella subito anche sul PC. Per evitare disastri, ogni tanto è bene fare un backup manuale dei preferiti in formato HTML.
  • Troppe estensioni: Se sincronizziamo tutto, il portatile potrebbe trovarsi pieno di estensioni che servono solo sul PC fisso, rallentando il sistema. Nelle impostazioni di sincronizzazione conviene togliere la spunta a "Estensioni" e scegliere solo cronologia e password.
  • Batteria e dati: Sincronizzare i dati non consuma quasi nulla, ma se abbiamo centinaia di schede aperte che il browser deve aggiornare costantemente, la batteria dello smartphone potrebbe scendere più velocemente.
  • PC pubblici e università: Accedere al proprio account sincronizzato su un computer che non è nostro è un rischio enorme. Chiunque usi quel PC dopo di noi potrebbe vedere le nostre password e la nostra cronologia. In questi casi, l'unica soluzione è usare sempre la modalità Incognito.

Diario di bordo di Navigaweb

Se mi chiedete cosa faccio io, la risposta è semplice: non mi fido dei browser per le password. Ho provato a usare quella di Chrome per anni, ma l'idea che tutto dipenda da un unico account Google mi mette ansia. Mi sono spostato su Bitwarden e non sono più tornato indietro. La libertà di poter cambiare browser in tre secondi senza dover fare l'export di mille file è impagabile. Il mio consiglio è di fare lo stesso: usate il browser per navigare e un gestore esterno per ricordare. È un piccolo sforzo di configurazione all'inizio, ma vi salva la vita quando il PC decide di smettere di accendersi nel momento meno opportuno.

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