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Radiazioni WiFi e salute: rischi reali e falsi miti

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Analisi sulle onde WiFi: rischi reali per salute, bambini e neonati. Distinguiamo tra radiazioni ionizzanti e non, con standard di sicurezza attuali
Pericolosità Wi-Fi

La spia del modem lampeggia incessantemente nel buio del corridoio o, peggio, sul comodino della camera da letto. È un'immagine familiare che spesso accende un dubbio silenzioso in molti genitori e persone attente alla salute: vivere immersi 24 ore su 24 in una bolla di frequenze radio invisibili ha un costo biologico? Quando si parla di bambini o neonati, il cui organismo è in rapida evoluzione, la domanda smette di essere una curiosità tecnica e diventa un'ansia legittima.

In rete si trova di tutto: dai venditori di "gabbie di Faraday" per router a chi sostiene che sia tutto innocuo. La verità fisica, però, sta nel mezzo e richiede di comprendere come funzionano l'energia e la potenza di trasmissione, al di là delle opinioni personali. Analizziamo la questione partendo dalla fisica delle onde per arrivare a una gestione intelligente della rete domestica.

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Radiazioni Ionizzanti vs Non Ionizzanti: capire la differenza

Wi-Fi dannose

La parola "radiazione" fa paura perché la associamo istintivamente a Chernobyl o ai raggi X. In fisica, però, radiazione significa semplicemente trasporto di energia. Per capire se il WiFi è pericoloso, bisogna guardare dove si colloca nello spettro elettromagnetico.

Le onde radio del WiFi (2.4 GHz, 5 GHz e i nuovi 6 GHz del WiFi 6E/7) sono radiazioni non ionizzanti. Significa che i loro fotoni non hanno abbastanza energia per strappare elettroni dagli atomi o per spezzare i legami del DNA, il meccanismo che porta alle mutazioni cellulari e ai tumori. Al contrario, i raggi ultravioletti del sole (quelli che prendiamo in spiaggia) sono parzialmente ionizzanti e quindi, paradossalmente, un'ora di sole senza protezione è biologicamente più aggressiva per la pelle di un anno intero vissuto accanto a un router.

L'unico effetto scientificamente provato delle onde radio ad alta frequenza sui tessuti biologici è l'effetto termico, ovvero il riscaldamento. Tuttavia, le normative europee impongono ai router domestici limiti di potenza di trasmissione (EIRP) bassissimi, generalmente sotto i 100 mW (milliwatt). Per fare un paragone brutale ma efficace: un forno a microonde opera sulle stesse frequenze del WiFi (2.4 GHz) ma spara circa 800.000 o 1.000.000 di milliwatt. Il router ne emette meno di 100. Non c'è fisicamente abbastanza energia per cuocere o scaldare nulla.

I rischi per Bambini e Neonati: tra scienza e precauzione

Perché allora si parla tanto di proteggere i bambini? Il motivo risiede nella fisiologia: i bambini hanno una scatola cranica più sottile e un sistema nervoso in fase di sviluppo, che contiene più acqua (e l'acqua assorbe le radiofrequenze). Teoricamente, le onde possono penetrare più in profondità nel cervello di un bambino rispetto a quello di un adulto.

Nonostante questa predisposizione fisica, decenni di studi epidemiologici monitorati dall'ICNIRP (la commissione internazionale che stabilisce i limiti di sicurezza) e dall'OMS non hanno evidenziato un nesso causale tra l'esposizione ai livelli standard del WiFi e patologie gravi. La classificazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) inserisce i campi a radiofrequenza nel "Gruppo 2B" (possibili cancerogeni), una categoria "limbo" che include anche l'estratto di foglie di aloe vera e i sottaceti asiatici, usata quando le prove sono limitate e non si può escludere il rischio al 100% per principio scientifico.

La legge dell'inverso del quadrato

C'è una regola fisica immutabile che è la miglior alleata della nostra salute: l'intensità di un campo elettromagnetico diminuisce drasticamente con la distanza. Si chiama legge dell'inverso del quadrato. Raddoppiando la distanza dalla sorgente, l'esposizione non si dimezza, ma diventa un quarto.

Questo significa che spostare il router da "sopra la scrivania" a "sopra una mensola a due metri di distanza" abbatte l'esposizione del 90% circa. Non serve schermare la casa, basta non far dormire il bambino con la testa a 10 centimetri dalle antenne.

Il vero colpevole: Router vs Smartphone

C'è un paradosso tecnologico che spesso ignoriamo. Ci preoccupiamo del router WiFi posizionato nel corridoio, ma permettiamo ai ragazzi di tenere lo smartphone in tasca o, peggio, di dormire con il telefono sotto il cuscino.

Un cellulare, quando ha poco campo, può emettere picchi di potenza molto superiori a quelli di un router per agganciare la cella telefonica, e lo fa a contatto diretto con il corpo. In termini di assorbimento specifico (SAR), una chiamata di 20 minuti con il cellulare all'orecchio equivale a stare mesi interi in una stanza con il WiFi acceso. Se l'obiettivo è la salute digitale, la priorità va data all'uso degli auricolari e alla modalità aereo di notte, prima ancora di guardare al modem.

Come configurare il Router per la massima sicurezza

Inquinamento Wi-Fi

Se vogliamo applicare il "principio di precauzione" senza rinunciare alla connessione, non servono vernici speciali o adesivi anti-radiazione (spesso truffaldini). La soluzione è nel software del dispositivo.

Seguendo la rotta di Navigaweb, vi consiglio di non limitarvi a spegnere il WiFi, ma di agire sulla potenza di trasmissione. Accedendo al pannello di controllo del router (solitamente digitando 192.168.1.1 o 192.168.0.1 nel browser), cercate nelle impostazioni Wireless avanzate la voce Transmit Power (o Potenza Trasmissione). Di default è sempre al 100% (High). Provate a impostarla su Medium (50% o 75%): in un appartamento standard la velocità di navigazione resterà identica, ma avrete dimezzato l'emissione elettromagnetica alla fonte e ridotto le interferenze con i vicini, migliorando paradossalmente la stabilità della linea.

Altro sull'esposizione domestica

Per chiudere il cerchio su cosa è sensato fare e cosa è solo marketing della paura, ecco una sintesi degli aspetti pratici da considerare oggi:

  • Le frequenze 5GHz e 6GHz penetrano meno: I router moderni usano frequenze più alte. Contrariamente a quanto si pensa, più alta è la frequenza, meno questa riesce a superare i muri. Un router WiFi 6 in un'altra stanza irradia la camera da letto molto meno di un vecchio router 2.4 GHz, perché i muri assorbono gran parte dell'energia.
  • La funzione "WiFi Scheduler": Quasi tutti i modem moderni (AVM Fritz!Box, ASUS, TP-Link) hanno una funzione per spegnere automaticamente il modulo radio di notte. Usatela. Oltre a eliminare le onde mentre dormite, impedisce ai ragazzi di connettersi di nascosto alle 3 di notte e risparmia elettricità.
  • Laptop sulle ginocchia: Se usate il portatile sulle gambe e sentite calore, quello non è il WiFi, ma la batteria e la CPU. Quel calore è dannoso per la fertilità maschile se l'esposizione è prolungata. Usate sempre un vassoio o un supporto rigido.
  • L'inganno delle "tcche": Non giudicate la potenza delle radiazioni dalle "tacche" del segnale sul telefono. Le tacche indicano la qualità della decodifica del segnale, non l'intensità bruta del campo elettromagnetico.
  • Cablare dove possibile: Per le postazioni fisse (PC desktop, Smart TV, Console), il cavo Ethernet rimane la scelta superiore per velocità, ping e zero emissioni. Usare il cavo per i dispositivi ad alto traffico alleggerisce il lavoro del WiFi per tutto il resto della casa.
LEGGI ANCHE: differenze tra reti Wi-Fi 2,4 GHz e 5 GHz.

3 commenti


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3 Commenti
  • rapbando
    26/10/25

    https://www.youtube.com/watch?v=PDMxRTknknE

  • rapbando
    26/10/25

    Invece è molto pericoloso e ci sono tutti gli studi indipendenti a supporto

  • Claudio Pomes
    4/11/25

    lascio il video, ma il discorso è relativo e non si può fare assolutismo in questo senso. Ad esempio, dormire con lo smartphone sul comodino non fa mai male, ma è ovvio che metterlo sotto al cuscino non è proprio consigliato. Per un router di casa è lo stesso, non credo che lo metterai sotto al letto di tuo figlio no?


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