Compressione NTFS su SSD e Hard Disk: Guida all'uso intelligente
Vedere la barra rossa dello spazio su disco in Esaurimento è una delle situazioni più fastidiose per chi lavora al PC. Prima di correre ad acquistare costosi drive esterni o abbonamenti cloud, Windows offre una soluzione integrata che molti ignorano per paura di rallentare il sistema: la compressione NTFS. Spesso si nota l'opzione "Comprimi contenuto per risparmiare spazio su disco" nelle proprietà delle cartelle e si esita a spuntarla. Facciamo chiarezza su come utilizzare questa funzione nel 2026, distinguendo tra miti del passato e la realtà degli attuali SSD.
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Come funziona la Compressione Trasparente
A differenza degli archivi ZIP o RAR che richiedono un'estrazione manuale, la compressione del file system NTFS agisce in modo "trasparente". I file vengono ridotti fisicamente sul disco, ma l'utente continua a vederli e aprirli normalmente. Il sistema operativo si occupa di decomprimerli nella memoria RAM al momento dell'apertura e di ricomprimerli al momento del salvataggio. Questo processo comporta uno scambio fondamentale: si risparmia spazio di archiviazione pagando un piccolo prezzo in cicli della CPU. Anni fa, con i processori single-core, questo scambio era penalizzante; con le moderne CPU multi-core, l'impatto è spesso impercettibile per l'uso ufficio, ma va valutato attentamente in base al disco in uso.
L'impatto sulle prestazioni: SSD vs Hard Disk
La strategia cambia radicalmente a seconda che si utilizzi un vecchio disco meccanico o una moderna unità a stato solido. Qui bisogna seguire la rotta di Navigaweb per non commettere errori: l'obiettivo è bilanciare velocità e capacità .
Su un Hard Disk Meccanico (HDD), la compressione può talvolta migliorare le prestazioni. Poiché questi dischi sono molto lenti a leggere i dati, leggere un file compresso più piccolo richiede meno tempo fisico. La CPU moderna impiega un attimo a decomprimerlo, rendendo l'intera operazione paradossalmente più rapida rispetto alla lettura del file non compresso.
Sugli SSD e unità NVMe, la situazione si capovolge. Questi drive sono velocissimi, spesso capaci di leggere dati più velocemente di quanto la CPU riesca a processare la decompressione. Attivare la compressione su file usati frequentemente su un SSD può introdurre una latenza, rallentando il sistema. Tuttavia, dato l'alto costo per gigabyte degli SSD, la compressione rimane validissima per cartelle di "archiviazione fredda", ovvero documenti che non si aprono ogni giorno.
Cosa Comprimere e Cosa Evitare
L'errore da non commettere è applicare la compressione all'intera unità C:. Questo approccio "a tappeto" crea più problemi che benefici. Bisogna agire in modo selettivo.
Le cartelle ideali per la compressione
- Documenti e Log: I file di testo, i documenti Word, i PDF testuali e i file di log possono ridursi drasticamente, liberando molto spazio senza impatti sulle prestazioni.
- Immagini Raw e Grafica: Formati non compressi come BMP o TIFF beneficiano molto della compressione NTFS.
- Programmi usati raramente: Se avete installato software che aprite una volta al mese, comprimere la loro cartella di installazione è un ottimo modo per non disinstallarli recuperando comunque spazio.
Cosa non bisogna mai comprimere
- File Multimediali: Musica MP3, video MP4, foto JPG e filmati in streaming sono già compressi all'origine. Comprimerli nuovamente con NTFS è inutile: non si guadagna spazio e si costringe il processore a un lavoro superfluo.
- Cartelle di Sistema e Boot: Non toccate mai la cartella Windows o i file di avvio. Anche se il sistema spesso protegge questi file, forzare la compressione può causare schermate blu o mancati avvii.
- Videogiochi e Database: I giochi moderni richiedono un flusso dati istantaneo; la compressione può causare scatti (stuttering). Similmente, i database o i file di macchine virtuali che vengono modificati costantemente subiscono una frammentazione eccessiva se compressi.
Guida all'attivazione sicura
Per attivare la compressione su una cartella specifica senza rischi, la procedura è semplice e reversibile:
- Selezionare la cartella desiderata in Esplora File.
- Cliccare con il tasto destro e scegliere Proprietà .
- Nella scheda "Generale", premere il pulsante Avanzate....
- Spuntare la casella Comprimi contenuto per risparmiare spazio su disco.
- Confermare con OK. Windows chiederà se applicare le modifiche anche a sottocartelle e file: confermate per massimizzare il risultato.
Noterete che i nomi dei file compressi, se l'opzione è attiva nelle impostazioni di visualizzazione, potrebbero apparire in blu. Se volete un controllo più granulare sullo spazio occupato, strumenti come WizTree aiutano a visualizzare quali cartelle stanno occupando più spazio reale prima di decidere di comprimerle.
CompactOS: L'evoluzione per Windows 10 e 11
Molti utenti non sanno che Microsoft ha introdotto una funzione chiamata CompactOS. Questa è l'unica forma di compressione consigliata per i file di sistema. Invece di comprimere i singoli file in modo disordinato, CompactOS riduce l'impronta dell'installazione di Windows (i file binari del sistema operativo) recuperando dai 2 ai 4 GB di spazio.
È possibile gestire questa funzione dal prompt dei comandi (eseguito come amministratore):
- Verifica stato:
compact.exe /CompactOS:query - Attivazione:
compact.exe /CompactOS:always - Disattivazione:
compact.exe /CompactOS:never
Questa operazione è sicura e il sistema gestisce automaticamente la decompressione necessaria senza che l'utente debba preoccuparsi di nulla.
Dettagli tecnici essenziali
Prima di procedere, ecco alcune informazioni tecniche che spesso vengono omesse ma sono fondamentali per un esperto:
- Il vincolo dei 4KB: La compressione NTFS funziona esclusivamente se il disco è formattato con cluster di dimensione predefinita a 4KB. Se avete formattato un disco dati con cluster più grandi per ottimizzare le prestazioni video, l'opzione di compressione non sarà disponibile.
- Copia e Decompressione: Attenzione quando spostate i file. Se copiate un file compresso su una chiavetta USB o lo inviate via email, il file verrà decompresso automaticamente e occuperà la sua dimensione originale. La compressione vive solo sul disco dove è attivata.
- Frammentazione: I file compressi tendono a frammentarsi più velocemente. Sugli SSD questo non è un problema critico, ma sui dischi meccanici richiede una manutenzione più frequente.
- Verifica dell'efficacia: Per capire se la compressione sta funzionando, guardate le proprietà del file o della cartella e confrontate "Dimensioni" (grandezza originale) con "Dimensioni su disco" (spazio occupato). Se i valori sono quasi identici, come nel caso di file .zip o .mp4, conviene disattivare la compressione per quella cartella.
Se la necessità è archiviare dati a lungo termine che non devono essere consultati immediatamente, l'uso di software specifici come 7-Zip resta la soluzione superiore, garantendo rapporti di compressione molto più elevati rispetto all'NTFS nativo.
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