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Spostare la cache di Chrome e Firefox su RAM e navigare più veloci

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Trasferire i file temporanei nella RAM per accelerare il caricamento delle pagine, eliminare tracce e preservare l'integrità del disco SSD
Spostare cache browser

Ogni sessione web genera migliaia di operazioni di scrittura sul disco. Immagini, script, cookie e file temporanei vengono scaricati continuamente per rendere la navigazione successiva più rapida. Questo meccanismo, nato quando le connessioni internet erano lente, oggi presenta un paradosso: scriviamo gigabyte di dati "spazzatura" su SSD costosi, consumandone i cicli di scrittura, per poi doverli cancellare manualmente per motivi di privacy o spazio. Spostare queste operazioni dalla memoria di archiviazione (SSD/HDD) alla memoria volatile (RAM) elimina il collo di bottiglia dell'I/O, garantisce che ogni traccia svanisca allo spegnimento del PC e offre una reattività istantanea nel caricamento delle pagine già visitate.

Nonostante l'evidente vantaggio tecnico, i browser moderni tendono a nascondere questa possibilità. Google Chrome e i suoi derivati hanno rimosso le opzioni semplici anni fa, mentre Firefox mantiene una flessibilità superiore per chi sa dove mettere le mani. Intervenire su questi parametri permette di sfruttare l'hardware in modo intelligente, specialmente su macchine con 16GB o più di memoria, dove allocarne una piccola parte ai file temporanei non impatta sulle prestazioni generali.

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Firefox: Configurazione avanzata senza software esterni

Il browser di Mozilla si distingue per la gestione granulare delle risorse tramite il pannello di configurazione avanzata. Non serve installare nulla; basta modificare alcune stringhe interne per dire al software di ignorare il disco rigido e usare esclusivamente la RAM per la cache.

Per attivare questa modalità, digitare about:config nella barra degli indirizzi e confermare di voler procedere accettando i rischi. Nel campo di ricerca in alto, inserire browser.cache.disk.enable. Se il valore è impostato su true, fare doppio clic sulla riga per portarlo a false. In questo modo si disattiva completamente la scrittura della cache sul disco fisico.

Successivamente, cercare browser.cache.memory.enable e verificare che sia impostato su true. Per definire quanta memoria dedicare (evitando che Firefox ne prenda troppa), è necessario creare un nuovo parametro. Cliccare con il tasto destro in un punto vuoto della lista, selezionare Nuovo e poi Intero. Il nome da assegnare è browser.cache.memory.capacity. Il valore va espresso in Kilobyte: per assegnare 512 MB inserire 524288, mentre per 1 GB inserire 1048576. Un valore di -1 lascia la gestione automatica al browser, ma definirlo manualmente è preferibile per mantenere il controllo delle risorse.

Per verificare che tutto funzioni, riavviare Firefox e digitare about:cache. Alla voce Disk si leggerà "none" o disabilitato, mentre alla voce Memory si vedrà lo spazio allocato e in uso.

Chrome ed Edge: Creazione di un RAMDisk

I browser basati su Chromium (Google Chrome, Microsoft Edge, Brave, Vivaldi) non permettono di disabilitare la cache su disco tramite opzioni interne. La strategia vincente consiste nel creare un'unità virtuale nella RAM (un disco che esiste solo finché il PC è acceso) e forzare il browser a salvare i dati lì. Questo approccio è più drastico ma estremamente efficace.

Software per il disco virtuale

Per creare l'unità serve un driver apposito. In rete esistono molte soluzioni, ma poche sono affidabili e gratuite per questo scopo specifico.

ImDisk Toolkit è lo standard di riferimento per chi cerca una soluzione open source e leggera. Permette di allocare memoria dinamicamente (occupa RAM solo quando serve davvero, fino al limite impostato) e non ha limitazioni artificiali sulla dimensione del disco creato. L'interfaccia è spartana ma funzionale, ideale per impostare il disco all'avvio di Windows senza rallentamenti.

RAMDisk

Per chi preferisce interfacce più moderne o possiede hardware specifico, AMD Radeon RAMDisk offre un'alternativa solida. Pur essendo brandizzato AMD, funziona su qualsiasi processore (Intel compreso). La versione gratuita ha un limite sulla dimensione massima del disco (solitamente 4GB), che tuttavia è più che sufficiente per ospitare la cache di un browser. È una soluzione "install and forget" molto stabile.

Per provare altri programmi per creare al volo RAMDisk vi consigliamo di leggere la nostra guida su come creare un RAMDisk per lanciare file e programmi dalla memoria veloce

Collegamento del browser al RAMDisk

Una volta installato il software (consigliamo ImDisk per la flessibilità), configurare un nuovo disco (ad esempio lettera R:) con una dimensione di 1 GB o 2 GB e formattazione NTFS. A questo punto bisogna istruire Chrome a usare quel percorso.

Il metodo più sicuro, che resiste agli aggiornamenti del browser, è la modifica del collegamento sul desktop o nella barra delle applicazioni. Cliccare con il tasto destro sull'icona di Chrome (o Edge), selezionare Proprietà e individuare il campo Destinazione. Bisogna aggiungere un parametro alla fine della stringa esistente, dopo le virgolette finali. Inserire uno spazio vuoto e poi:

--disk-cache-dir="R:\ChromeCache"

La stringa completa apparirà simile a ...chrome.exe" --disk-cache-dir="R:\ChromeCache". Cliccare su OK e avviare il browser esclusivamente da questo collegamento. Per chi vuole mantenere la rotta di Navigaweb sempre pulita e performante, questa configurazione assicura che alla chiusura di Windows ogni traccia di navigazione venga fisicamente distrutta dalla perdita di alimentazione della RAM.

LEGGI ANCHE: Come spostare cartelle da un disco a un altro

Spostare la cache dei browser con Cache Relocator


Dopo aver creato il RAMDisk necessitiamo di un altro programma che ci faciliti lo spostamento della cache dei browser, senza dover ammattire tra mille cartelle e comandi. Il miglior programma della categoria è SoftPerfect Cache Relocator, un'applicativo disponibile senza installazione (portable).
Cache Relocator Il tool mostrerà subito la posizione della cache dei browser installati nel sistema; per spostarli premiamo sul tasto Move accanto al browser che utilizziamo in quel momento sul PC e facciamo puntare la cache sulla cartella Cache creata all'interno del disco virtuale RAMDisk.

Ora non dobbiamo far altro che aprire il browser ed iniziare a navigare: noteremo fin da subito una velocità maggiore nel caricamento delle pagine, specie quelle già visitate, visto che il contenuto della cache è conservato direttamente sulla memoria RAM (che ricordiamo è molto più veloce dell'SSD o dei nuovi NVMe).

Considerazioni su stabilità e utilizzo

Esiste un mito secondo cui spostare la cache su RAM rallenti l'avvio del browser. In realtà, con i processori moderni, la rigenerazione della cache è quasi istantanea e i benefici in reattività durante la navigazione superano di gran lunga il tempo di "primo caricamento" di un sito. Tuttavia, se la RAM di sistema si satura, Windows potrebbe iniziare a usare il file di paging su disco, annullando i benefici. Per questo motivo raccomandiamo questa pratica solo su sistemi con almeno 8 GB di RAM totali (meglio 16 GB).

Un altro aspetto tecnico riguarda i crash di sistema. Se il computer si spegne improvvisamente (blackout o schermata blu), la cache è persa. Questo non significa perdere le password o i preferiti (che sono salvati altrove nel profilo utente), ma solo che le immagini e gli script dei siti aperti dovranno essere riscaricati al riavvio successivo. È un compromesso accettabile per la maggior parte degli utenti avanzati.

  • Siti di streaming: Piattaforme come Netflix o YouTube usano la cache in modo aggressivo. Se il video si blocca o va a scatti, potrebbe essere finito lo spazio sul RAMDisk. In tal caso, aumentare la dimensione allocata a 2 GB o più.
  • Collegamento simbolico: Gli utenti più esperti possono usare il comando mklink /D nel prompt dei comandi per reindirizzare la cartella di cache predefinita (in AppData) verso il RAMDisk. Questo metodo rende la modifica attiva per qualsiasi scorciatoia o link esterno aperto, ma è più rischioso se il disco R: non viene montato all'avvio.
  • Usura SSD: Sebbene gli SSD moderni abbiano una durata (TBW) molto alta, eliminare 5-10 GB di scritture inutili al giorno contribuisce a mantenere il drive in salute più a lungo, specialmente su laptop economici.
  • Navigazione in Incognito: La modalità incognito non usa la cache su disco per definizione (o la cancella alla chiusura), ma usare un RAMDisk offre un livello di sicurezza aggiuntivo anche per la navigazione "standard", poiché i dati non toccano mai il supporto magnetico o le celle di memoria permanente.

LEGGI ANCHE: come pulire la cache di Chrome, Firefox e Edge.






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