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Riparare settori danneggiati disco su SSD o Hard disk

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Programmi gratuiti per controllare la presenza di settori danneggiati del disco del PC e provare a ripararli

settori danneggiati Una delle cause principali di un computer che si blocca non si avvia o ha dati che non riesce a caricare è la presenza di settori danneggiati sul disco, sia esso un hard disk o un'unità SSD.
I settori danneggiati (chiamati anche cluster) si verificano quando una parte del disco non può più essere scritta o letta. Quando si salva un file sull'hard disk, i dati vengono salvati in diversi settori che possono essere o non essere adiacenti l'uno all'altro. Se un settore che contiene dati di quel file è danneggiato, sarà impossibile accedere caricarlo senza che si verifichino errori. I settori danneggiati di un disco causano errori (blocchi o errori con schermo blu), scarse prestazioni e surriscaldamento del PC che può impiegare tempo a cercare di leggere dati.
I settori del disco si possono danneggiare per tanti motivi, casuali oppure dovuti a urti, calore eccessivo o spegnimenti improvvisi del computer.
Per riparare i settori danneggiati di un disco è possibile utilizzare lo strumento di controllo errori disco su Windows, chiamato Checkdisk o Scandisk spiegato in un altro articolo, oppure un programma esterno che può risultare più efficace e capace anche di provare a recuperare i file scritti sui settori danneggiati. Parlando di programmi gratuiti, abbiamo qui almeno 4 ottimi software che possono riparare settori disco danneggiati su hard disk o su SSD, da utilizzare come prima soluzione quando lo scandisk non risolve nulla, quando il PC si blocca spesso e quando c'è un file che non è possibile aprire perchè non leggibile.

LEGGI ANCHE: Controllare lo stato del Disco (HDD e SSD) con test su salute, prestazioni e velocità

Programmi per riparare settori danneggiati


1) SeaTools di Seagate

Seagate ha due programmi che fanno il test del disco, entrambi gratuiti chiamati SeaTools Bootable e SeaTools per Windows, entrambi scaricabili dal sito ufficiale, uno più completo e potente (il Bootable), l'altro più semplice da usare, da provare per primo.
SeaTools per Windows, così come la versione bootable, esegue diversi test fondamentali per determinare lo stato del disco del computer, compatibili con tutti i tipi di unità interne, sia hard disk che SSD, ed anche con unità esterne collegate tramite firewire o USB. Il programma funziona con dischi di tutti i produttori, non solo quelli di Seagate.

2) HDDScan

HDDScan è un programma storico di controllo della salute del disco, che funziona con tutti i tipi di unità, comprese anche le SSD. Facile da usare, questo è un programma portatile che non ha bisogno di essere installato e che supporta Windows 10, Windows 8 e 7.
Questo strumento include uno strumento di controllo disco simile allo scandisk di Windows che permette di trovare e provare a ripristinare i settori danneggiati. COn HDDScan si può anche misurare la velocità del disco del PC, per confrontarla con altri modelli simili, utile a sapere se vale la pena sostituirlo oppure no.

3) Macrorit Disk Scanner

Macrorit Disk Scanner è un programma gratuito e automatico che controlla il disco cercando di rilevare e riparare i settori danneggiati trovati. Senza richiedere installazione, il programma si avvia con un click dopo averlo scaricato e nella sua interfaccia mostra una rappresentazione visiva dei progressi della scansione, indicando con un quadratino rosso i cluster con problemi. Questo strumento viene aggiornato spesso e funziona con tutte le versioni di Windows, compreso Windows 10. Esiste una versione a pagamento di questo programma con più funzionalità per coloro che necessitano di un controllo non solo occasionale.

4) GSmartControl

GSmartControl è un programma open source per Windows, Mac e Linux che si può scaricare in versione portatile o in versione da installare. GSmartControl può eseguire tre diversi test del disco e dà un giudizio dettagliato sullo stato di salute dell'hard disk o dell'unità SSD.
I test sono quello rapido da due minuti, quello esteso che dura più di un'ora e ispeziona l'intera superficie del'unità per trovare errori e poi l'Autotest, una scansione da 5 minuti che serve a rilevare eventuali danni verificatisi durante il trasporto dell'unità. Si potranno trovare anche informazioni particolari, come ad esempio il conteggio del ciclo di alimentazione, la frequenza di errore e il numero di tentativi di calibrazione.

LEGGI ANCHE: Se l'hard disk è lento nei caricamenti e trasferimenti di file (esterno e interno)

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