Estensioni VPN per Chrome sicure e da Usare Gratis
Il Chrome Web Store nasconde un mercato insidioso. Dietro la promessa di connessioni invisibili e sblocchi geografici per i film in streaming, centinaia di estensioni gratuite operano come semplici proxy non crittografati. Spesso vendono la cronologia di navigazione agli inserzionisti o sfruttano la banda degli utenti per trasformarli in nodi di uscita ignari. Il celebre caso di Hola (a cui dedicati pure un articolo tanti anni fa) ne rimane l'esempio più lampante. Affidare il proprio traffico web a software di dubbia provenienza espone a fughe di dati WebRTC e iniezioni di malware. Risulta indispensabile separare i veri servizi di rete privata virtuale dalle truffe commerciali, installando esclusivamente add-on certificati, sottoposti a revisioni indipendenti e con rigorose politiche contro la conservazione dei registri.
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Proton VPN
Fino a poco tempo fa riservata solo agli abbonati paganti, l'estensione di Proton VPN rappresenta oggi l'opzione più solida in assoluto. L'azienda svizzera offre larghezza di banda illimitata senza inserzioni pubblicitarie anche sul piano a costo zero. Sblocca l'accesso a server situati in nazioni strategiche come Stati Uniti, Paesi Bassi e Giappone. L'integrazione nel browser garantisce una navigazione protetta da algoritmi di cifratura avanzati, senza rallentare i download delle altre applicazioni attive sul sistema operativo. Bisogna creare un account iniziale, ma la certezza di non subire tracciamenti da parte di un provider così rinomato giustifica ampiamente la procedura.
Windscribe
Per chi cerca difese superiori contro il monitoraggio aggressivo, Windscribe si posiziona su un livello superiore. Oltre a blindare la connessione, integra un blocco per annunci e script traccianti di terze parti. Confermare l'indirizzo email garantisce ben 10 GB di traffico mensile a disposizione. Seguendo la rotta di Navigaweb, il vero vantaggio di questo componente risiede nelle opzioni di manipolazione dei dati. Attivando le impostazioni nascoste nel sottomenù privacy, l'estensione allinea il fuso orario del browser a quello del server remoto e maschera le letture della posizione GPS. Questo sistema inganna con estrema facilità i siti di streaming più severi, spesso in grado di smascherare chi usa una connessione camuffata controllando la discrepanza tra IP e orologio di sistema.
Hide.me
Chi esige un anonimato istantaneo trova in Hide.me un'ottima alternativa. L'estensione non richiede l'inserimento di dati personali e non impone tetti rigidi al consumo di banda. Manca un vero e proprio tunnel criptato a livello di sistema operativo, comportandosi più come un proxy avanzato per il solo browser. La velocità generale subisce normali flessioni durante le ore di picco globale. L'assenza totale di banner fastidiosi e l'architettura a zero log la rendono perfetta per consultazioni rapide su reti Wi-Fi pubbliche o nei locali commerciali.
TunnelBear e CyberGhost
Tra i servizi per usi occasionali spicca TunnelBear, che fornisce un'interfaccia molto semplice. I dati gratuiti mensili sono recentemente passati da 500 MB a 2 GB, una soglia ancora restrittiva per i film in alta definizione ma sufficiente per la lettura di testate giornalistiche estere bloccate. La selezione del paese sul piano gratuito avviene ora in modo casuale, a meno che non si operi da nazioni sottoposte a forte censura. Le regolari verifiche esterne sul codice garantiscono comunque un'elevata affidabilità.
In alternativa, il componente aggiuntivo di CyberGhost si limita a mascherare l'indirizzo IP all'interno di Chrome, lasciando scoperta la rete generale del computer. Mette a disposizione quattro nazioni e linee piuttosto stabili, fungendo da strumento leggero per scavalcare le restrizioni regionali scolastiche o dei computer aziendali senza appesantire la macchina.
Foglietto avvertenze
- Proxy contro crittografia reale: il primo altera esclusivamente l'indirizzo di origine del browser ingannando i siti visitati, la seconda applica un tunnel inviolabile che rende incomprensibili le informazioni scambiate persino al proprio fornitore di rete internet.
- Impatto sulle prestazioni: instradare il segnale verso nodi posizionati all'altro capo del mondo comporta una naturale latenza e un calo di velocità, un difetto mitigabile selezionando sempre la nazione più vicina alla propria posizione fisica.
- Aggiramento dei blocchi regionali: le piattaforme di intrattenimento aggiornano continuamente le liste nere per respingere gli IP assegnati ai piani gratuiti. Spesso bisogna tentare ripetuti cambi di server per scovare una linea pulita che permetta di avviare il video.
- Rischi delle reti senza password: attivare la protezione in luoghi affollati impedisce agli amministratori del router locale o a malintenzionati connessi alla stessa rete di intercettare le sessioni, rubare credenziali in chiaro o manipolare le pagine web visualizzate.
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