Foto di non amici su Facebook e cosa si può vedere
È una situazione classica: cercate il profilo di qualcuno, magari un vecchio conoscente o una persona che vi incuriosisce, e vi trovate davanti a un muro. C'è l'immagine del profilo, magari qualche informazione di base, ma tutto il resto è blindato. Appare quel lucchetto che vi dice che i contenuti sono privati e la voglia di "sbirciare" diventa quasi irresistibile. In quel momento, basta una ricerca veloce su Google per trovarsi davanti a centinaia di siti che promettono di sbloccare tutto con un click.
La verità è che l'idea di un software capace di "bucare" la privacy di Facebook è una delle bugie più vecchie del web. Chi vi promette di farvi vedere le foto private di chiunque, semplicemente inserendo un nome o un link, vi sta mentendo. Questi strumenti non sono chiavi magiche, ma trappole create per rubarvi i dati. Usarli è come dare le chiavi di casa a uno sconosciuto sperando che vi aiuti ad aprire la porta del vicino: finite solo per farvi svuotare il portafoglio.
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La trappola delle app per spiare e i rischi reali
Esistono decine di estensioni per Chrome o applicazioni per Android che giurano di poter mostrare i profili chiusi. Molte di queste vi chiedono di installare un programma o, peggio ancora, di inserire la vostra password di Facebook per "autenticarvi".
Non fate questo errore. Una volta che avete inserito le vostre credenziali, l'app non sbloccherà nessun profilo privato, ma consegnerà il vostro account a dei malintenzionati. In pochi minuti potreste scoprire che il vostro profilo sta inviando messaggi di spam a tutti i vostri amici o che è stato usato per truffe online. Ricordate che i server di Facebook sono tra i più protetti al mondo; non è possibile che un'app gratuita di dubbia provenienza riesca a fare ciò che migliaia di ingegneri cercano di impedire.
Sfruttare i tag e le distrazioni degli altri
Se il profilo della persona che cercate è chiuso, non significa che ogni sua traccia sia sparita dal web. Il punto debole della privacy su Facebook non è il profilo della persona, ma i profili di chi le sta intorno. La riservatezza di una foto dipende da chi la pubblica, non da chi ci appare dentro.
Facciamo un esempio: se un amico con il profilo blindato va a una festa e viene fotografato da un cugino che tiene la bacheca aperta a tutti, quella foto sarà visibile a chiunque. Per scovare questi contenuti basta fare un giro tra i profili dei familiari o degli amici in comune che sono meno attenti alla privacy. Spesso, scorrendo le gallerie fotografiche pubbliche degli altri, emergono scatti in cui la persona cercata è taggata o semplicemente presente, rendendo inutile il lucchetto del suo profilo personale.
La memoria dei motori di ricerca e gli archivi
Molte persone impostano la privacy solo dopo anni di utilizzo. Questo significa che per molto tempo i loro contenuti sono stati pubblici e, come tale, sono stati "fotografati" dai motori di ricerca. Google non dimentica facilmente.
Provate a cercare il nome e cognome della persona tra le immagini di Google. Spesso appaiono scatti che appartengono a vecchi album che ora sono privati, ma che sono rimasti salvati nei database dei motori di ricerca. Per andare ancora più a fondo, si può usare Wayback Machine. Questo sito è come una macchina del tempo per internet: se inserite l'indirizzo del profilo, potreste trovare versioni della bacheca salvate anni fa, quando l'utente non aveva ancora attivato tutte le restrizioni della privacy.
Cambiare piattaforma per aggirare l'ostacolo
Quando ci troviamo davanti a un muro invalicabile su Facebook, la rotta di Navigaweb suggerisce di spostare la ricerca altrove. È molto comune che una persona sia maniacale con la privacy su un social, ma completamente sbadata su un altro.
Provate a cercare lo stesso nome o lo stesso nickname su Instagram, TikTok o persino Pinterest. Spesso le persone caricano le stesse foto su più piattaforme, dimenticandosi di chiudere i profili secondari. In questo modo, potreste trovare gallerie fotografiche intere che su Facebook sono state accuratamente nascoste, semplicemente perché l'utente non ha applicato le stesse regole di sicurezza a tutti i suoi account.
Curiosità e tentativi comuni per i profili chiusi
Oltre ai metodi descritti, ci sono altre strade che molti provano a percorrere, con risultati alterni:
- Le Storie anonime: Esistono siti che permettono di guardare le storie senza lasciare traccia. Attenzione però: funzionano solo se il profilo è pubblico. Se l'account è privato, nessun sito esterno potrà mai mostrarvi le storie.
- I finti profili: Creare un account falso per farsi accettare è il metodo più vecchio del mondo. Tuttavia, Facebook è diventato bravissimo a sgamare questi profili "vuoti" e spesso li blocca prima ancora che possiate inviare la prima richiesta.
- Ingrandire la foto profilo: Anche se non potete cliccare sulla foto del profilo per aprirla a tutto schermo, esistono piccoli trucchi tramite l'ispezione del codice della pagina o siti esterni che permettono di estrarre l'immagine originale in alta risoluzione.
diario di bordo di Navigaweb
Ho visto passare centinaia di "trucchi" per spiare i profili chiusi e, onestamente, mi fanno quasi sorridere. C'è chi prova a usare stringhe di codice complicate e chi scarica programmi russi sperando nel miracolo, ma il risultato è sempre lo stesso: o non succede nulla, o ti trovi il computer pieno di virus. L'epoca d'oro in cui bastava un comando per vedere tutto è finita. Se qualcuno vi dice che può farlo per voi in cambio di soldi o di una password, scappate a gambe levate. La mia esperienza mi dice che l'unico modo reale per sapere cosa fa qualcuno è usare l'ingegno e i motori di ricerca, oppure, banalmente, chiedergli di diventare amici.
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