Gestire la cronologia Google Maps per ritrovare i luoghi visitati

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Scopri come usare la cronologia degli spostamenti sul tuo telefono per ritrovare i posti visitati, salvare i percorsi ed esportare i vecchi viaggi
Cronologia posizioni

Siamo appena passati a un nuovo smartphone, apriamo l'app di navigazione per cercare quella trattoria isolata scoperta l'anno scorso in montagna e notiamo una mappa completamente vuota. Tutti i viaggi passati, i percorsi abituali e le posizioni registrate nel tempo sembrano spariti nel nulla. Non si tratta di un errore di sincronizzazione o di un malfunzionamento del segnale, ma della diretta conseguenza del più grande aggiornamento sulla privacy applicato ai servizi di localizzazione negli ultimi anni. La gestione dei dati di spostamento ha subito una trasformazione radicale che impone di intervenire subito sulle impostazioni del telefono. Senza le giuste contromisure, il proprio archivio personale di strade e locali viene cancellato in modo definitivo.

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Il blocco dei dati sul singolo dispositivo

Fino a poco tempo fa, bastava collegarsi dal browser del computer per visualizzare una mappa globale con le bandierine di tutti i luoghi visitati negli anni. Oggi questa schermata web non esiste più per la maggior parte degli utenti. Per ragioni legate alla sicurezza delle informazioni personali, i server cloud non ospitano più le mappe individuali in chiaro. L'azienda ha deciso che la registrazione delle posizioni debba avvenire ed essere conservata esclusivamente sulla memoria interna del dispositivo mobile in uso.

Questo cambiamento porta un vantaggio per la privacy, ma crea un problema per la conservazione dei ricordi. Se il cellulare si rompe, viene smarrito o viene formattato per essere venduto senza aver prima preso le giuste precauzioni, l'intera memoria dei viaggi fatti viene persa in un istante. Diventa quindi indispensabile imparare a muoversi nei nuovi menu dell'applicazione.

Consultare l'elenco dei percorsi e delle tappe

Per ritrovare un indirizzo dimenticato, rileggere il nome di un ristorante o ricostruire con precisione l'itinerario di una vacanza, l'unico strumento valido è l'applicazione ufficiale installata sullo smartphone. La procedura richiede pochi tocchi sul display e funziona allo stesso modo su tutti i sistemi operativi mobili.

  • Aprire l'app Google Maps sul proprio smartphone.
  • Toccare l'immagine del proprio profilo posizionata in alto a destra nella barra di ricerca.
  • Selezionare la voce La tua cronologia dal menu a tendina.
  • Spostarsi sulle schede Luoghi, Città o Approfondimenti per sfogliare tutte le attività catalogate in modo automatico.

In questa sezione si ha pieno accesso al diario dei propri movimenti. Se al primo accesso la schermata risulta disattivata e vuota, è necessario premere il pulsante blu al centro dello schermo per accendere la registrazione della posizione, consentendo al software di lavorare in background.

Disattivare l'eliminazione automatica a breve termine

Un dettaglio fondamentale sfugge a molti e causa la scomparsa continua delle posizioni salvate. Quando si abilita la registrazione degli spostamenti per la prima volta, o a seguito di un grosso aggiornamento del sistema operativo, si attiva di default un timer di auto-cancellazione. Ogni novanta giorni, le tappe più vecchie di tre mesi vengono spazzate via dalla memoria per liberare spazio.

Per chi intende usare la mappa come un blocco note virtuale permanente, questa impostazione risulta dannosa. Per bloccare la pulizia automatica bisogna accedere alla pagina principale della propria cronologia e toccare l'icona delle impostazioni in alto. Da qui si deve cercare la sezione dedicata all'eliminazione delle attività e spostare il selettore per conservare i dati per trentasei mesi, oppure scegliere di non eliminare mai l'attività in modo del tutto autonomo.

Forzare il salvataggio crittografato prima di cambiare telefono

Il confinamento forzato dei dati all'interno della memoria di un solo smartphone rappresenta il punto debole dell'intero sistema. Per evitare disastri, bisogna sfruttare un meccanismo di backup silenzioso che protegge le informazioni rendendole illeggibili anche ai server centrali. Tracciare questa procedura e farla propria rappresenta la rotta di Navigaweb per mantenere il pieno controllo sui propri archivi di viaggio, aggirando i limiti hardware e garantendosi una transizione serena tra un cellulare e l'altro.

La creazione del pacchetto di sicurezza si avvia direttamente dalla mappa.

  • Dalla schermata della cronologia, toccare l'icona a forma di nuvola visibile nell'angolo in alto a destra.
  • Premere il pulsante per attivare il backup dei dati sul cloud.
  • Attendere la creazione dell'archivio cifrato associato al proprio account principale.

Nel momento in cui si acquista un telefono nuovo, la prassi da seguire è identica. Basterà aprire la medesima schermata, cliccare sull'icona della nuvoletta e selezionare la voce per importare i dati dal backup. Nel giro di pochi istanti, l'intero storico degli anni precedenti tornerà visibile sul nuovo display e sarà pronto per essere arricchito con nuove tappe.

Problemi possibili

  • Correzione degli errori di localizzazione: I sensori GPS possono sbagliare palazzo o confondere due locali adiacenti. Selezionando una singola giornata dal calendario, si può toccare una tappa specifica e modificarla manualmente, digitando il nome esatto della struttura visitata.
  • Consumo di batteria: Il mantenimento del tracciamento in background incide sull'autonomia del telefono, sebbene i processori moderni ottimizzino le richieste di rete minimizzando il dispendio energetico quotidiano.
  • Spegnimento definitivo del servizio: Chi non tollera la registrazione continua dei propri passi e preferisce non lasciare traccia, deve recarsi nelle impostazioni generali della privacy del proprio account e spegnere l'interruttore relativo alla cronologia delle posizioni, fermando così la raccolta dati per il futuro.
  • Sistemi operativi non compatibili: I telefoni ultra-economici equipaggiati con Android Go non hanno l'hardware necessario per elaborare l'archiviazione locale avanzata e sono attualmente esclusi da questa funzione di tracciamento.

Che ne penso?

Ho usato questa funzione per anni e ammetto che l'idea di avere i propri spostamenti salvati in un unico punto può dare un senso di insicurezza. Io la lascio sempre attiva e mi piace rivedere le tappe dei viaggi passati anche ad istanza di anni. Tuttavia, l'utilità di ritrovare un piccolo negozio di artigianato in una città straniera dopo cinque anni supera, a mio avviso, il fastidio di avere un tracciamento attivo. Il vero errore che molti commettono è dimenticare il backup prima di vendere il vecchio telefono. Consiglio di attivare l'archivio cifrato subito, perché recuperare i dati da un dispositivo già formattato è un'impresa impossibile.

Se vogliamo utilizzare altri navigatori satellitari con una gestione della privacy diversa possiamo scegliere tra i migliori navigatori per telefoni, e abbandonare del tutto Google Maps.