Foto vera o fake? Strumenti per smascherare ritocchi e IA
Quando sui giornali, sulle riviste e nei siti web e soprattutto, nelle pubblicità, si vedono foto di ragazze perfette, con la pelle liscissima, denti bianchi, occhi scintillanti e tratti sinuosi, viene da chiedersi se quella foto è reale oppure se è stata ritoccata con programmi come Photoshop.
Sempre più foto postare sui social o sul web presentano un minimo di ritocco fatto con programmi come Photoshop e, in tempi recenti, con l'intelligenza artificiale che è talmente precisa da risultare anche difficile riconoscere. Per capire se una foto è un falso, dobbiamo smettere di guardare solo l'immagine e iniziare a guardare come è stata costruita. Un ritocco manuale e un'immagine creata da un'IA lasciano tracce diverse: il primo altera un file esistente, il secondo inventa i pixel da zero seguendo schemi matematici.
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Smascherare i ritocchi fatti a mano
Quando qualcuno modifica una foto in JPEG e poi la salva, crea una sorta di "cicatrice" digitale. Se un pezzo di immagine viene incollato sopra un altro, le due parti non avranno lo stesso livello di compressione. È un po' come se dipingessimo una parete di bianco e poi incollassimo un pezzo di carta sopra: anche se ridipingiamo tutto, la texture della carta sotto resterà diversa rispetto al muro.
Per vedere queste differenze usiamo FotoForensics. Questo sito usa l'analisi ELA per mostrare le zone che "brillano" di più. Se in una foto di un paesaggio solo il volto di una persona è molto luminoso nell'analisi, significa che quel volto è stato aggiunto dopo o modificato.
Se vogliamo un'analisi più profonda e usiamo Windows, possiamo scaricare JPEGsnoop. A differenza dei siti web, questo programma analizza i dati interni del file. Nella sezione Assessment, l'app assegna una classe di probabilità: la Classe 1 indica che la foto è stata sicuramente ritoccata, mentre la Classe 3 suggerisce che l'immagine sia originale. È uno strumento più asciutto e preciso per chi vuole prove concrete.
Sempre per chi cerca dettagli invisibili, c'è Forensically. Questo tool ci permette di vedere il rumore digitale, ovvero quei puntini quasi invisibili che ogni sensore di macchina fotografica lascia. Se in una zona della foto questo rumore sparisce improvvisamente, vuol dire che qualcuno ha usato lo strumento "timbro" o il pennello per cancellare qualcosa.
Riconoscere le immagini create dall'IA
Qui la sfida è diversa. Le immagini generate da algoritmi non hanno "pezzi incollati", quindi i test per Photoshop non servono a nulla. L'IA crea l'immagine in modo uniforme, ma lo fa seguendo dei pattern che i software di rilevamento sanno riconoscere.
Uno dei sistemi più aggiornati è Hive Moderation. Carichiamo la foto e il sistema ci dice quanto è probabile che sia stata generata da modelli come Midjourney o DALL-E. Cerca errori nei gradienti di colore e nelle transizioni che l'occhio umano ignora ma che per un computer sono evidenti.
Anche AI or Not è molto rapido per un controllo veloce. Tuttavia, queste piattaforme possono sbagliare, specialmente con foto molto filtrate. Per non cadere in errore, la rotta di Navigaweb suggerisce di non fidarsi mai di un solo sito: carichiamo la foto su due o tre rilevatori diversi e consideriamola falsa solo se tutti concordano.
È utile controllare anche i metadati C2PA. Molte fotocamere moderne e software di editing ora inseriscono una "firma" digitale invisibile che certifica l'origine della foto. Se un'immagine sostiene di essere un reportage giornalistico ma non ha queste certificazioni, è un segnale d'allarme.
Usare la ricerca inversa per trovare l'originale
A volte la foto è vera, ma è stata usata per raccontare una bugia. Ad esempio, una foto di una protesta di anni fa spacciata per una notizia di oggi. In questo caso, non dobbiamo analizzare i pixel, ma la storia della foto.
Usiamo TinEye, che ci permette di vedere dove e quando quell'immagine è apparsa per la prima volta sul web. Se scopriamo che la foto è online da anni, sappiamo subito che la notizia attuale è falsa. Questo sito è tra i migliori per trovare foto simili e immagini somiglianti.
Per chi segue l'attualità, il Google Fact Check Explorer è lo strumento migliore. Invece di cercare la foto, cerchiamo l'evento. Se l'immagine è già stata smentita da esperti di debunking, troveremo subito il link alla spiegazione corretta.
Cose che spesso sfuggono quando si controlla una foto
- Il problema dei social: Quando scarichiamo una foto da Facebook o WhatsApp, perdiamo quasi tutti i dati originali (EXIF). Questo rende impossibile sapere con che macchina è stata scattata o dove si trovava il fotografo.
- I dettagli anatomici: Anche se l'IA è migliorata, spesso sbaglia ancora i riflessi nelle pupille (che non sono simmetrici) o i dettagli delle orecchie e dei gioielli, che sembrano fondersi con la pelle.
- L'illuminazione incoerente: Guardiamo le ombre. Se la luce sul soggetto viene da destra, ma l'ombra a terra va verso destra, la foto è un montaggio.
- Le scritte sfocate: L'IA fa ancora fatica con i testi piccoli sugli sfondo. Se un cartello stradale ha lettere che sembrano geroglifici o simboli strani, siamo davanti a un'immagine sintetica.
diario di bordo di Navigaweb
Dopo aver testato decine di questi tool, ho capito che la tecnologia corre più veloce dei software di controllo. Oggi esiste un programma che smaschera l'IA, ma domani l'IA imparerà a ingannare quel programma. Il mio consiglio è di mantenere un sano scetticismo: se una foto sembra troppo perfetta, troppo scandalosa o troppo incredibile per essere vera, probabilmente non lo è. Non affidatevi solo a un software, ma usate il buon senso e controllate sempre chi ha pubblicato la foto per la prima volta.
Scoprire se una foto è ritoccata o no richiede un occhio esperto e, molto probabilmente, solo un fotografo professionista vi saprà fornire le risposte su alcune foto assolutamente perfette e senza difetti. Chi vuole divertirsi a scoprire le foto ritoccate può provare ad utilizzare i due siti o lo strumento di analisi delle foto JPG visti in alto, così da poter comprendere da soli se la foto è stata ritoccata con Photoshop oppure è in versione originale.