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Ottimizzare Cache FileSystem e Memoria NTFS su Windows

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Ottimizza l'uso della RAM modificando la gestione dei file NTFS. comandi nascosti e come liberare la memoria standby per evitare rallentamenti

Molti rallentamenti del computer non dipendono dalla mancanza di potenza del processore, ma dal modo in cui Windows gestisce i dati in transito tra il disco e la memoria RAM. Il sistema operativo utilizza una "cache del filesystem" per mantenere pronti all'uso i file letti di recente. Sebbene la configurazione predefinita cerchi un equilibrio tra stabilità e prestazioni, su computer con 16 GB o 32 GB di RAM questo approccio risulta spesso troppo conservativo, lasciando inutilizzata una risorsa preziosa che potrebbe accelerare le operazioni quotidiane.

Intervenire su questi parametri permette di dedicare più memoria alle operazioni di lettura e scrittura, riducendo i tempi di attesa quando si lavora con grandi quantità di dati. Tuttavia, modificare la gestione della memoria richiede precisione: un'allocazione eccessiva alla cache potrebbe sottrarre spazio vitale alle applicazioni in esecuzione. Vediamo come procedere con gli strumenti di sistema e quando è necessario ricorrere a utility esterne per correggere il comportamento di Windows.


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Espandere il pool di memoria con Fsutil

Il metodo più efficace per istruire Windows a privilegiare la gestione dei file consiste nell'utilizzo del comando fsutil. Questa operazione agisce sul parametro NtfsMemoryUsage, incrementando il limite del pool di memoria paginata che il sistema può destinare alla cache NTFS. È una modifica indicata per chi utilizza il PC per spostare file pesanti, fare backup o gestire archivi complessi.

Per applicare la modifica è necessario seguire la rotta di Navigaweb attraverso il prompt dei comandi:

  • Premere il tasto Start e digitare cmd.
  • Selezionare Esegui come amministratore nel menu contestuale del Prompt dei comandi.
  • Digitare la seguente stringa e premere Invio: fsutil behavior set memoryusage 2
  • Riavviare il sistema operativo per rendere effettivo il cambiamento.

Il valore "2" aumenta la quantità di RAM che può essere "presa in prestito" dal sistema per la cache dei file. Qualora si notasse una riduzione delle prestazioni nei programmi che richiedono molta memoria immediata, è possibile ripristinare il valore predefinito eseguendo lo stesso comando con il numero "1" finale.

Attivare la LargeSystemCache dal Registro

Esiste un'impostazione ereditata dalle versioni Windows Server chiamata LargeSystemCache. Questa funzione modifica radicalmente la priorità della memoria, favorendo il mantenimento dei dati del disco e del kernel nella RAM fisica rispetto ai processi delle applicazioni e dei servizi. Può rendere il sistema molto reattivo nell'apertura di file già visitati, ma va usata con cautela su PC da gioco.

La procedura richiede una modifica al Registro di Sistema:

  • Premere la combinazione di tasti Win + R, scrivere regedit e confermare.
  • Navigare attraverso l'albero delle cartelle fino al percorso: HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management
  • Individuare la voce LargeSystemCache nel pannello di destra.
  • Modificare il valore da 0 a 1 e confermare con OK.

Dopo il riavvio, il sistema tenderà a occupare quasi tutta la RAM libera per la cache. Se si verificano scatti (stuttering) durante l'esecuzione di videogiochi o applicazioni grafiche, significa che il sistema non sta liberando la memoria abbastanza velocemente per il software attivo; in tal caso, è opportuno riportare il valore a 0.

Il problema della Memoria Standby e come risolverlo

Spesso il problema su Windows 10 e 11 non è la mancanza di cache, ma l'incapacità del sistema di svuotarla rapidamente. Windows riempie la RAM inutilizzata con dati in "Standby" (cache). In teoria, questa memoria dovrebbe essere liberata istantaneamente quando un'app ne ha bisogno. Nella pratica, questo rilascio avviene talvolta con un leggero ritardo, causando micro-blocchi o rallentamenti improvvisi, specialmente durante sessioni di gioco o rendering.

Per verificare se questo è il problema, si può utilizzare RAMMap, uno strumento ufficiale Microsoft. Aprendo il programma e osservando la scheda "Use Counts", la colonna "Standby" mostrerà quanta memoria è occupata da dati in attesa. Se la barra è quasi piena e il PC rallenta, la gestione automatica di Windows sta fallendo.

Pulizia automatica intelligente

La soluzione definitiva per mantenere la cache efficiente senza intasare la RAM è l'uso di Intelligent Standby List Cleaner (ISLC). Questo software monitora la memoria in background e interviene solo quando serve.

Una configurazione ottimale prevede:

  • The list size is at least: 1024 MB (forza la pulizia se la cache supera 1 GB).
  • Free memory is lower than: Un valore pari a metà della propria RAM totale (es. 4096 MB su un sistema da 8 GB).

Premendo "Start", il programma lavorerà silenziosamente, garantendo che ci sia sempre memoria libera pronta all'uso, eliminando i dati vecchi dalla cache cache senza intervento manuale.

Altre ottimizzazioni del file system

Per completare l'opera di sfoltimento dei processi inutili legati al disco, ci sono altri due parametri che spesso vengono ignorati ma che generano cicli di scrittura superflui:

  • Disabilitare i nomi 8.3: Windows crea ancora, per retrocompatibilità con sistemi MS-DOS, una versione corta dei nomi dei file lunghi. Disattivare questa funzione alleggerisce il lavoro del file system NTFS. Comando: fsutil behavior set disable8dot3 1
  • Disabilitare il Timestamp di ultimo accesso: Ogni volta che si apre una cartella o un file, Windows scrive sul disco l'ora esatta dell'accesso. Su dischi con migliaia di file, queste micro-scritture si accumulano. Comando: fsutil behavior set disablelastaccess 1

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