Ricerca e "Trova il mio Android" anche se offline o spento

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Hai perso lo smartphone? Scopri come localizzarlo anche se è offline o spento usando la nuova rete Google "Trova il mio dispositivo" e i tool Samsung
ritrovare il cellulare Android

Quell'istante di gelo quando la tasca è vuota lo conosciamo tutti. Il panico sale, la mente corre all'ultima volta che lo abbiamo usato. Fino a poco tempo fa, se la batteria moriva o il ladro spegneva il telefono, la partita era chiusa. Oggi non è più così. La tecnologia di localizzazione ha fatto un salto quantico grazie alla "Rete" (Network) di Google e all'ecosistema Samsung, trasformando miliardi di dispositivi in antenne di ricerca silenziose. In questa analisi tecnica vediamo come configurare il tuo Android prima che sia troppo tardi e cosa fare esattamente se il dispositivo non risponde più, sfatando i miti da film e concentrandoci su ciò che recupera davvero il telefono.

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1) La nuova Rete "Trova il mio dispositivo": come funziona offline

Dimenticate il vecchio gestore dispositivi che richiedeva una connessione dati attiva. Google ha rilasciato e maturato la Find My Device Network, un sistema che sfrutta il Bluetooth di tutti gli Android vicini per triangolare la posizione del tuo, anche se questo non ha accesso a internet.

Perché questo funzioni quando serve, devi cambiare un'impostazione cruciale che spesso Google lascia su un livello "medio" di default. Ecco la procedura per blindare la reperibilità:

  • Aprite le Impostazioni del telefono.
  • Andate su Google > Trova il mio dispositivo.
  • Toccate la voce Trova i tuoi dispositivi offline.
  • Selezionate tassativamente l'opzione "Con la rete in tutte le zone" (o "With network in all areas").

Se lasciate l'opzione su "Solo zone con traffico elevato", il telefono verrà rilevato solo in luoghi affollati come centri commerciali o aeroporti. Se lo perdete durante un'escursione o in una via isolata, non lo troverete. Abilitando "tutte le zone", sfruttate ogni singolo Android che passa lì vicino come un ponte radio.

Adesso, nel momento in cui il telefono viene perso oppure dimenticato da qualche parte o anche rubato, si può prendere un computer qualsiasi o anche un altro cellulare o tablet e collegarsi al sito https://www.google.com/android/find (che consiglio di salvare nei preferiti del browser). Nell'interfaccia della pagina, dopo aver inserito le credenziali di login dell'account Google usato per accedere anche ad Android, si troverà l'ultima posizione rilevata sulla cartina geografica, l'indicazione della carica della batteria e l'eventuale rete wifi collegata.

Dal sito "Trova il mio dispositivo" è possibile quindi fare tre operazioni a distanza: Farlo squillare, Bloccarlo con schermata di blocco, Cancellare la memoria del tutto.

Si può anche trovare il telefono con una ricerca su Google, senza quindi dover aprire la pagina web di gestione dispositivi, cercando semplicemente "Trova telefono".

Se si ha un altro tablet o smartphone Android si può accedere alla localizzazione del telefono perso tramite l'app "Trova il mio dispositivo" che è una versione mobile del sito web che serve per localizzare il dispositivo registrato.
La pagina visualizza la cartina di Google Maps e, automaticamente, rileva la posizione geografica del cellulare.

Il caso speciale dei Pixel (8 e successivi)

Se possedete un Google Pixel serie 8, 9 o successivi, avete un vantaggio hardware chiamato Power Off Finding. Una riserva di energia dedicata alimenta il chip Bluetooth anche quando il telefono si spegne per batteria scarica. Questo significa che avete una finestra di diverse ore (a volte giorni) per localizzarlo anche se lo schermo è nero e il sistema operativo è morto.

2. Samsung Find: la corsia preferenziale per i Galaxy

Chi usa Samsung ha una doppia rete di sicurezza. Con gli aggiornamenti recenti della One UI, Samsung ha separato le funzioni creando l'app dedicata Samsung Find (che sostituisce in parte SmartThings Find).

La funzione da verificare subito si chiama Ricerca Offline. Funziona in modo analogo a quella di Google ma, nei nostri test, si è rivelata spesso più precisa nelle aree urbane grazie all'enorme densità di dispositivi Galaxy. Per attivarla:

Andate in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Protezione dispositivo smarrito e assicuratevi che l'interruttore "Invia ultima posizione" e "Ricerca offline" siano entrambi attivi. Samsung offre anche una funzione "Estendi durata batteria" che taglia ogni processo superfluo quando la carica è critica, per lasciare accesa solo la localizzazione.

3. Quando serve una foto: App di terze parti

I servizi ufficiali sono ottimi per trovare la posizione, ma se volete identificare chi ha il telefono, servono strumenti diversi. Google e Samsung non scattano foto ai ladri per motivi di privacy. Qui entrano in gioco app specifiche, ma attenzione: il Play Store è pieno di "fake app" piene di pubblicità.

Seguendo la rotta di Navigaweb tra le soluzioni più solide, ne abbiamo isolate due che mantengono le promesse:

  • CrookCatcher: È il guardiano silenzioso. Appena qualcuno sbaglia il codice di sblocco (o l'impronta) per due volte, l'app scatta un selfie e ve lo invia via mail con le coordinate GPS. Funziona in background e non consuma batteria finché non viene attivata dall'intruso.
  • Hammer Security: Questa app simula lo spegnimento del telefono. Il ladro preme "Spegni", il telefono fa finta di spegnersi (schermo nero, niente suoni), ma in realtà resta acceso e continua a trasmettere la posizione e a registrare audio ambientale. È una soluzione estrema che richiede molti permessi, ma efficace in casi critici.

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4) Miti da sfatare: IMEI e Polizia

C'è molta disinformazione su cosa si possa fare con il codice IMEI (il numero seriale del telefono). Facciamo chiarezza per evitare truffe:

Nessun sito web può localizzare un telefono tramite IMEI. Se trovate siti che promettono "Inserisci IMEI e vedi la mappa", sono truffe che cercano di rubare dati o soldi. L'IMEI serve solo a due cose:

  1. Fare la denuncia alle Forze dell'Ordine (obbligatoria).
  2. Comunicarlo all'operatore per bloccare il telefono sulla rete nazionale (diventa un fermacarte, non potrà più chiamare).

La Polizia Postale può triangolare la posizione tramite IMEI, ma questa procedura viene attivata solo in caso di reati molto gravi (persone scomparse, indagini penali pesanti), non per il furto di un semplice smartphone.

Per chiudere il cerchio, ecco le risposte rapide ai dubbi più frequenti su privacy e gestione dell'emergenza:

  • La localizzazione funziona senza SIM? Sì. La SIM serve per i dati mobili, ma la localizzazione GPS è un segnale satellitare passivo e la rete "Trova il mio dispositivo" usa il Bluetooth e il Wi-Fi. Se il ladro toglie la SIM, il telefono è ancora rintracciabile finché non viene formattato (e sui nuovi Android, anche dopo il reset se è attivo il blocco FRP).
  • Posso far suonare il telefono se è in "Non Disturbare"? Assolutamente sì. La funzione "Riproduci audio" da android.com/find bypassa le impostazioni del volume e del silenzioso, suonando al massimo livello per 5 minuti.
  • Cosa succede ai miei dati? La rete "Trova il mio dispositivo" è criptata end-to-end. Nemmeno Google può vedere la posizione del tuo telefono o dei dispositivi che aiutano a trovarlo. L'unica persona che possiede la chiave per decriptare la posizione sei tu, tramite la password del tuo account Google o il PIN del dispositivo.