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Raccolta dati personali e profilazione Facebook? tutto normale, ma basta

Aggiornato il:
Nella storia di Cambridge Analytica non c'è alcuna violazione: su Facebook siamo noi che diamo loro i nostri dati e loro li vendono come previsto
dati personali facebook La notizia sul furto dei dati su Facebook è su tutte le prime pagine di oggi, con grande indignazione da parte di tutti.
Anche se sui giornali non si capisce molto bene cosa è successo di così clamoroso, volendo riassumere in breve quello che è successo possiamo scoprire che, in realtà, non è nulla di trascendentale.
I fatti parlano di una una società fino ad oggi sconosciuta chiamata Cambridge Analytica che ha raccolto dati di utenti tramite applicazioni di sondaggi su Facebook come ce ne sono a decine, ha organizzato i dati con la cosiddetta attività di profilazione e li ha venduti a Trump ed altri interessati, anche se non avrebbe dovuto farlo.
Chi ha comprato questi dati li ha poi usati per indirizzare campagne pubblicitarie mirate e convincere chi non la pensava come Trump, a votare per lui.
Il problema sta nel fatto che Cambridge Analytica non ha detto agli utenti che hanno usato la sua applicazione come sarebbero stati usati i dati raccolti, inoltre ha anche raccolto dati relativi gli amici di questi, andando sicuramente oltre il consentito.

Questa è una storia importante che mostra tutto il lato oscuro dei social network in generale e di Facebook in particolare, anche se viene attualmente raccontata in modo errato e confuso da molti giornali, anche quelli che dovrebbero essere esperti di tecnologia.
La realtà dei fatti è che non c'è stato alcun furto di dati, perchè Facebook, fondamentalmente, vende i nostri dati di profilo come ha sempre fatto.

LEGGI ANCHE: Impedire a Facebook di cedere dati a società esterne e applicazioni

Facebook, Cambridge Analytica, Trump e cosa è successo
Cambridge Analytica è una di quelle società di web marketing che fa analisi specializzate per personalizzare la pubblicità dei clienti.
Le analisi si basano sui dati che tutte le persone forniscono su internet, in particolare su Facebook.
Cambridge Analytica ha lavorato quindi alla campagna presidenziale del 2016 di Donald Trump per la quale ha utilizzato i dati di 50 milioni di utenti di Facebook per indirizzare gli annunci pubblicitari a potenziali elettori che potevano essere ritenuti come ricettivi al messaggio della campagna.

Mentre non si rimane troppo stupiti dal fatto che le persone cambino idea su chi votare in base ad annunci pubblicitari, la vera domanda in questa storia è: come ha fatto Cambridge Analytica a ottenere così tanti dati?.
La risposta sono i sondaggi, quelli che facciamo spesso su Facebook (come quelli di Nametest), che Cambridge Analytica ha realizzato tramite un'app.
L'applicazione si sondaggi, però, diceva che i dati raccolti sarebbero stati usati per la ricerca, in modo del tutto le legale e conforme alle politiche di Facebook, senza andare contro le impostazioni del profilo dei suoi utenti.
Il fatto che i dati siano stati poi usati da Cambridge Analytica per fini diversi dalla ricerca è stata una semplice violazione dell'accordo degli sviluppatori di Facebook.
Mentre sono stati circa 270.000 gli utenti di Facebook che hanno scaricato l'app sondaggio, Cambridge Analytica ha raccolto i dati di 50 milioni di utenti che erano amici di Facebook di persone che hanno scaricato l'app.

Le politiche di Facebook e le impostazioni di privacy predefinite consentono alle app di raccogliere enormi quantità di dati dai profili.
In teoria queste informazioni dovrebbero essere utilizzate per fornire un prodotto personalizzato, che di solito si tratta di pubblicità su misura.
Ogni volta che installiamo applicazioni Facebook ci viene detto quali dati possono leggere.
Anche in questo blog abbiamo parlato più volte di rimuovere le applicazioni Facebook con troppi permessi che violano la privacy.

Facebook è un business, e quel business non è il social network, ma la pubblicità.
Su Facebook tutto è gratis perchè è un canale per la raccolta di dati e la distribuzione di annunci pubblicitari.
La maggior parte degli utenti è assolutamente felice di partecipare a sondaggi, compilare i profili, e pubblicare interessi, consegnare file e registrare le ricerche.
Come Facebook, anche per altre aziende come Google è tutto gratuito perchè registra tutte quelle ricerche per creare un profilo di ogni persona a cui indirizzare determinati annunci pubblicitari.
Questo è come funziona internet, dove la maggior parte delle persone non vuole pagare nulla, ma è disposta a cedere parte dei dati personali ed essere catalogato e profilato in qualche database che potrà essere venduto a qualche società di marketing.
È così che funziona la rete moderna, non è un mistero ed anche se può essere qualcosa che non ci piace, non c'è nulla di illegale.
Quello che è successo non è contro le leggi, e non credo ci saranno conseguenze per la società Cambridge Analytica, al quale Facebook ha richiesto la cancellazione dei dati, senza però avere alcuno strumento di far rispettare la richiesta.

Cosa non va bene
In tutta questa storia, però, Facebook ne esce davvero male, perchè anche se il suo modello di business è più che conosciuto, il fatto che i miei dati fossero prontamente disponibili per lo sfruttamento da società esterne solo perchè sono amico di qualcuno che ha usato un'applicazione è assolutamente sbagliato e assolutamente ingiustificabile.
I profili, le riflessioni, i Mi piace e le condivisioni apparentemente innocenti e privati ​​sono stati estratti e assemblati in un database che è stato sfruttato per fini elettorali e questo è ancor più terrificante che se venissero usati per fini pubblicitari.
Prendono quindi le paure e le debolezze delle persone indirizzandogli messaggi elettorali personalizzati, che fanno breccia anche in chi si reputa indipendente e su chi ha un livello culturale decente.

Futuro
Cosa succede adesso?
Di sicuro nessuno potrà più avere fiducia in Facebook, il giochetto che era ampiamente conosciuto ma che rimaneva nascosto è stato scoperto e reso palese anche ai più ingenui.
Forse è il caso di dare un valore più alto ai dati che ci riguardano, senza cederli così gratuitamente a qualche società.
Eliminare il profilo Facebook può essere una scelta drastica oggi, ma limitare le informazioni che pubblichiamo sarebbe sicuramente molto saggio.
Se si vuol continuare a utilizzare Facebook, bisogna sicuramente rivedere le impostazioni sulla privacy, le informazioni del profilo, quali app sono autorizzate, a cosa è stato dato il Mi Piace e cosa postiamo.

Non bisogna più avere alcuna fiducia in Facebook o in qualsiasi altra azienda che vuole dati personali che non si comunicherebbero agli estranei, dovremmo smettere di accedere ad app o servizi con il profilo Facebook, bisogna smettere assolutamente a fare quiz come Nametest.

LEGGI ANCHE: Vedere profili privati su Facebook (trucco)

AGGIORNAMENTO: Facebook ha messo a disposizione un tool online per verificare se il nostro profilo è stato usato da CAmbridge Analitica con la sua applicazione "This is your Digital Life"

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2 Commenti
  • Twilight
    21/3/18

    Si possono anche vincere le elezioni con sistemi truffaldini, sfruttando i superiori mezzi intellettuali di cui si dispone a discapito della massa ignorante, ma quello che non si vuole capire è che ciò non risolve i problemi e i nodi, prima o poi, vengono al pettine, Grazie Claudio per i Tuoi articoli sempre interessanti e di attualità

  • Simona Gori Nidito
    22/3/18

    hai perfettamente ragione. mi ricordo che quando mi sono iscritta su facebook mi è stato fatto presente che tutto quello che postavo sarebbe stato pubblico e, quindi, di stare attenta nel non comunicare dati sensibili o cose che non volevo gli altri sapessero. ora cadono dalle nuvole! il problema è dopo. l'utilizzo dei dati da parte di Cambridge Analytica